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L’Onu: “In Venezuela precedente pericoloso”. Critiche dall’Europa, esulta Israele

Manifestanti a Parigi contro il raid in Venezuela

 

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Verso la convocazione del Consiglio di Sicurezza. Von der Leyen: “Sosteniamo una transizione pacifica”
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LONDRA – L'operazione fulminea degli Stati Uniti in Venezuela e la rimozione dell'autocrate Nicolas Maduro scatenano la rabbia di molti nel mondo. In primis del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che tramite il suo portavoce si dice «profondamente allarmato dal pericoloso precedente degli Usa», in vista di una probabile riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu chiesta da Venezuela e Colombia, con il sostegno di Russia e Cina. Guterres ha sottolineato «l'importanza del pieno rispetto — da parte di tutti — del diritto internazionale. Sono profondamente preoccupato».

Il Consiglio di Sicurezza si era già riunito sulla questione Stati Uniti-Venezuela a fine anno scorso, per due volte. "Scioccati" anche Cina, Russia, Messico e Brasile. Il presidente Lula: «Questa è una gravissima offesa alla sovranità di un Paese. Si è superata una linea inaccettabile che aprirà a un mondo di violenza, caos e instabilità, in cui la legge del più forte finirà per prevalere sul mul…

LONDRA – L'operazione fulminea degli Stati Uniti in Venezuela e la rimozione dell'autocrate Nicolas Maduro scatenano la rabbia di molti nel mondo. In primis del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che tramite il suo portavoce si dice «profondamente allarmato dal pericoloso precedente degli Usa», in vista di una probabile riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu chiesta da Venezuela e Colombia, con il sostegno di Russia e Cina. Guterres ha sottolineato «l'importanza del pieno rispetto — da parte di tutti — del diritto internazionale. Sono profondamente preoccupato».

Il Consiglio di Sicurezza si era già riunito sulla questione Stati Uniti-Venezuela a fine anno scorso, per due volte. "Scioccati" anche Cina, Russia, Messico e Brasile. Il presidente Lula: «Questa è una gravissima offesa alla sovranità di un Paese. Si è superata una linea inaccettabile che aprirà a un mondo di violenza, caos e instabilità, in cui la legge del più forte finirà per prevalere sul multilateralismo». I leader europei sono più cauti nei confronti di Trump. Ma anche loro sono turbati dal modus operandi, che ha ricordato quello di Bush senior col nicaraguense Noriega nel 1989. «Siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite»: così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. All'unisono il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa: «L'Unione europea chiede una de escalation in Venezuela».

Critica anche la Spagna. Il premier Pedro Sanchez: «Madrid non ha riconosciuto il regime di Maduro. Ma non riconoscerà nemmeno un intervento che viola il diritto internazionale e spinge la regione verso un orizzonte di incertezza e bellicismo».La Francia invece è interlocutoria. Se il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot sostiene che «l'operazione militare americana viola il diritto internazionale e avrà gravi conseguenze sulla sicurezza del mondo», il presidente Emmanuel Macron lo "corregge" in serata: «Il popolo venezuelano si è sbarazzato della dittatura Maduro e se ne può soltanto rallegrare. La transizione che arriverà deve essere pacifica, democratica e rispettosa della volontà del popolo venezuelano. Noi auspichiamo che il presidente Edmundo Gonzalez Urrutia, eletto nel 2024, possa assicurare al più presto questa transizione». Più sfumato il primo ministro britannico, ed ex legale, Keir Starmer, che tuttavia nota: «Noi britannici non siamo mai stati coinvolti in questa operazione, ma credo sempre che il diritto internazionale arrivi prima di tutto». Raggianti invece il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, che si è congratulato con Trump per la sua «leadership coraggiosa e storica a favore della libertà e della giustizia», e il presidente argentino (e altrettanto "Maga") Milei: «La libertà avanza».

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