LONDRA – Le accuse rivolte da Donald Trump a Nicolas Maduro di coinvolgimento nel traffico di droga sono state finora accolte con un certo scetticismo in Europa e negli stessi Stati Uniti, nel partito democratico e in parte del movimento Maga, come un’esagerazione, una scusa per giustificare l’attacco a Caracas che ha portato alla cattura del presidente venezuelano. Ma il caso legale contro Maduro e la moglie, catturata insieme a lui nel raid della Delta Force, sembrerebbe «molto più solido» di quanto credano i critici della Casa Bianca, afferma Newsweek, sostenendo che gli inquirenti potrebbero avere «un supertestimone» chiave nel processo contro l’ex-leader del Venezuela: si tratterebbe, secondo il settimanale americano, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex-capo dell’intelligence militare venezuelana, che ha successivamente rotto con Maduro e ha trovato rifugio in Spagna, dove è stato arrestato ed estradato negli Usa. Incriminato per narcotraffico, nel giugno scorso Carvajal si è ri…
LONDRA – Le accuse rivolte da Donald Trump a Nicolas Maduro di coinvolgimento nel traffico di droga sono state finora accolte con un certo scetticismo in Europa e negli stessi Stati Uniti, nel partito democratico e in parte del movimento Maga, come un’esagerazione, una scusa per giustificare l’attacco a Caracas che ha portato alla cattura del presidente venezuelano. Ma il caso legale contro Maduro e la moglie, catturata insieme a lui nel raid della Delta Force, sembrerebbe «molto più solido» di quanto credano i critici della Casa Bianca, afferma Newsweek, sostenendo che gli inquirenti potrebbero avere «un supertestimone» chiave nel processo contro l’ex-leader del Venezuela: si tratterebbe, secondo il settimanale americano, di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex-capo dell’intelligence militare venezuelana, che ha successivamente rotto con Maduro e ha trovato rifugio in Spagna, dove è stato arrestato ed estradato negli Usa. Incriminato per narcotraffico, nel giugno scorso Carvajal si è riconosciuto colpevole di reati che prevedono l’ergastolo, analoghi a quelli ora contestati allo stesso Maduro, ed è stato annunciato un patteggiamento fra l’imputato e il pubblico ministero.
La sentenza contro di lui, tuttavia, non è ancora stata emessa: prima di decidere il suo destino, i giudici di New York, dove stamani l’ex-presidente del Venezuela sarà formalmente incriminato, avrebbero in mente di farlo testimoniare contro Maduro, scrive Newsweek. Un patteggiamento che è un classico nei processi contro mafia o narcos, già utilizzato trentacinque anni fa quando gli Stati Uniti catturarono il dittatore Manuel Noriega a Panama e lo trasportarono in Florida, condannandolo a quarant’anni di carcere per narcotraffico anche grazie alle testimonianze di suoi ex-complici, in cambio di una riduzione della loro pena. Nei capi di imputazione già resi noti nei confronti di Maduro, Carvajal infatti è citato. Il suo riconoscersi colpevole e il rinvio della sentenza suggeriscono un accordo fra lui e i magistrati: il ritardo nella condanna di un co-cospiratore dopo un patteggiamento è solitamente «un chiaro segnale» che costui si sta preparando a testimoniare in un altro processo, commenta Elie Honig, ex-procuratore aggiunto degli Stati Uniti.
Di sicuro, l’ex-capo dell’intelligence sa molte cose sull’uomo che fino a due giorni fa era presidente del Venezuela. Soprannominato “il Pollo”, Carvajal è stato uno dei dirigenti del Cartello de Los Soles, la gang di Caracas accusata di narcotraffico in combutta con i vertici delle forze armate venezuelane. In precedenza era uno stretto collaboratore di Hugo Chávez: lo aveva aiutato a organizzare il fallito golpe del 1992 . Quando Chávez ha conquistato il potere alle elezioni del 1998, Carvajal è diventato il suo braccio destro, ruolo che ha mantenuto anche con il successore Maduro. Ma nel 2019, davanti al collasso dell’economia, si è schierato con l’opposizione. Accusandolo di tradimento, Maduro lo ha destituito e luiè fuggito in Spagna. Non è escluso che abbia fornito agli Usa anche informazioni sulle abitudini di vita del presidente venezuelano, aiutando la Cia a localizzarlo e la Delta Force a catturarlo nel drammatico raid di sabato notte.