NEW YORK – E’ arrivato con lo stesso portamento rigido che aveva ostentato nei palazzi del potere di Caracas. Solo che ad attenderlo nella sede della Dea di New York, prima del trasferimento nella peggiore prigione federale d’America, c’erano una luce al neon e un lungo corridoio attraverso il quale è stato scortato. Vestito di nero, ciabatte e calzettoni bianchi, i polsi ammanettati, guardando…