LONDRA – Un avvocato che “vive, respira e dorme” pensando soltanto ai processi. Universalmente riconosciuto come “uno dei migliori penalisti d’America”. Capace di “incantare le giurie con il suo stile genuino”. Questo, nei giudizi dei suoi colleghi e delle riviste che valutano la professione forense negli Stati Uniti, è Barry Pollack, il difensore scelto da Nicolas Maduro per rappresentarlo nel procedimento giudiziario appena avviato a New York.
Le accuse contro l’ex-presidente venezuelano sono da ergastolo: narcoterrorismo e traffico d’armi due delle imputazioni contenute nelle 25 pagine con cui i procuratori distrettuali newyorchesi argomentano l’incriminazione. Ma se Maduro voleva un legale all’altezza del compito (sua moglie sarà difesa da un altro avvocato), ha trovato l’uomo giusto.
La difesa di Assange
Il 62enne Pollack è già salito altre volte agli onori della cronaca per processi altisonanti. È stato lui a concordare il patteggiamento con la giustizia Usa grazie al quale Jul…
LONDRA – Un avvocato che “vive, respira e dorme” pensando soltanto ai processi. Universalmente riconosciuto come “uno dei migliori penalisti d’America”. Capace di “incantare le giurie con il suo stile genuino”. Questo, nei giudizi dei suoi colleghi e delle riviste che valutano la professione forense negli Stati Uniti, è Barry Pollack, il difensore scelto da Nicolas Maduro per rappresentarlo nel procedimento giudiziario appena avviato a New York.
Le accuse contro l’ex-presidente venezuelano sono da ergastolo: narcoterrorismo e traffico d’armi due delle imputazioni contenute nelle 25 pagine con cui i procuratori distrettuali newyorchesi argomentano l’incriminazione. Ma se Maduro voleva un legale all’altezza del compito (sua moglie sarà difesa da un altro avvocato), ha trovato l’uomo giusto.
La difesa di Assange
Il 62enne Pollack è già salito altre volte agli onori della cronaca per processi altisonanti. È stato lui a concordare il patteggiamento con la giustizia Usa grazie al quale Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, nel 2024 ha riottenuto la libertà. Sempre lui, nel 2006, ha ottenuto il proscioglimento di un manager della Enron incriminato per frode in uno dei maggiori scandali finanziari della storia americana: uno dei due soli dirigenti assolti nella bancarotta del colosso energetico che portò alla dissoluzione dell’Arthur Andersen, all’epoca una delle cinque più grandi società di consulenze al mondo. E ancora lui ha difeso con successo un avvocato incriminato da un giudice militare per “oltraggio della corte”, nell’ambito di un processo ai detenuti del carcere speciale di Guantanamo accusati di terrorismo.
La laurea alla Georgetown
Dopo un baccalaureato all’Indiana University, nel 1991 Pollack si è laureato in legge “con lode” alla prestigiosa Georgetwon University Law School. Terminati gli studi è stato assistente di un giudice a Washington, sostituto procuratore nel Maryland e socio di una dei più noti studi legali della capitale. Da anni è senior partner di Harris St. Laurent & Wechsler, una “boutique firm” di avvocati specializzati nella difesa dei cosiddetti “colletti bianchi”. È stato presidente della National Association of Criminal Defense Lawyers, l’associazione nazionale dei penalisti americani, e insegna part time alla Georgetown University: il corso che lo vede in cattedra è intitolato “Anatomia del processo penale federale”.
L’avvocato “dei casi difficili”
Le sue specialità sono processi per corruzione, frode, violazione dell’antitrust e su questioni di sicurezza nazionale. Chambers Usa, la società che pubblica le graduatorie annuali dei migliori avvocati d’America, lo definisce così: “Incredibilmente dotato, profondamente riflessivo e analitico, estremamente concentrato sui propri clienti, un avvocato straordinario, molto brillante e sempre pronto ad accettare i casi più difficili”. Come quello di un uomo che aveva scontato 25 anni per un crimine che sosteneva di non avere commesso, per il quale ha ottenuto un nuovo processo, l’assoluzione e un indennizzo di 2 milioni e mezzo di dollari.
E come la difesa di Assange, che riconoscendosi colpevole di un reato minore, rispetto alla violazione di segreti di stato di cui era accusato per la pubblicazione su Wikileaks di documenti sulle guerre in Afghanistan e in Iraq, ha riavuto la libertà dopo cinque anni di carcere e sette anni di asilo politico nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Con quel patteggiamento, Pollack disse che il giornalista australiano “poteva continuare a essere un campione della libertà di stampa e della trasparenza governativa”. Lo considerava il più grande successo della sua carriera di “criminal lawyer”. Difendendo Maduro, ora è probabilmente davanti a una sfida ancora più grande.