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Vertice dei volenterosi a Parigi per difendere unità e convergenze, ma è necessario il cessate il fuoco

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Intesa di massima sul documento finale per non dividere europei e americani. Assente Rubio, sarà presente Witkoff
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Oggi a Parigi sono attesi ventisette capi di Stato e di governo e i rappresentanti di trentacinque Paesi per una riunione al completo dei Volenterosi, la prima così ampia da marzo dell'anno scorso. E se nei giorni scorsi era emersa l'ipotesi che potesse partecipare il Segretario di Stato americano Marco Rubio, ieri si è saputo che gli sviluppi venezuelani lo tratterranno a Washington ma che nella capitale francese arriveranno l'inviato di tutte le guerre Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner. Una presenza non scontata dopo le tensioni scoppiate tra le due sponde dell'Atlantico sulle minacce di Trump di invadere la Groenlandia: una mina sui rapporti Nato nel momento delicatissimo in cui si dovrebbe chiudere almeno sulla definizione delle garanzie per la sicurezza sull'Ucraina.

Oggi a Parigi sono attesi ventisette capi di Stato e di governo e i rappresentanti di trentacinque Paesi per una riunione al completo dei Volenterosi, la prima così ampia da marzo dell'anno scorso. E se nei giorni scorsi era emersa l'ipotesi che potesse partecipare il Segretario di Stato americano Marco Rubio, ieri si è saputo che gli sviluppi venezuelani lo tratterranno a Washington ma che nella capitale francese arriveranno l'inviato di tutte le guerre Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner. Una presenza non scontata dopo le tensioni scoppiate tra le due sponde dell'Atlantico sulle minacce di Trump di invadere la Groenlandia: una mina sui rapporti Nato nel momento delicatissimo in cui si dovrebbe chiudere almeno sulla definizione delle garanzie per la sicurezza sull'Ucraina.

In ogni caso i Volenterosi comunicheranno il risultato del vertice telefonicamente al presidente americano. Scopo della riunione parigina di oggi sarà anzitutto mantenere dunque la fragilissima unità e le convergenze raggiunte faticosamente tra americani, europei e ucraini nelle ultime settimane, riporta uno sherpa. E concentrarsi sulla definizione di garanzie per la sicurezza che assicurino un dopoguerra sereno all'Ucraina. Il che per gli europei significa che bisognerà partire, però, dalla «definizione delle modalità con cui raggiungere un cessate il fuoco».

Ieri pomeriggio il documento finale del summit era ancora agli ultimi ritocchi ma tra europei, americani e ucraini sembra esserci un'intesa su alcune priorità da definire: in primo luogo si tratterà di «rafforzare la prima linea» garantendo un sostegno sufficiente all'esercito ucraino perché sia in grado di resistere alle pressioni russe. Poi si tratterà di stabilire le modalità con cui monitorare il cessate il fuoco e si parlerà del «contingente internazionale di truppe» che erano già state decise dal vertice di Berlino di dicembre ma su cui anche domani non dovrebbero venir fuori dettagli ulteriori - ossia chi le manderà e chi non - per non spaccare il fragile fronte costruito a livello europeo.

Com'è noto Uk e Francia sono l'avanguardia dei Paesi disposti a impegnarsi boots on the ground, ma da fonti francesi trapelava ieri la considerazione che «è ovvio che non potremo sorvegliare 1.400 km di linea del fronte», insomma che ci saranno satelliti, droni e altri strumenti per monitorare la frontiera futura. Peraltro dall'Eliseo trapela anche la conferma della volontà di Macron di parlare con Putin: "Non per una questione di principio ma di efficacia politica», per negoziare direttamente sulle condizioni per la pace. Per evitare spaccature i dettagli sui contingenti arriveranno più in là, dopo un cessate il fuoco. Allora si capirà «chi opererà in Ucraina e chi fuori». La Germania, ad esempio, non ha ancora sciolto le riserve su questo punto fondamentale del confronto in atto.

Infine ci sarà da sciogliere il nodo delle tutele concordate dagli ucraini con gli americani, ma su quelle, come era emerso dagli incontri degli sherpa a Kiev nello scorso fine settimana, si parla ufficialmente ormai di una «convergenza al 90%».

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