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Un’ex ministra canadese per Kiev: Chrystia Freeland sarà consigliere economico di Zelensky

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Più volte alla testa di dicasteri chiave per il proprio Paese, dopo una stellare carriera come giornalista. I suoi nonni paterni e materni erano ucraini, emigrati dopo la Seconda guerra mondiale in Canada, dove lei è nata nel 1968. In famiglia ha imparato a parlare perfettamente ucraino e russo
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LONDRA – Nel rimpasto della squadra di governo che ha compiuto in questi giorni, Volodymyr Zelensky si è rinforzato con un acquisto “straniero”, anche se non del tutto: Chrystia Freeland, ex-ministra delle Finanze, degli Esteri, dei Trasporti canadese, che ieri ha annunciato le dimissioni da deputato del parlamento di Ottawa per diventare consigliere economico del presidente dell’Ucraina. In Canada, Freeland sperava di diventare primo ministro: dopo che le sue dimissioni da vicepremier hanno spinto nel 2024 l’allora premier Justin Trudeau a dimettersi, si è candidata a rimpiazzarlo, ma piazzandosi distante seconda nelle primarie del partito liberaldemocratico alle spalle di Mark Carney, l’attuale capo del governo.

Le origini ucraine

Più volte alla testa di dicasteri chiave per il proprio Paese, dopo una stellare carriera precedente come giornalista, Freeland è di origine ucraina ed esprime un legame profondo per la nazione dei suoi avi. “L’Ucraina è in prima linea nell’odierna lotta…

LONDRA – Nel rimpasto della squadra di governo che ha compiuto in questi giorni, Volodymyr Zelensky si è rinforzato con un acquisto “straniero”, anche se non del tutto: Chrystia Freeland, ex-ministra delle Finanze, degli Esteri, dei Trasporti canadese, che ieri ha annunciato le dimissioni da deputato del parlamento di Ottawa per diventare consigliere economico del presidente dell’Ucraina. In Canada, Freeland sperava di diventare primo ministro: dopo che le sue dimissioni da vicepremier hanno spinto nel 2024 l’allora premier Justin Trudeau a dimettersi, si è candidata a rimpiazzarlo, ma piazzandosi distante seconda nelle primarie del partito liberaldemocratico alle spalle di Mark Carney, l’attuale capo del governo.

Le origini ucraine

Più volte alla testa di dicasteri chiave per il proprio Paese, dopo una stellare carriera precedente come giornalista, Freeland è di origine ucraina ed esprime un legame profondo per la nazione dei suoi avi. “L’Ucraina è in prima linea nell’odierna lotta globale per la democrazia e sono felice di avere la possibilità di contribuire alla sua crescita”, ha postato sul social X annunciando il nuovo incarico di consigliere per lo sviluppo economico: un posto, come lei stessa specifica, “non retribuito”, particolare di rilievo a Kiev dopo le recenti accuse di corruzione ad alcuni dei più stretti collaboratori del presidente.

Il libro sulla privatizzazione selvaggia

Pochi conoscono la corruzione nel mondo post-sovietico, per denunciarla e combatterla, meglio di lei. Nella sua prima veste di reporter, Freeland è stata a lungo corrispondente del Financial Times da Mosca ed è l’autrice del libro migliore sulla privatizzazione selvaggia dei beni di stato nell’ex-Urss: “The sale of the century, Russia wild ride from communism to capitalism” (La svendita del secolo). Nel governo canadese, oltre a quello di vicepremier, ricopriva il ruolo di rappresentante speciale per la ricostruzione dell’Ucraina. Ora potrà aiutare a ricostruirla dal di dentro del governo di Kiev.

Il lavoro da giornalista

I suoi nonni paterni e materni erano ucraini, emigrati dopo la Seconda guerra mondiale in Canada, dove lei è nata nel 1968. In famiglia ha imparato a parlare perfettamente ucraino e russo. Da ragazza ha vinto una borsa di studio allo United World College of the Adriatic, celebre scuola internazionale di Trieste, in seguito si è laureata ad Harvard in storia russa e ha completato un Master in studi slavi a Oxford in qualità di Rhodes Scholar, la più prestigiosa borsa americana per studiare all’estero (vinta, tra gli altri, dal futuro presidente Bill Clinton). Ha cominciato a lavorare come giornalista collaborando con Bill Keller, all’epoca corrispondente da Mosca del New York Times (di cui sarebbe poi diventato il direttore), quindi è approdata al Financial Times, al Washington Post e all’Economist.

Nel 2014 Putin l’ha messa nella lista dei giornalisti stranieri a cui è vietato l’ingresso in Russia. Sposata con un cronista del New York Times, ha tre figli ed è autrice di un altro best-seller internazionale, “Plutocrats, the rise of the new global super rich and the fall of everyone else”, sulla nuova classe di super-ricchi che dominano il pianeta. Freeland ha avuto un incredibile successo, insomma, in tutto quello che ha fatto. Un grande acquisto per la squadra di Zelensky.

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