La donna uccisa dall’Ice vicino al luogo dell’omicidio di Floyd: il precedente che scosse gli Usa
di Enrico FranceschiniLONDRA – Un nuovo caso George Floyd scuote l’America. Si allargano le proteste negli Stati Uniti per l’uccisione mercoledì pomeriggio di una donna a Minneapolis da parte di agenti dell’Ice, la forza di polizia anti-immigrazione creata da Donald Trump. Dal Minnesota a New York, da San Francisco ad altre città, manifestazioni di protesta spontanee e organizzate si sono svolte mercoledì dopo la morte di Renee Nicole Good, una cittadina americana di 37 anni, uccisa da agenti dell’Immigration and Customs Enforcement che l’avevano fermata mentre era alla guida del suo fuoristrada, intimandole di uscire dalla vettura: mentre lei ha cercato di ripartire, uno degli agenti ha aperto il fuoco, colpendola fatalmente.
Il modo in cui la rivolta si sta diffondendo attraverso l’America ricorda le proteste di massa nel 2020 per l’uccisione di George Floyd, l’afroamericano arrestato e picchiato a morte dalla polizia sempre a Minneapolis, una protesta che si diffuse rapidamente in 2 mila città in oltr…
LONDRA – Un nuovo caso George Floyd scuote l’America. Si allargano le proteste negli Stati Uniti per l’uccisione mercoledì pomeriggio di una donna a Minneapolis da parte di agenti dell’Ice, la forza di polizia anti-immigrazione creata da Donald Trump. Dal Minnesota a New York, da San Francisco ad altre città, manifestazioni di protesta spontanee e organizzate si sono svolte mercoledì dopo la morte di Renee Nicole Good, una cittadina americana di 37 anni, uccisa da agenti dell’Immigration and Customs Enforcement che l’avevano fermata mentre era alla guida del suo fuoristrada, intimandole di uscire dalla vettura: mentre lei ha cercato di ripartire, uno degli agenti ha aperto il fuoco, colpendola fatalmente.
Il modo in cui la rivolta si sta diffondendo attraverso l’America ricorda le proteste di massa nel 2020 per l’uccisione di George Floyd, l’afroamericano arrestato e picchiato a morte dalla polizia sempre a Minneapolis, una protesta che si diffuse rapidamente in 2 mila città in oltre 60 Paesi mettendo in moto il movimento Black Lives Matter (Le vite dei neri contano). Secondo alcune stime circa 20 milioni di persone parteciparono alle dimostrazioni, rendendole una delle maggiori proteste di massa nella storia americana.
Floyd era un afroamericano di 46 anni, arrestato a Minneapolis il 25 maggio 2020 (l’ultimo anno del primo mandato presidenziale di Trump), dopo che il commesso di un negozio lo aveva accusato di avere usato una banconota falsa da 20 dollari per un acquisto. Derek Chauvin, uno dei poliziotti bianchi che lo fermarono, lo ammanettarono e lo costrinsero a sdraiarsi a terra, gli tenne un ginocchio premuto sul collo per nove minuti. Già prima di venire ammanettato, Floyd esibiva segni di ansietà, dicendo di soffrire di claustrofobia e di fare fatica a respirare. Steso a terra, implorava gli agenti affermando che temeva di morire. Dopo qualche minuto, smise di parlare. Il poliziotto ignorò le richieste delle persone che assistevano alla scena di fare rialzare Floyd e di soccorrerlo. Quando si accorsero che non gli batteva più il cuore era troppo tardi.
Il giorno dopo i video registrati da testimoni e dalla stessa polizia diventarono pubblici, scatenando un’ondata nazionale e poi internazionale di proteste. La polizia licenziò immediatamente tutti e quattro gli agenti coinvolti nell’arresto. Una delle autopsie classificò la morte di Floyd come omicidio. Al processo, nel marzo 2021 Chavin fu giudicato colpevole di omicidio involontario di secondo grado e condannato a 22 anni di carcere, mentre i tre suoi colleghi ricevettero condanne minori. Nel patteggiamento della causa civile intentata dalla famiglia di Floyd alla polizia e al Comune, le autorità locali pagarono un risarcimento di 27 milioni di dollari per la sua morte.
Tutto questo riecheggia nella vicenda che si è svolta mercoledì, sempre a Minneapolis, per coincidenza ad appena quattro isolati dal punto dell’arresto e della morte di George Floyd. Mentre Donald Trump, lo Speaker repubblicano della Camera Mike Johnson e Kristi Noem, la ministra per l’Homeland Security, hanno difeso l’operato degli agenti dell’Ice, affermando che hanno sparato per “legittima difesa” perché stavano per essere investiti e che la vittima era una “contestatrice violenta”, il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, disputa la ricostruzione ufficiale dell’incidente e chiede che le forze dell’Ice lascino immediatamente la città: “Sono calati su Minneapolis con più di 2 mila agenti, un’operazione senza precedenti e senza giustificazioni, che ha creato il caos”. La deputata democratica di New York Alexandria Ocasio-Cortez ha definito l’episodio “un omicidio commesso dalla forza pubblica”. Il governatore del Minnesota, Tim Walz, accusa la polizia di avere spostato l’auto della donna per dimostrarne intenzioni violente, e afferma che la Guardia Nazionale è pronta a intervenire.
A Minneapolis una veglia sul luogo dell’incidente, per coincidenza ad appena quattro isolati di distanza dal punto in cui nel 2020 è stato ucciso George Floyd, è proseguita tutta la notte raccogliendo una folla enorme che ha deposto fiori, acceso candele e scandito slogan, e si sono svolte proteste nelle strade anche in altre parti della città. A San Francisco una manifestazione ha avuto luogo di fronte alla sede dell’Ice e da lì ha marciato fino al municipio: “Oggi Minneapolis soffre e noi siamo solidali”, affermavano i dimostranti con slogan e cartelli. “E’ una terribile atrocità che poteva essere evitata”, ha dichiarato uno dei partecipanti. Proteste analoghe sono avvenute a New York e in altre città americane.