Macron: “Rifiutiamo nuovo colonialismo e imperialismo, gli Usa si stanno allontanando dagli alleati”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Tanti sussurri, poche grida: finora l’Europa sembra aver scelto la linea dello struzzo dinanzi al neoimperialismo trumpiano. Fino a ieri, quando Emmanuel Macron ha alzato la voce. E il presidente francese è stato il primo leader europeo a chiamare le cose con il loro nome, seppur nell’ovattato contesto della conferenza annuale degli ambasciatori. “Osservo che tra le grandi potenze c’è una forte tentazione di spartirsi il mondo”, ha avvertito il capo dell’Eliseo. Gli Stati Uniti “stanno voltando le spalle” ad alcuni alleati e “si stanno affrancando dal diritto internazionale”. Rivolto ai diplomatici francesi Macron ha parlato, a proposito di Trump, di un’”aggressività neocoloniale” che starebbe infettando le relazioni internazionali. E nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno annunciato che si ritirano da 66 organizzazioni internazionali, il presidente francese si è rammaricato perché “le istanze del multilateralismo funzionano sempre peggio”.
La difesa delle regole europee su…
BERLINO – Tanti sussurri, poche grida: finora l’Europa sembra aver scelto la linea dello struzzo dinanzi al neoimperialismo trumpiano. Fino a ieri, quando Emmanuel Macron ha alzato la voce. E il presidente francese è stato il primo leader europeo a chiamare le cose con il loro nome, seppur nell’ovattato contesto della conferenza annuale degli ambasciatori. “Osservo che tra le grandi potenze c’è una forte tentazione di spartirsi il mondo”, ha avvertito il capo dell’Eliseo. Gli Stati Uniti “stanno voltando le spalle” ad alcuni alleati e “si stanno affrancando dal diritto internazionale”. Rivolto ai diplomatici francesi Macron ha parlato, a proposito di Trump, di un’”aggressività neocoloniale” che starebbe infettando le relazioni internazionali. E nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno annunciato che si ritirano da 66 organizzazioni internazionali, il presidente francese si è rammaricato perché “le istanze del multilateralismo funzionano sempre peggio”.
La difesa delle regole europee sul digitale
Nei giorni scorsi il presidente francese aveva espresso un commento tardivo sull’attacco americano al Venezuela e sul rapimento di Maduro, limitandosi a informare lunedì i suoi ministri che disapprovava “il metodo usato” e che difendeva il diritto internazionale. Ma ieri ha usato invece parole chiare contro “il disfattismo” della Casa Bianca: l’Europa deve “difendere” e “consolidare” i regolamenti europei sul digitale - il grande spauracchio per le Big Tech alleate di Trump. Nelle scorse settimane a uno dei padri quel complesso di regole che proteggono i consumatori europei dall’invadenza e pervasività del web e limita la diffusione delle fake news, l’ex commissario Ue francese Thierry Breton, era stato negato l’ingresso negli Stati Uniti.
In più il capo dell’Eliseo ha lanciato un nuovo appello per “accelerare” sull’agenda europea, in particolare “sulla semplificazione del mercato unico” e sulla creazione del mercato unico dei capitali, insomma sulle due agende Draghi e Letta. “Perché - ha scandito davanti alle feluche - è ora che questa Europa da 450 milioni di abitanti esista e sia più reale”.
La leadership europea
E’ stata un’uscita perfettamente in linea con l’iperattivismo delle ultime settimane. E così Macron si sta riprendendo lo scettro della leadership europea che sembrava appaltata per un momento al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Dal Consiglio europeo di dicembre che ha segnato la sconfitta di Berlino sul dossier degli asset russi e in cui Macron si era schierato al fianco di Giorgia Meloni per spingere l’alternativa del prestito all’Ucraina finanziato con gli eurobond, Parigi ha assunto la guida di un’Europa frastornata dagli strappi predatori di Trump.
Da qui l’annuncio di voler parlare di nuovo con Vladimir Putin per sottrarsi a una dinamica triangolare in cui l’Europa è costretta ogni volta ad affidarsi alla Casa Bianca per capire cosa vuole il Cremlino. E da qui anche l’iniziativa della scorsa settimana di convocare la più ampia riunione dei Volenterosi di sempre. Peraltro, al summit Parigi e Londra si sono distinte da Berlino anche sulla disponibilità a schierare truppe in Ucraina.
Ma forse anche bruciato dalla mancata firma degli inviati di Trump sotto alla dichiarazione finale del vertice, Macron ieri è andato all’attacco della Casa Bianca. E forse non è un caso che sia avvenuto mentre, nelle stesse ore, sul web impazzava un vergognoso video in cui Trump lo imitava, rappresentandolo come un effeminato vassallo.