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Leopoli colpita dal supermissile russo Oreshnik. Perché è una minaccia per l’Europa

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L'arma a testata multipla viaggia a oltre 6mila chilometri l'ora e non può essere intercettata
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Otto esplosioni simultanee a Leopoli non precedute da alcun rumore né dal fuoco della contraerea. Mosca ha lanciato un missile balistico a medio raggio Oreshnik, un'arma a testata multipla che viaggia a oltre 6mila chilometri l'ora e non può essere intercettata. Le immagini riprese da una telecamera di sicurezza mostrano una serie di bagliori che hanno illuminato la notte: sono identici alla scena dell'unico attacco condotto con l'Oreshnik un anno fa contro la zona industriale di Dnipro.

A confermare il raid è lo stesso ministero della Difesa russo. “Una risposta all'attacco terroristico del regime di Kiev alla residenza del presidente della Federazione Russa nella regione di Novgorod”. Sono state utilizzate "armi di precisione a lungo raggio, terrestri e navali, tra cui il sistema missilistico mobile a medio raggio Oreshnik, nonchè droni d'attacco". Colpiti, affermano i russi, anche gli impianti di produzione di droni utilizzati dalle forze armate ucraine nel "raid contro la residen…

Otto esplosioni simultanee a Leopoli non precedute da alcun rumore né dal fuoco della contraerea. Mosca ha lanciato un missile balistico a medio raggio Oreshnik, un'arma a testata multipla che viaggia a oltre 6mila chilometri l'ora e non può essere intercettata. Le immagini riprese da una telecamera di sicurezza mostrano una serie di bagliori che hanno illuminato la notte: sono identici alla scena dell'unico attacco condotto con l'Oreshnik un anno fa contro la zona industriale di Dnipro.

A confermare il raid è lo stesso ministero della Difesa russo. “Una risposta all'attacco terroristico del regime di Kiev alla residenza del presidente della Federazione Russa nella regione di Novgorod”. Sono state utilizzate "armi di precisione a lungo raggio, terrestri e navali, tra cui il sistema missilistico mobile a medio raggio Oreshnik, nonchè droni d'attacco". Colpiti, affermano i russi, anche gli impianti di produzione di droni utilizzati dalle forze armate ucraine nel "raid contro la residenza di Vladimir Putin" e ancora una volta le infrastrutture energetiche "a supporto del complesso militare-industriale nemico".

Il sindaco di Leopoli Andriy Sadovyi ha dichiarato che è stata colpita "un'infrastruttura critica". La città si trova a soli ottanta chilometri dal confine polacco: l'impiego di un missile progettato per la guerra nucleare, seppur privo di testate atomiche, rappresenta una minaccia contro la Ue e la Nato. L'Oreshnik infatti è stato concepito per tenere sotto tiro tutte le capitali europee.

Le ogive multiple sono prive di esplosivo: causano distruzione solo con la forza dell'energia cinetica, come una raffica di pallottole colossali. Il supermissile avrebbe colpito il più grande impianto di stoccaggio e pompaggio di gas dell'Ucraina a Stry. Si trova a meno di 70 chilometri dal confine ed era stato attaccato in passato senza distruggerlo. Vengono segnalati grandi roghi che rendono violaceo il colore del cielo. La struttura presa di mira è fondamentale per le importazioni di gas dall'Occidente: una risorsa decisiva per le centrali termoelettriche. L'aviazione ucraina ha dichiarato che il missile ha colpito alla velocità di 13 mila chilometri l'ora.

Due giorni prima di Natale Vladimir Putin ha promesso una "rappresaglia massiccia" per il presunto raid di droni ucraini contro la sua residenza di Valdai, nella regione di Novgorod: un blitz smentito da Kiev e rimasto senza riscontri. Da allora i russi hanno accumulato droni e missili per preparare la ritorsione.

La "vendetta" del Cremlino è scattata dopo lo smacco della cattura di Maduro e dell'abbordaggio americano di una petroliera. Ben 120 droni Shahed-Geran si sono diretti contro la capitale da tre diverse direzioni. Molti si sono abbattuti sugli edifici residenziali: uno ha centrato il diciottesimo piano di una torre di appartamenti provocando un incendio. Ma si tratta solo della prima ondata. Navi e sottomarini della flotta di Mosca hanno poi scagliato una raffica di missili Kalibr, almeno 14, indirizzati verso più città tra cui Kherson. Sulla capitale sono piovuti alcuni missili cruise e balistici. Una lunga notte di fuoco.

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