È partita dal Canada, dall’account X Morticia Addams, per arrivare nel mondo: la solidarietà social delle donne iraniane alle proteste contro il regime in corso nel Paese in questi giorni è rappresentata da una giovane che accende una sigaretta dando fuoco a una foto di Ali Khamenei. Tra timori di una brutale repressione – le ong parlano di almeno 65 morti e oltre 2mila arresti – e il blackout di internet imposto dal regime, anche nella notte di ieri nuove proteste hanno acceso il Paese.
Ma se il blocco di internet in Iran rende difficile diffondere materiali che testimonino quello che sta succedendo – i pochi documenti emersi sui social sono stati diffusi grazie al ponte dei satelliti di Starlink – nel resto del mondo la comunità iraniana, e non solo, partecipa e condivide la protesta.
Accende la sigaretta con la foto di Khamenei: il gesto di solidarietà delle iraniane all'estero
È partita dal Canada, dall’account X Morticia Addams, per arrivare nel mondo: la solidarietà social delle donne iraniane alle proteste contro il regime in corso nel Paese in questi giorni è rappresentata da una giovane che accende una sigaretta dando fuoco a una foto di Ali Khamenei. Tra timori di una brutale repressione – le ong parlano di almeno 65 morti e oltre 2mila arresti – e il blackout di internet imposto dal regime, anche nella notte di ieri nuove proteste hanno acceso il Paese.
Ma se il blocco di internet in Iran rende difficile diffondere materiali che testimonino quello che sta succedendo – i pochi documenti emersi sui social sono stati diffusi grazie al ponte dei satelliti di Starlink – nel resto del mondo la comunità iraniana, e non solo, partecipa e condivide la protesta.
Accende la sigaretta con la foto di Khamenei: il gesto di solidarietà delle iraniane all'estero
Come nel caso del video della sigaretta che è stato caricato dalla ragazza iraniana, che si definisce una femminista radicale e dichiara di vivere a Toronto, ed è stato ripreso da decine di account in tutto il mondo dando vita a un trend seguito da altre iraniane che vivono fuori dal Paese. Tra queste c’è l’artista residente a San Francisco Narges Jajarmi che, utilizzando gli hashtag #iranrevolution2026 e #womanlifefreedom, cita l’attivista Kianush Sanjari (morto suicida nel 2024 come protesta contro il regime) e pubblica una immagine di lei che fuma una sigaretta accesa con alcune foto di Khamenei in fiamme. “La vita mi deve una patria in cui io possa pensare solo a vivere, non alla patria”, è la citazione di Sanjari che accompagna l’immagine.
Dalla Francia hanno aderito al trend le attiviste del collettivo femminista di ultradestra Nemesis che hanno pubblicato diverse immagini dichiarando così il loro supporto alle donne iraniane.
Il gesto di protesta ha come precedente in Iran la vicenda di Omid Sarlak, un attivista 27enne residente nella parte occidentale del Paese che lo scorso novembre ha pubblicato un video nel quale bruciava una foto di Khamenei ed è stato poi ritrovato morto – raggiunto da colpi di arma da fuoco – nella sua automobile. Per il regime si è trattato di un suicidio. In solidarietà con la sua morte, l’ex prigioniero politico Samad Pourshah ha replicato la scena e da allora è ricercato. Prima di loro il poeta Ghasem Bahrami era stato arrestato nel 2021 per aver bruciato una foto di Khamenei.
Già durante le proteste del 2022 per la morte di Mahsa Amini, deceduta in detenzione dopo essere stata arrestata dalla polizia morale perché accusata di non indossare correttamente il velo, in tante fuori dall’Iran avevano aderito al movimento “Donna, vita, libertà” tagliandosi i capelli e pubblicando le immagini sui social.