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Supermissile russo su Leopoli: “Chi può se ne vada da Kiev”

(agf)

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Mosca colpisce con un Oreshnik. Droni sulle centrali della Capitale: 4 morti. L’appello del sindaco: lasciate la città
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«Una notte orribile» di stress e paura, con un’infinità di droni in volo tra i condomini di Kiev. Il fischio dei missili in arrivo, il boato delle esplosioni. L’immediato blackout di interi quartieri, l’angoscia degli allerta, le app che informano di altri missili e droni in arrivo, ondate come non se ne erano viste mai. L’avvertimento lanciato giovedì sera dal presidente ucraino Zelensky, e poco dopo dall’Ambasciata americana a Kiev, di un «potenziale attacco aereo significativo», era accurato: la rappresaglia russa per il presunto attacco ucraino alla dacia di Putin a Valdai è arrivato potentissimo e simbolico con 242 droni e 36 missili. I civili pagano il conto con quattro morti e un invito agghiacciante dalle autorità pubbliche della capitale: «Faccio appello ai residenti che ne hanno la possibilità – dice il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko - a lasciare temporaneamente la città andando dove ci sono fonti alternative di energia e riscaldamento».

Sotto una pesante bufera gli ucra…

«Una notte orribile» di stress e paura, con un’infinità di droni in volo tra i condomini di Kiev. Il fischio dei missili in arrivo, il boato delle esplosioni. L’immediato blackout di interi quartieri, l’angoscia degli allerta, le app che informano di altri missili e droni in arrivo, ondate come non se ne erano viste mai. L’avvertimento lanciato giovedì sera dal presidente ucraino Zelensky, e poco dopo dall’Ambasciata americana a Kiev, di un «potenziale attacco aereo significativo», era accurato: la rappresaglia russa per il presunto attacco ucraino alla dacia di Putin a Valdai è arrivato potentissimo e simbolico con 242 droni e 36 missili. I civili pagano il conto con quattro morti e un invito agghiacciante dalle autorità pubbliche della capitale: «Faccio appello ai residenti che ne hanno la possibilità – dice il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko - a lasciare temporaneamente la città andando dove ci sono fonti alternative di energia e riscaldamento».

Sotto una pesante bufera gli ucraini fanno i conti con un nuovo scalino risalito dal conflitto. L’attacco a Kiev era mirato soprattutto alle centrali: quasi mezzo milione di utenze sono scollegate dalla rete elettrica, molte stazioni di pompaggio dell’acqua calda del sistema di riscaldamento che raggiunge i termosifoni sono fuori servizio. I danni sono consistenti, le riparazioni sono in corso ma i tempi saranno lunghi e sopravvivere al gelo sarà un’impresa durissima. Con l’attacco a Kiev il Cremlino parla agli ucraini della capitale, che avevano già pagato un conto salato ma inferiore a quello terribile delle grandi città dell’est come Dnipro e Zaporizhzhya o Kharkiv. Nell’estremo ovest del Paese, invece, Putin avverte l’Occidente. Le lame di luce che si schiantano riprese dai video a poche decine di chilometri da Leopoli sono la zampata di un Oreshnik, il missile gigante a medio raggio capace di trasportare testate nucleari e impossibile da intercettare. È un’arma letale anche se – come è avvenuto ieri – priva di testate esplosive: un guscio vuoto ma scagliato a 13mila chilometri orari al momento dell’impatto contro «un’infrastruttura critica», come la definiscono i servizi segreti ucraini della Sbu.

Cosa sia stato effettivamente colpito non viene mai divulgato per ragione di sicurezza, quando non si tratta di persone o di edifici civili. In rete si è diffusa subito la notizia, non confermata, che fosse il giacimento e il deposito di gas di Stryi, il più grande in Ucraina e uno dei principali in Europa. «Attaccando obiettivi civili vicino al confine del nostro Paese con l’Ue, il Cremlino ha tentato di distruggere le infrastrutture vitali in condizioni meteo in forte peggioramento», dice la Sbu mostrando i reperti del missile recuperati. Un bagliore di luce viola si è levato in cielo nella zona di Leopoli, dove l’attacco ha provocato una crisi energetica. Confermando i lanci «in risposta all’attacco terroristico alla residenza» di Putin del 29 dicembre, Mosca dice di avere mirato e centrato «impianti di produzione di droni e infrastrutture energetiche» militari. Per i leader europei, la risposta a un attacco alla dacia di Putin che per l’Occidente non è mai avvenuto è «un’escalation inaccettabile». «Queste minacce non funzioneranno. Siamo al fianco di Kiev », assicura il cancelliere tedesco Merz.

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