La protesta della società civile iraniana sta infiammando il Paese da due settimane: secondo le ong i morti sarebbero già almeno 544, mentre migliaia di protestanti sarebbero stati arrestati. Le autorità di Teheran hanno avvertito che, se Washington dovesse colpire l’Iran come ipotizzato da Donald Trump, gli Stati Uniti e Israele diventerebbero “obiettivi legittimi”. Il presidente Usa ha però aperto alla possibilità di un negoziato: “I leader iraniani vogliono trattare”, ha riferito.
- Teheran, nelle strade centinaia di morti, oltre diecimila in arresto
- Il Pentagono offre a Trump le opzioni di attacco all’Iran: “Obiettivi militari e civili”
- Iran, le proteste dilagano anche nelle moschee
- Chi è Reza Pahlavi, l’amico dell’Occidente che sfida Khamenei
Trump, 'dazi Usa del 25% a chiunque commerci con l'Iran'
"Con effetto immediato,qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti d'America. Questo ordine è definitivo e vincolante": lo annuncia Donald Trump su Truth.
Onu, gli iraniani possano manifestare senza paura
Il portavoce del segretario generale dell'Onu ha dichiarato che "tutti gli iraniani devono poter esprimere le proprie lamentele in modo pacifico e senza paura. I diritti alla libertà di espressione, alla libertà di associazione e alla libertà di riunione pacifica, così come sanciti dal diritto internazionale, devono essere pienamente rispettati e protetti". "Il segretario generale - ha aggiunto il portavoce, Stephane Dujarric - invita le autorità iraniane a esercitare la massima moderazione e a astenersi dall'uso di forza non necessario o sproporzionato. Esorta inoltre a prendere provvedimenti per garantire l'accesso alle informazioni nel Paese, incluso il ripristino dei collegamenti di comunicazione".
Zelensky, proteste in Iran segnale che le cose peggioreranno anche in Russia
"Quello che sta accadendo ora in Iran - proteste su larga scala, di fatto una rivolta - è un chiaro segnale che le cose non diventeranno più facili per la Russia". Lo ha scritto su X, anche in farsi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aggiungendo che "ogni persona perbene su questo pianeta desidera sinceramente che il popolo iraniano si liberi finalmente dall'attuale regime che ha causato così tanto male all'Ucraina e ad altri Paesi". Il presidente ucraino allude in particolare ai droni shahed con cui gli Ayatollah riforniscono gli arsenali russi. "È fondamentale che il mondo non perda questo momento in cui i cambiamenti sono possibili. Ogni leader, ogni Paese e ogni organizzazione internazionale deve intervenire ora e aiutare il popolo a rimuovere i colpevoli di ciò che l'Iran è tristemente diventato. Tutto può cambiare", ha concluso Zelensky.
Francia richiama il personale diplomatico non essenziale dall'Iran
Il personale diplomatico non essenziale dell'ambasciata di Francia a Teheran ha lasciato il territorio dell'Iran a causa della situazione nel Paese: è quanto riferiscono fonti ben informate citate dalla stampa francese. I dipendenti non essenziali dell'ambasciata francese a Teheran hanno lasciato il territorio iraniano a bordo di due voli commerciali tra ieri e oggi, precisano le fonti, senza fornire dettagli su quanti fossero. Normalmente, l'ambasciata di Francia a Teheran conta una trentina di expat, a cui si aggiungono alcune decine di impiegati con contratto locale.
Casa Bianca, Trump ha parlato con Musk su uso di Starlink
Il presidente statunitense Donald Trump ha parlato con Elon Musk riguardo all'impiego di Starlink in Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando con i giornalisti.
Wsj, Casa Bianca valuta offerta di Teheran su nucleare
La Casa Bianca sta valutando un'offerta dell'ultimo minuto da parte dell'Iran per avviare negoziati diplomatici sul contenimento del programma nucleare di Teheran, anche se il presidente Donald Trump al momento sembra propenso ad autorizzare nuovi attacchi militari contro l'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal che cita funzionari statunitensi. Alcuni alti consiglieri dell'amministrazione, guidati dal vicepresidente JD Vance, stanno cercando di convincere Trump a tentare la via diplomatica prima di reagire contro l'Iran, dopo l'uccisione di numerosi manifestanti scesi in piazza contro il governo iraniano.
Casa Bianca: “Trump non ha paura di utilizzare le opzioni militari"
Donald Trump "ha dimostrato di non avere paura di utilizzare le opzioni militari" qualora ritenuto necessario. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando ai giornalisti. "Nessuno lo sa meglio dell'Iran", ha aggiunto.
Khamenei, manifestazioni filo-governo "monito a Usa"
La Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha elogiato le manifestazioni filo-governative di oggi nel Paese definendole un "avvertimento" per gli Stati Uniti che ha invitato a "porre fine ai loro inganni e a non affidarsi a mercenari traditori". "Avete fatto un ottimo lavoro oggi e avete creato una giornata storica", si legge in messaggio scritto di Khamenei in merito alle manifestazioni di oggi. "Questi enormi raduni, pieni di determinazione sono stati un avvertimento per i politici americani, affinché smettano di mentire e non facciano affidamento su mercenari traditori", ha detto il leader iraniano che ha chiesto la repressione delle manifestazioni di protesta, secondo la narrazione ufficiale promosse e fomentate da "terroristi".
Araghchi, comunicazioni con Witkoff ancora in corso
"Le comunicazioni tra me e Witkoff sono continuate prima e dopo le proteste e sono ancora in corso". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera Arabic, in merito ai contatti con l'inviato speciale degli Stati Uniti. Riguardo alla possibilità di un incontro, Araghchi ha affermato che "ci sono idee sul tavolo che stiamo studiando".
Ministra degli Esteri britannica condanna uccisioni “orribili” e “brutale repressione”
La ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, ha definito "orribili" le uccisioni e la "brutale repressione" delle proteste pacifiche in corso Iran, esortando Teheran a porre immediatamente fine alla violenza. Al termine del colloquio con l'omologo iraniano Abbas Araghchi, Cooper ha reso noto su X di avergli "detto direttamente che il governo iraniano deve porre immediatamente fine alla violenza, rispettare i diritti e le libertà fondamentali e garantire la sicurezza dei cittadini britannici".
Mosca: “Coordinamento con l'Iran per garantire la sicurezza”
In una conversazione telefonica avvenuta oggi tra il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, e il suo omologo iraniano, Ali Larijani, "le parti hanno concordato di continuare i contatti e di coordinare le loro posizioni per garantire la sicurezza". Lo rende noto il Consiglio di sicurezza russo ripreso dall'agenzia Ria Novosti.
Aragchi: “Non crediamo Usa pronti a negoziato equo”
"Non crediamo che Washington sia pronta per un negoziato equo e giusto, e quando lo sarà, lo esamineremo seriamente". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un'intervista ad Aljazeera. "Siamo pronti a sederci al tavolo dei negoziati nucleari a condizione che ciò avvenga senza minacce o diktat", ha spiegato. Per il capo della diplomazia di Teheran, "Stati Uniti e Israele mirano, attraverso le sommosse, a raggiungere ciò che non sono riusciti a ottenere con la guerra". "Non consentiremo ai gruppi terroristici sostenuti dall'esterno, in particolare da Israele, di continuare la loro attività", ha avvertito Araghchi.
Mosca condanna “i tentativi di ingerenza in Iran”
Mosca condanna quelle che definisce i "tentativi di ingerenza negli affari interni dell'Iran". Lo ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, in una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Ali Larijani, con il quale ha parlato le proteste che scuotono la Repubblica islamica.
Macron condanna “violenza di Stato indiscriminata contro i manifestanti”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato la "la violenza di Stato che colpisce indiscriminatamente le donne e gli uomini iraniani che rivendicano con coraggio il rispetto dei propri diritti". Lo ha affermato in un post su X, ricordando che "il rispetto delle libertà fondamentali è un requisito universale e noi siamo al fianco di coloro che lo difendono".
Ong: “Almeno 648 morti nelle proteste in Iran”
Almeno 648 manifestati sono rimasti uccisi durante le proteste anti governative iniziate 16 giorni fa in Iran. Lo riporta l'organizzazione non governativa con sede in Norvegia 'Iran Human Rights', aggiornando il bilancio che ha tenuto dall'inizio delle proteste, scoppiate il 28 dicembre in varie città del Paese per la crisi economica. Secondo la Ong, tra le vittime ci sono nove minorenni mentre i feriti sono migliaia. In un comunicato sul suo sito, 'Iran Human Rights' stima che gli arrestati sarebbero più di 10mila ma il blocco quasi totale di internet in vigore dall'8 gennaio rende complicato avere dati più precisi.
Pahalavi Jr: “Regime debole. Trump agisca subito”
L'erede al trono iraniano Reza Pahlavi ha chiesto al presidente americano Donald Trump di intervenire subito in Iran per aiutare i rivoltosi a rovesciare il regime. "Ora è il momento di agire", ha scritto Pahlavi Jr su X. "Il presidente è un uomo d'azione e un uomo di pace. Ora può agire per realizzare la più grande pace che il mondo abbia mai visto, aiutando gli iraniani a porre finalmente fine a questo regime criminale", ha spiegato. "Il regime è debole e in difficoltà. Il popolo è pronto a rovesciarlo. Non ha bisogno di truppe sul campo. Tutto ciò di cui ha bisogno è l'azione del leader del mondo libero", ha insistito. "Negoziare con questo regime criminale che continua a minacciare l'America e il Presidente non porterà la pace. Ma un'azione immediata a sostegno di questi coraggiosi manifestanti salverà migliaia di vite e porterà una pace duratura nella regione. Questa sarà l'eredità del presidente Trump", ha assicurato.
Ex capo degli 007 del Regno Unito avverte: “Capacità di repressione in Iran resta forte”
Il governo iraniano è stato "indebolito" dalle proteste delle ultime due settimane, ma resta ancora in grado di reprimere il dissenso con "crudeltà". Lo sostiene Richard Moore, capo dei servizi segreti esteri britannici dell'MI6 fino all'anno scorso, interpellato al riguardo dal Mirror online. Secondo Moore, "è significativo" il fatto che il movimento di protesta abbia ormai "un'estensione geografica" vasta in Iran e sia presente "in ogni parte di Teheran", a fronte di "un regime" che gli appare "più debole rispetto al passato, a causa di un'accentuazione della sua incompetenza". La contestazione, afferma l'ex numero uno degli 007 di Sua Maestà, "è stata alimentata inizialmente da fattori economici", oltre che dalla stanchezza per "i cosiddetti 12 mesi di guerra" segnati dai raid condotti da Israele e poi anche dagli Usa in Iran nel giugno scorso. Moore si dice quindi convinto che la Repubblica Islamica abbia perduto "peso a livello internazionale" e stia "perdendo alleati nella regione". Avverte che "tuttavia il suo potenziale di repressione e di crudeltà non è esaurito". E prevede che "sarà usato fino in fondo per tentare di schiacciare" la ribellione.
Iran: “10 arresti a Teheran per violenze nelle proteste”
L'Iran ha arrestato 10 persone nell'ambito delle proteste anti-governative a Teheran, accusate di "terrorismo". Secondo quanto riporta l'agenzia Tasnim, vicina alle Guardie della Rivoluzione, citando il ministero dell'Intelligence, i 10 fanno parte di una squadra entrata a Teheran da una provincia di confine e responsabile dell'uccisione di due membri dei Basij, la forza paramilitare volontaria del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, in piazza Heravi a Teheran il 7 gennaio. Il ministero dell'Intelligence, nella sua nota, riferisce che le persone arrestate "hanno rilasciato importanti confessioni sull'incendio di moschee, banche e proprietà private". La posizione del governo iraniano è che gran parte della violenza verificatasi durante le proteste, comprese le uccisioni di oltre 100 membri delle forze di sicurezza, sia stata perpetrata da "terroristi" aiutati da attori esterni.
Allertati ospedali Israele, preparatevi a emergenza
Le autorità israeliane hanno ordinato agli ospedali israeliani di prepararsi a passare immediatamente a una situazione di emergenza, nell'ambito delle crescenti tensioni con l'Iran e dei timori per una possibile escalation. Lo riferiscono media israeliani che riportano copia della circolare.
Paesi Bassi, inserire pasdaran in lista terroristi Ue
Il ministro degli Esteri olandese, David van Weel, propone di inserire le Guardie della rivoluzione iraniana (Irgc, i cosiddetti pasdaran) nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Ue.
"Sono scioccato e sconvolto dalle immagini e dalle storie che arrivano dall'Iran, condanno fermamente l'uso della violenza contro i manifestanti pacifici. E' ora di agire: l'Ue dovrebbe inserire l'Irgc nella lista delle organizzazioni terroristiche e imporre sanzioni mirate ai violatori dei diritti umani e a coloro che favoriscono la repressione bloccando i canali di comunicazione. La violenza deve cessare immediatamente", scrive il capo della diplomazia olandese su X.
Ong, sale a 572 il bilancio dei morti nelle proteste e oltre 10.600 gli arresti
Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime nelle proteste in corso in Iran. Secondo la Human Rights Activists News Agency (Hrana), con sede negli Stati Uniti, sono finora 572 i morti confermati, anche se la cifra reale potrebbe essere significativamente più alta. In base ai dati diffusi, tra le vittime si contano 503 manifestanti e 69 membri delle forze di sicurezza. L'organizzazione, considerata affidabile anche in occasione di precedenti ondate di protesta nel Paese, elabora le proprie stime attraverso una rete di sostenitori presenti in Iran che verificano le informazioni. Hrana riferisce inoltre che oltre 10.600 persone sono state arrestate dall'inizio delle manifestazioni, giunte ormai alla terza settimana.
Iran convoca ambasciatori di Italia, Francia, Germania e Regno Unito
Le autorità iraniane hanno convocato gli ambasciatori e gli incaricati d'affari a Teheran di Italia, Francia, Germania e Regno Unito per protestare contro il sostegno dato dai quattro Paesi europei alle proteste antigovernative che dal 28 dicembre stanno scuotendo la Repubblica islamica. Lo ha riferito una nota del ministero degli Esteri iraniano, citata dalla tv di Stato. Secondo la Bbc, i quattro diplomatici europei sono stati convocati al ministero degli Affari Esteri iraniano per visionare dei video di quelle che le autorità iraniane hanno descritto come "violenze da parte dei rivoltosi". Teheran ha mostrato immagini delle proteste di piazza, sostenendo che i disordini siano andati oltre la semplice manifestazione pacifica. Secondo i media locali, funzionari del ministero degli Esteri hanno riferito agli ambasciatori che qualsiasi sostegno politico o mediatico alle proteste è inaccettabile e costituisce un'ingerenza negli affari interni dell'Iran.
Metsola vieta ingresso rappresentanti regime al Parlamento europeo
La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha deciso di vietare l'ingresso nelle sedi del Parlamento europeo a ogni diplomatico o rappresentante del governo iraniano. Oggi abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti e, in linea con il nostro Regolamento, ho preso la decisione di vietare a tutti i diplomatici, al personale delle missioni diplomatiche, ai funzionari governativi e ai rappresentanti della Repubblica Islamica dell'Iran di accedere a qualsiasi sede del Parlamento europeo. I nostri servizi hanno ricevuto l'ordine di negare l'ingresso a qualsiasi rappresentante che tenti di farlo con effetto immediato", scrive Metsola in una lettera indirizzata agli europarlamentari. "Coloro che sfidano le strade, i prigionieri politici ancora detenuti, hanno bisogno di più della semplice solidarietà - sottolinea -. La posizione del Parlamento europeo, come deciso in plenaria, è chiara e negli ultimi giorni abbiamo ribadito il nostro appello al rispetto dei diritti umani, alla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica e all'estensione delle sanzioni dell'UE a tutti coloro che si impegnano in repressione, violenza ed esecuzioni. Il popolo iraniano può continuare a contare sul sostegno, la solidarietà e l'azione di questo Parlamento".
Media, Araghchi ha contattato Witkoff nel weekend
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è messo in contatto nel fine settimana con l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff. Lo riferisce Axios citando due fonti informate. Scopo del contatto, tentare di disinnescare gli Stati Uniti, o almeno guadagnare più tempo prima che il presidente Donald Trump ordini qualsiasi azione per indebolire ulteriormente il regime. I due si sarebbero accordati per una riunione nei prossimi giorni. Non è chiaro se i due si siano sentiti al telefono o si siano scambiate email, ma è la prova che il canale diretto di comunicazione tra Washington e Teheran è ancora aperto, nonostante la situazione di stallo nei negoziati sul nucleare e gli scambi di minacce tra i due Paesi, sottolinea Axios. E del resto lo aveva riferito già in mattinata il portavoce dei Araghchi, Esmail Baqaei. "Messaggi vengono scambiati ogni volta che è necessario", ha detto. La comunicazione avviene con la mediazione della Svizzera, ha spiegato.
Il presidente del Parlamento: “Trump, vieni che ti diamo una lezione”
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, è tornato a sfidare il presidente americano Donald Trump. "Dico al delirante e arrogante presidente degli Stati Uniti: noi, la nazione iraniana, siamo tuoi nemici", ha scandito in un discorso trasmesso da diverse emittenti, mentre una folla si radunava a Teheran contro le rivolte anti-regime delle ultime due settimane. "Ti stiamo aspettando. Gli uomini del campo di battaglia ti aspettano. Vieni, così potrai vedere tutte le tue capacità nella regione distrutte. Sappi che i difensori dell'Iran ti daranno una lezione indimenticabile", ha assicurato.
L’intelligence: sequestrato carico di armi su un camion straniero
Il ministero iraniano dell'intelligence ha detto di aver sequestrato un carico di armi su un camion straniero. Nel veicolo c'erano 273 pezzi di varie armi, riferisce Iribnews.
In un video decine di cadaveri in un obitorio vicino a Teheran
Un video che circola online mostra decine di cadaveri in un obitorio alla periferia di Teheran. Persone che conoscono bene la struttura e il gruppo Human Rights Activists News Agency (Hrana) hanno riferito oggi che le immagini mostrano il Centro di medicina legale di Kahrizak. Nel filmato si vedono persone che camminano accanto a sacchi contenenti cadaveri disposti in una grande sala, nel tentativo di identificarli. Un altro video, ampiamente condiviso dagli attivisti, mostra delle persone riunite attorno a un monitor televisivo nell'obitorio, mentre guardano le immagini dei volti dei cadaveri. All'esterno si sentono persone che piangono di dolore. Le immagini sono compatibili con altre della struttura disponibili online.
Moscow Times: iniziati i trasporti di riserva aurea verso Mosca
Dall'inizio della rivolta si sono intensificati voli di aerei privati da Teheran verso la Russia, che offre alla dirigenza iraniana sostegno tecnico-militare e allo stesso tempo prepara l'evacuazione dell'ayatollah Ali Khamenei, dei familiari e assistenti. Lo scrive il Moscow Times, secondo cui sono iniziati anche i trasporti di riserve auree a Mosca, come avvenuto con la caduta di Bashar al-Assad in Siria, volando sopra il Caucaso ed evitando gli spazi aerei controllati dalla Nato.
C’è anche il presidente Pezeshkian in piazza a Teheran
C'è anche il presidente Masoud Pezeshkian tra le migliaia di persone scese in piazza oggi a Teheran nella manifestazione a sostegno del regime iraniano, dopo 16 giorni di proteste. Lo riferisce Press tv.
La tv di Stato mostra immagini di manifestazioni pro Khamenei
La tv di Stato iraniana ha trasmesso immagini di manifestazioni a cui hanno partecipato centinaia di persone a favore della Repubblica islamica in varie città del Paese. Mentre la rete internet è bloccata nel Paese da oltre 84 ore e ci sono state due settimane di proteste anti governative dove le ong denunciano l'uccisione di almeno 544 persone, la versione in lingua inglese della tv di Stato iraniana, Press TV, ha pubblicato sul suo account X immagini in diretta dove si sono viste centinaia di persone sfilare con la bandiera della Repubblica islamica in città come Zahedan, Rasht, Ilam, Arak e nella provincia settentrionale dell'Azerbaigian. Press Tv ha descritto i partecipanti alle dimostrazioni a favore della Repubblica islamica, che mostrano immagini della guida suprema Ali Khamenei, come "iraniani uniti contro il terrorismo" e ha bollato come "rivolte in Iran appoggiate da Usa e Israele" le proteste anti governative. Secondo il sito della tv di Stato iraniana, altre manifestazioni a favore della Repubblica islamica in varie città del Paese, tra cui Teheran, sono in programma alle 14 ora locale, le 11:30 in Italia.
Sms dal regime alle famiglie di Teheran: “Tenete i vostri figli lontani dalle proteste”
La polizia iraniana sta inviando messaggi di testo ai residenti di Teheran per avvertire i genitori di tenere i figli lontani dai "rivoltosi". Lo scrive Al-Jazeera.
"Data la presenza di gruppi terroristici e individui armati in alcuni raduni di ieri sera e i loro piani di causare vittime, e la ferma decisione di non tollerare alcun atteggiamento di pacificazione e di affrontare con decisione i rivoltosi, si consiglia vivamente alle famiglie di prendersi cura dei loro giovani e adolescenti", si legge nei messaggi.
Il Telegraph: “Gli Usa preparano attacchi informatici all’Iran”
Gli Stati Uniti si stanno preparando possibili attacchi informatici contro l'Iran in risposta alla repressione dei manifestanti antigovernativi da parte di Teheran. Lo scrive il Telegraph citando funzionari statunitensi secondo cui sarebbero in corso operazioni informatiche volte a punire la leadership iraniana per la violenza usata contro chi protesta.
Merz: “In Iran la violenza deve finire”
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha condannato la violenza perpetrata dalle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti pacifici definendola "sproporzionata" e "brutale". "Invito la leadership iraniana a proteggere il suo popolo invece di minacciarlo", ha dichiarato Merz durante la sua visita in India. "Condanniamo con la massima fermezza la violenza che la leadership di Teheran sta usando contro il suo stesso popolo". Ha aggiunto che si tratta di un segno di debolezza, non di forza. "E questa violenza deve finire". Merz ha elogiato esplicitamente il coraggio dei dimostranti, sottolineando che stanno manifestando pacificamente per la libertà nel loro Paese, e questo è un loro diritto.
Araghchi: “Elementi armati hanno sparato contro polizia e manifestanti”
"Elementi armati hanno preso parte alle manifestazioni e hanno aperto il fuoco sia contro le forze di sicurezza sia contro i manifestanti". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi affermando che le proteste il 28 dicembre "sono iniziate con i commercianti e sono state pacifiche", ma secondo lui "dal primo gennaio si sono aggiunti altri elementi e sono iniziate le proteste accompagnate da violenza. Le forze di sicurezza hanno gestito le manifestazioni in modo pacifico".
Araghchi: “Siamo pronti alla guerra, ma anche al dialogo”
Il ministro degli Esteri iraniano ha detto che Teheran "è pronta alla guerra, ma anche al dialogo”.
Pechino: “La Cina spera che Teheran possa tenere stabile il Paese”
Il ministero degli Esteri cinese è intervenuto sulle proteste in Iran dichiarando che “spera che il governo iraniano possa tenere stabile il paese”.
Araghchi: “Ora la situazione è totalmente sotto controllo”
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha detto che "la situazione è sotto controllo totale" durante le proteste a livello nazionale.
Il ministro degli Esteri Araghchi: “Proteste divenute violente per fornire agli Usa la scusa per intervenire”
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che le proteste a livello nazionale nel suo Paese "sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa" all'intervento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Abbas Araghchi non ha fornito prove a sostegno della sua affermazione, che arriva dopo che gli attivisti hanno riferito che oltre 500 persone sono state uccise, la stragrande maggioranza delle quali manifestanti. Araghchi ha parlato con diplomatici stranieri a Teheran. L'emittente satellitare Al Jazeera, finanziata dal Qatar e a cui è stato permesso di funzionare nonostante l'interruzione di Internet nel Paese, ha diffuso le sue dichiarazioni.
Cnn: presentati a Trump diversi piani d'intervento
Sulla scia dell'ondata repressiva che sta insanguinando l'Iran sono state presentate al Presidente Usa, Donal Trump, "diversi piani d'intervento" per colpire il regime iraniano ma che "non prevedono attacchi militari". A riferirlo è l'emittente Cnn citando due funzionari della Casa Bianca dopo che lo stesso Trump, rispondendo ai giornalisti, ha affermato che sono attualmente al vaglio "opzioni molto forti" in linea con la sua promessa di sostenere le proteste anti-governative.
Trump: incontro possibile, Teheran vuole negoziare
Teheran "vuole negoziare". Ad annunciarlo è il presidente Usa, Donald Trump conversando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One. "I leader iraniani hanno chiamato" ieri, ha riferito Trump, aggiungendo che "si sta organizzando un incontro" per cui "potremmo dover agire prima" che questo avvenga.
Trump: “Al vaglio opzioni molto forti contro Teheran”
"Stiamo valutando la situazione con grande serietà. L'esercito sta esaminando la questione e stiamo valutando alcune opzioni molto forti. Prenderemo una decisione". Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump rispondendo ai giornalisti a bordo dell'Air Force One che gli hanno chiesto se l'Iran avesse superato la linea rossa da lui stabilita, ovvero l'uccisione dei manifestanti. "Sembra che stiano iniziando a farlo", ha affermato Trump senza nascondere che è attualmente al vaglio anche un'opzione militare, alla luce delle violente repressioni contro le proteste di massa nel Paese.
Khamenei: “Trump sarà rovesciato come Faraone e Reza”
"Quel signore che se ne sta seduto là con arroganza e orgoglio, giudicando tutto il mondo, sappia anche lui che di solito i despoti e gli arroganti della storia, come il Faraone, Nimrod, Reza Khan, Mohammad Reza e altri simili, sono stati rovesciati proprio quando erano all'apice della loro superbia. Anche questo farà la stessa fine e sarà rovesciato". Lo scrive su X la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei