Brexit, nei negoziati Ue-Regno Unito per il reset spunta la “clausola Farage”
di Enrico FranceschiniLONDRA – Nei negoziati fra Unione Europea e Regno Unito per un “reset” post-Brexit, ovvero per riavvicinare Londra alla Ue, Bruxelles ha posto una condizione sorprendente: soprannominata “la clausola Farage”. In sostanza, si tratta di una sorta di assicurazione nel caso in cui Nigel Farage vinca le prossime elezioni britanniche, diventi primo ministro e stracci tutti gli accordi firmati dal precedente governo laburista.
In concreto, significa che il Regno Unito deve impegnarsi a pagare all’Europa dei 27 una notevole compensazione finanziaria, se un suo futuro premier deciderà di rompere la proposta di rimuovere i controlli veterinari dalle esportazioni alimentari britanniche, che le due parti stanno negoziando e si apprestano a firmare, secondo indiscrezioni raccolte dal Financial Times. La rimozione dei controlli, eliminando una serie di regole burocratiche, potrebbe aumentare le esportazioni britanniche del 22 per cento.
Ma per Reform, il partito populista guidato da Farage, tutti i…
LONDRA – Nei negoziati fra Unione Europea e Regno Unito per un “reset” post-Brexit, ovvero per riavvicinare Londra alla Ue, Bruxelles ha posto una condizione sorprendente: soprannominata “la clausola Farage”. In sostanza, si tratta di una sorta di assicurazione nel caso in cui Nigel Farage vinca le prossime elezioni britanniche, diventi primo ministro e stracci tutti gli accordi firmati dal precedente governo laburista.
In concreto, significa che il Regno Unito deve impegnarsi a pagare all’Europa dei 27 una notevole compensazione finanziaria, se un suo futuro premier deciderà di rompere la proposta di rimuovere i controlli veterinari dalle esportazioni alimentari britanniche, che le due parti stanno negoziando e si apprestano a firmare, secondo indiscrezioni raccolte dal Financial Times. La rimozione dei controlli, eliminando una serie di regole burocratiche, potrebbe aumentare le esportazioni britanniche del 22 per cento.
Ma per Reform, il partito populista guidato da Farage, tutti i patti che portano a un allineamento fra Londra e Bruxelles equivalgono a “tradire la Brexit”, della quale lo stesso Farage fu il primo artefice come promotore del referendum del 2016. Dieci anni dopo, paradossalmente, da un lato i sondaggi indicano che la maggioranza dei cittadini britannici vede il divorzio dalla Ue come un danno e sarebbero propensi a fare marcia indietro, dall’altro assegnano proprio a Reform i maggiori consensi, tanto da ipotizzare che diventi il partito di maggioranza relativa, se non assoluta, alle elezioni del 2029. Farage avrebbe dunque una seria chance di conquistare Downing Street. E già dice che cosa farà, in tal caso, degli accordi post-Brexit con la Ue firmati dall’attuale premier, il leader del Labour sir Keir Starmer.
“Li romperò”, ha promesso nei giorni scorsi. E riguardo alla “clausola” che porta il suo nome avverte: “Non la rispetterò”, ossia non pagherò alcun indennizzo per avere rotto gli accordi. Il partito conservatore, con cui Reform potrebbe formare una coalizione di destra se non avesse i seggi per governare da solo, ha una posizione simile: “Gli accordi discussi da Starmer con Bruxelles sarebbero terribili per il Regno Unito”, dice la sua leader Kemi Badenoch. Si può immaginare perché l’Unione Europea sia nervosa: teme che fra pochi anni il “reset” desiderato da Starmer venga cancellato da chi verrà dopo di lui e che nemmeno la “clausola Farage” serva a evitare un risultato del genere.
Tutto questo avviene mentre sindacati e confcommercio britannici chiedono a Starmer di fare anche di più, ossia entrare almeno nell’Unione Doganale Europea, il terzo cerchio dell’unità continentale (di cui fanno parte tra gli altri Turchia e San Marino), giudicando un avvicinamento alla Ue “vitale per l’economia nazionale”. I brexitiani, tuttavia, non vogliono sentire ragioni. Alcuni commentatori pensano che, finché un leader politico britannico non avrà il coraggio di sottoporre di nuovo il rapporto con l’Europa unita a un referendum, il rapporto attraverso la Manica resterà irrisolto.