Groenlandia, Trump: “Potrei dover scegliere tra la Nato e l’isola”
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – Una mediazione per non rompere l’alleanza tra Usa e Europa ed evitare che la Groenlandia diventi l’ordigno che faccia deflagrare l’Occidente. La Nato scende in campo per provare ad allentare la tensione che si è creata intorno all’isola artica. L’annuncio di una nuova operazione, una “Arctic Sentry”, punta infatti in primo luogo a soddisfare le esigenze di «sicurezza» invocate da Donald Trump. Sebbene il presidente americano non abbia nascosto l’interesse economico rappresentato dalla Groenlandia (a cominciare dalle terre rare) negli ultimi giorni ha denunciato il rischio che le nuove rotte polari, apertasi con lo scioglimento dei ghiacci, inducano Russia e Cina ad accaparrarsi la grande isola.
Trump, in una intervista al New York Times, ha dichiarato che potrebbe trovarsi a dover scegliere tra la Groenlandia e preservare la Nato. "Beh, non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta. Dovete capire. La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. La Cina…
BRUXELLES – Una mediazione per non rompere l’alleanza tra Usa e Europa ed evitare che la Groenlandia diventi l’ordigno che faccia deflagrare l’Occidente. La Nato scende in campo per provare ad allentare la tensione che si è creata intorno all’isola artica. L’annuncio di una nuova operazione, una “Arctic Sentry”, punta infatti in primo luogo a soddisfare le esigenze di «sicurezza» invocate da Donald Trump. Sebbene il presidente americano non abbia nascosto l’interesse economico rappresentato dalla Groenlandia (a cominciare dalle terre rare) negli ultimi giorni ha denunciato il rischio che le nuove rotte polari, apertasi con lo scioglimento dei ghiacci, inducano Russia e Cina ad accaparrarsi la grande isola.
Trump, in una intervista al New York Times, ha dichiarato che potrebbe trovarsi a dover scegliere tra la Groenlandia e preservare la Nato. "Beh, non vorrei dirvelo, ma potrei dover fare una scelta. Dovete capire. La Russia non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi. La Cina non è affatto preoccupata dalla Nato senza di noi", ha affermato Trump. "L'Europa sta diventando un posto molto diverso e devono davvero adattarsi. Voglio che si adattino", ha aggiunto il presidente americano.
Sulla nuova operazione Nato intanto il comandante supremo delle forze alleate, Alexus Grynkewich, ha annunciato ieri l’incremento delle «nostre attività ed esercitazioni nell’estremo nord». In effetti è già scattata una esercitazione navale. Ma l’attività non si limiterà a questo perché, come ha ripetuto il generale americano, «nell’estremo nord, navi russe e cinesi stanno conducendo sempre più pattugliamenti congiunti». E quindi la Nato intensificherà la presenza nell’area e quindi anche in Groenlandia. «Rompighiaccio e navi da ricerca cinesi – ha svelato ancora Grynkewich – si trovano nelle acque artiche e la loro ricerca non ha scopi pacifici: serve per ottenere un vantaggio militare», mentre «la Russia continua a testare capacità avanzate nel Mare di Barents».
Ma questo è un modo anche per rasserenare la Casa Bianca e i governi europei. Molti dei quali, soprattutto quelli del nord Europa, non stanno nascondendo una certa irritazione nei confronti di Washington. Per la premier danese Mette Frederiksen (la Groenlandia è territorio danese) ci troviamo dinanzi ad un «bivio decisivo» perché «gli americani stanno voltando le spalle all’alleanza occidentale». Non a caso la Gran Bretagna sta mettendo in programma un passo ancora più concreto e fermare le pretese statunitensi: il primo ministro Keir Starmer sta studiando con gli alleati europei una missione Nato nell’Artico. Anche Berlino è pronta ad «aumentare la sicurezza nell’Artico insieme come alleati della Nato, non gli uni contro gli altri». Posizioni frutto di un coordinamento tra Germania, Regno Unito e Francia. Per questo, ha avvertito con nettezza il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, «è chiaro che spetta esclusivamente alla Groenlandia e alla Danimarca decidere sulle questioni territoriali e di sovranità sulla Groenlandia». E infatti per capire quanto sia alto il livello di tensione tra il Vecchio Continente e gli States, basta vedere come stanno reagendo proprio i Paesi del nord Europa che arrivano ad accusare la Casa Bianca di dire il falso sui pericoli cinese e russo nell’Artico.
L’allarme dunque sulla linea di condotta americana sta risuonando con forza a Bruxelles. Al punto che il Commissario Ue alla Difesa, il lituano Andrius Kubilius, propone un ulteriore passo avanti per la costituzione di un esercito europeo di almeno 100 mila uomini. A suo giudizio, sarebbe utile anche la creazione di un “Consiglio di Sicurezza Europeo” insieme alla Gran Bretagna: «I tempi della pax americana sono finiti».