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Stati Uniti contro Mosca per il supermissile

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Condanna americana all’Onu. Zelensky avverte: “I nemici preparano un attacco massiccio”. E li beffa a Kupiansk
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Un’ulteriore escalation pericolosa e inspiegabile di questa guerra». Così gli Usa, durante una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, hanno condannato ieri l’uso da parte di Mosca di un missile balistico Oreshnik a capacità nucleare in Ucraina, avvenuto la settmana scorsa «proprio mentre gli Stati Uniti stanno lavorando con urgenza insieme a Kiev, ad altri partner e a Mosca per porre fine al conflitto attraverso una soluzione negoziata», ha dichiarato la vice ambasciatrice Usa all’Onu, Tammy Bruce.

È un segnale che mostra come gli Stati Uniti stiano di nuovo perdendo la pazienza con i russi, che sul terreno ieri hanno registrato anche una beffa. Il gruppo d’assalto del 4° battaglione della brigata Khartiia ha issato la bandiera gialla e blu dell’Ucraina sul municipio di Kupiansk, la città che il 20 novembre il generale russo Gerasimov disse a Putin di avere «interamente conquistato». Un mese fa Zelensky si era fatto beffardamente fotografare sotto le insegne della …

Un’ulteriore escalation pericolosa e inspiegabile di questa guerra». Così gli Usa, durante una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, hanno condannato ieri l’uso da parte di Mosca di un missile balistico Oreshnik a capacità nucleare in Ucraina, avvenuto la settmana scorsa «proprio mentre gli Stati Uniti stanno lavorando con urgenza insieme a Kiev, ad altri partner e a Mosca per porre fine al conflitto attraverso una soluzione negoziata», ha dichiarato la vice ambasciatrice Usa all’Onu, Tammy Bruce.

È un segnale che mostra come gli Stati Uniti stiano di nuovo perdendo la pazienza con i russi, che sul terreno ieri hanno registrato anche una beffa. Il gruppo d’assalto del 4° battaglione della brigata Khartiia ha issato la bandiera gialla e blu dell’Ucraina sul municipio di Kupiansk, la città che il 20 novembre il generale russo Gerasimov disse a Putin di avere «interamente conquistato». Un mese fa Zelensky si era fatto beffardamente fotografare sotto le insegne della città per dimostrare che i russi si erano venduti la pelle dell’orso per convincere Trump a non aiutare Kiev in una guerra persa: «È un artista molto talentuoso — lo canzonò Putin — la stele è a un chilometro dalla città. Se Kupiansk è sotto controllo ucraino, perché restare lì sulla soglia e non entrare?». Era il 12 dicembre: ieri, dopo un mese esatto, gli incursori sono arrivati al cuore della città.

Si combatte per rioni di città sventrate e demolite dalla guerra. Si muore per campi di stoppie bruciate dall’artiglieria. I russi avanzano a nord di Pokrovsk e a Huliaipole, ma se la situazione per Kiev è difficile non è certo semplice neppure per Mosca: è una tela di Penelope, tre mesi fa gli ucraini si sono parzialmente ripresi i dintorni di Dobropillia, nelle scorse settimane hanno cacciato i russi da Kupiansk trasformata in una spettrale zona grigia.

I negoziati di pace accelerano il disastro della guerra. «Ci sono informazioni dall’intelligence: i russi preparano un nuovo attacco massiccio», ha annunciato ieri sera Zelensky. Questi allarmi dei servizi sono sempre stati precisi: l’ultimo fu lanciato poche ore prima della tormenta di droni e missili su Kiev, e dell’Oreshnik su Leopoli. «Useranno i droni per esaurire le difese aeree — dice il presidente — poi i missili: vogliono sfruttare il freddo. L’attacco potrebbe avvenire nei prossimi giorni».

Nulla ferma la guerra. Domenica notte i russi hanno attaccato nuovamente le centrali a Odessa, lasciando altre 33 mila famiglie al buio in piena ondata di gelo. Ieri pomeriggio altri droni e nuovi attacchi hanno centrato anche due navi nel porto di Chornomorsk, vicino a Odessa: una petroliera con bandiera panamense e una nave granaria con bandiera di San Marino. E intanto si tira avanti, resistendo come sempre.

Primo, il negoziato: il lavoro sulle garanzie di sicurezza è quasi finito, dice Zelensky, sarà «un documento di importanza storica» e «il testo sta raggiungendo questo livello». Poi c’è la politica: in Commissione alla Rada non è passato il licenziamento del capo dei servizi (Sbu), Vasyl Malyuk, deciso da Zelensky: ci riproverà, in commissione o in plenaria. Infine, gli affari (targati Trump): il primo ministro Svyrydenko ha confermato che l’appalto per il super giacimento di litio di Kirovohrad è stato vinto da un consorzio guidato da TechMet e The Rock Holdings, che per il New York Times ha forti legami con il presidente americano.

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