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Molestie sessuali e nonnismo, nuovi scandali nell’esercito tedesco

(afp)

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Duecento episodi nel mirino della magistratura e 19 paracadutisti sotto inchiesta: Bundeswehr ancora sotto i riflettori proprio mentre entra in vigore la nuova leva semiobbligatoria
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BERLINO – Sottufficiali che spargevano il verbo dello stupro - “No vuol dire sì e sì vuol dire anale” - e si esibivano in saluti hitleriani. Paracadutisti che diffondevano adesivi razzisti e si producevano in insulti antisemiti come “Judensau” (“porco ebreo”). Feste in uniforme pseudo-nazista, altre feste annaffiate da fiumi di alcol e inondate di cocaina e la prassi di salutarsi con “Sierra Hotel”, che nell’alfabeto fonetico della Nato corrisponde a SH, ossia “Sieg Heil”. E poi sistematiche molestie contro le rarissime colleghe donne, vittime continue di esibizionismi, violenze e minacce di stupro e raramente protette dai loro superiori. Una paracadutista è stata rincorsa fino al bagno al grido di “esci da qui che ti devo sodomizzare”. Altre hanno denunciato continue incursioni negli spogliatoi femminili, anche di colleghi ubriachi, e minacce di stupro. Un soldato avrebbe chiesto a una collega: “Se dovessi morire durante un combattimento ti dispiacerebbe se ti violentassimo mentre il…

BERLINO – Sottufficiali che spargevano il verbo dello stupro - “No vuol dire sì e sì vuol dire anale” - e si esibivano in saluti hitleriani. Paracadutisti che diffondevano adesivi razzisti e si producevano in insulti antisemiti come “Judensau” (“porco ebreo”). Feste in uniforme pseudo-nazista, altre feste annaffiate da fiumi di alcol e inondate di cocaina e la prassi di salutarsi con “Sierra Hotel”, che nell’alfabeto fonetico della Nato corrisponde a SH, ossia “Sieg Heil”. E poi sistematiche molestie contro le rarissime colleghe donne, vittime continue di esibizionismi, violenze e minacce di stupro e raramente protette dai loro superiori. Una paracadutista è stata rincorsa fino al bagno al grido di “esci da qui che ti devo sodomizzare”. Altre hanno denunciato continue incursioni negli spogliatoi femminili, anche di colleghi ubriachi, e minacce di stupro. Un soldato avrebbe chiesto a una collega: “Se dovessi morire durante un combattimento ti dispiacerebbe se ti violentassimo mentre il tuo cadavere è ancora caldo?”.

Un nuovo scandalo sta travolgendo la Bundeswehr, e proprio nel mese in cui è entrata in vigore la nuova leva semi obbligatoria che dovrebbe accrescere l’esercito di 80mila unità nei prossimi anni. A circa 650mila diciottenni dovrebbero essere arrivate le cartoline per una prima cernita proprio in questi giorni. E lo scandalo riguarda, oltretutto, due famosi reggimenti di paracadutisti, Zweibrücken in Renania-Palatinato e Lebach nella Saar, dunque le caserme dove si addestrano le squadre di elite dell’esercito tedesco.

Sotto inchiesta della magistratura e della Bundeswehr sono finiti 19 paracadutisti, alcuni dei quali sottufficiali, mentre il comandante di Zweibrücken, Oliver Henkel, è stato trasferito altrove. Una ventina di soldati accusati di simpatie naziste, violenze e minacce sono stati intanto cacciati tout court dalla Bundeswehr. Sono duecento gli episodi finiti sotto la lente della magistratura e dell'esercito, un’inchiesta partita dalle denunce di alcune soldatesse che ha prodotto finora indagini contro 63 commilitoni.

La denuncia

Gli abusi erano arrivati già alle orecchie della Responsabile parlamentare della Bundeswehr, Eva Högl, a ottobre nel 2024. Una paracadutista aveva raccontato tra le lacrime episodi di molestie e repressione da parte dei colleghi uomini. Per mesi Högl non aveva potuto dare seguito alla denuncia perché la donna era voluta rimanere anonima. Ma a febbraio la notizia che i paracadutisti volessero reclutare nuove leve attraverso un servizio sulla rivista Playboy aveva suscitato l’indignazione di molte paracadutiste, che sono appena il 5% del totale. Quell’episodio aveva messo in moto una valanga di denunce e avviato le inchieste.

Quando è uscito il primo racconto di quegli orrori sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, a fine dicembre, il ministro della Difesa Boris Pistorius ha promesso di fare piena luce: “I casi denunciati di estremismo di destra, abusi sessuali e consumo di droghe sono sconvolgenti”, ha tuonato il politico socialdemocratico. Ma secondo Spiegel sapeva di quelle denunce da mesi. E dalle indagini è emerso anche che Zweibrücken era famosa da anni per essere una caserma di “odiatori di donne”.

Il caso Franco Albrecht

La Germania non è nuova a scandali che riguardino simpatie estremiste esibite apertamente nella Bundeswehr: dopo la crisi dei profughi del 2015 erano venute fuori delle vere e proprie reti di putschisti con simpatie neonaziste e collegamenti con l’ultradestra Afd: Nordkreuz e la rete Hannibal. Soldati e ufficiali di alcune unità di elite scoperti con veri e propri arsenali di armi e munizioni in parte rubati alla Bundeswehr pianificavano un sanguinoso colpo di Stato militare. Eppure, erano stati sottoposti a blandi processi per possesso illegale di armi. Solo in un caso, quello di Franco Albrecht, un militare che si era finto profugo e preparava un attentato per dare la colpa ai migranti, i magistrati tedeschi avevano formulato l’accusa di terrorismo. Uno scandalo nello scandalo.

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