«Il viaggio della leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace Maria Corina Machado a Roma, dove ieri ha incontrato Papa Leone XIV, è avvenuto nell’ambito del nostro progetto di cambiamento da compiere nel nostro Paese “Hasta el final”, fino alla fine: secondo lo slogan coniato proprio da lei nel 2023. A Papa Leone ha detto che bisogna far presto: in questa transizione la velocità è essenziale, il Paese è allo stremo». Maria Claudia Lopez, capo della coalizione democratica venezuelana in Italia e portavoce di Machado nel nostro Paese parla al telefono con La Repubblica al termine di una giornata descritta come «lunga» e «concitata»: «Corina gli ha parlato di prigionieri politici e diritti umani. E ha chiesto al Papa di pregare affinché si concretizzi il desiderio di rientrare in patria degli 8 milioni di venezuelani, esuli in tutto il mondo a causa del regime di Nicolás Maduro».
Com’è stato l’incontro …
«Il viaggio della leader dell’opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace Maria Corina Machado a Roma, dove ieri ha incontrato Papa Leone XIV, è avvenuto nell’ambito del nostro progetto di cambiamento da compiere nel nostro Paese “Hasta el final”, fino alla fine: secondo lo slogan coniato proprio da lei nel 2023. A Papa Leone ha detto che bisogna far presto: in questa transizione la velocità è essenziale, il Paese è allo stremo». Maria Claudia Lopez, capo della coalizione democratica venezuelana in Italia e portavoce di Machado nel nostro Paese parla al telefono con La Repubblica al termine di una giornata descritta come «lunga» e «concitata»: «Corina gli ha parlato di prigionieri politici e diritti umani. E ha chiesto al Papa di pregare affinché si concretizzi il desiderio di rientrare in patria degli 8 milioni di venezuelani, esuli in tutto il mondo a causa del regime di Nicolás Maduro».
Com’è stato l’incontro in Vaticano?
«Intimo e commovente, un momento di grande accoglienza fortemente voluto sia dalla Nobel che da Sua Santità: che ha ascoltato con attenzione gli aggiornamenti sulla situazione nel nostro Paese. Al Papa è stata espressa gioia per la liberazione dei vostri connazionali: Alberto Trentini, Mario Burlò, Biagio Pilieri. Anche se per noi la gioia sarà completa solo quando tutti i prigionieri politici saranno liberi, insieme all’intero Paese attraverso una transizione vera e democratica necessaria in Venezuela. Questo è il nostro obiettivo e questo è proprio il messaggio che Corina ha comunicato nel corso di questa udienza privata».
Cosa si sono detti?
«Ovviamente la premio Nobel ha ringraziato il Papa per il sostegno al popolo venezuelano. Evidenziando l'importanza di coronare questa fase con l'insediamento del presidente eletto, Edmundo González Urrutia».
Chi ha voluto l’incontro?
«Lo hanno voluto entrambi: lei nell’ambito della lotta per la libertà del Venezuela, lui motivato dal suo ruolo di guida spirituale di tutti i cattolici del mondo. E infatti è stata un’udienza calorosa, piena di profonda e sincera commozione. Lei ha sottolineato che quella del popolo venezuelano è una sorta di lotta spirituale, quella che il nostro popolo ha portato avanti per anni. Perché i gruppi criminali che hanno tenuto sotto sequestro il nostro Paese per decenni hanno tentato di inquinare l’anima dei venezuelani. Ma il nostro è un popolo di profonda fede che più che andare verso il male ha abbracciato una lotta pacifica e democratica».
La signora Machado ha fatto altri incontri istituzionali?
«Ha parlato con il segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin che è stato anche nunzio apostolico in Venezuela per diversi anni. Si conoscevano già, Parolin è d’altronde una grande guida spirituale e sociale della nostra comunità. Una persona molto ben voluta dal nostro popolo che all’occasione della canonizzazione dei primi due santi venezuelani, madre Carmen Rendiles e il dottor José Gregorio Hernández a ottobre, ha speso parole importanti sulla necessità di avere in Venezuela un governo democratico».
C’è dialogo tra voi e i vescovi venezuelani?
«Certamente. Sono votati a tutelare la comunità cattolica e tutto il popolo venezuelano e ad essere punti di riferimento sul rispetto dei diritti umani. Questo è un momento di passaggio molto delicato dove figure del regime di Maduro sono ancora in carico con determinate competenze, c'è una partecipazione del governo americano e c'è non solo la leadership di Maria Corina Machado ma anche quella del presidente eletto nel popolo venezuelano. Oggi tutto ciò che diciamo può essere mera speculazione, perché le cose si stabiliscono attimo per attimo. Noi restiamo in attesa di una transizione necessaria».
Giovedì Machado sarà da quel Donald Trump che dopo la deposizione di Maduro la definì “donna molto gentile”, aggiungendo però che “per lei sarà molto complicato essere leader”. Cosa vi aspettate dal Presidente americano?
«Un dialogo sincero, aperto e collaborativo, nell'interesse del popolo venezuelano. Come lo ha detto al pontefice, Corina lo dirà anche a Trump: bisogna avviare questa transizione al più presto, il Paese è allo stremo. Avviare la ricostruzione è anche nell’interesse degli Stati Uniti, che ha bisogno del Venezuela come affidabile alleato in ambiti come energia, sicurezza e tutela dei diritti umani».