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Soldati ai seggi e limiti al voto per posta: così Trump prova a manipolare le elezioni di midterm

(reuters)
Il presidente, che teme un impeachment in caso di vittoria democratica, sta studiando vari “trucchi”. E spera nella sponda della Corte Suprema per ridisegnare i collegi elettorali
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NEW YORK – Cinque anni dopo aver tentato di ribaltare il risultato elettorale con ogni mezzo, Donald Trump ci riprova. Con il passare delle settimane e i segnali negativi che arrivano da sondaggi ed elezioni locali, il presidente degli Stati Uniti teme un tracollo alle elezioni di midterm, per il rinnovo del Congresso, in programma a novembre.

Il rischio di impeachment

In un inusuale appello pubblico lanciato ai deputati repubblicani la settimana scorsa, Trump ha chiesto di “vincere” perché in caso contrario, ha aggiunto, “i democratici troveranno il modo di mettermi sotto impeachment”.

L’ipotesi di venire incriminato dal Congresso diventerebbe reale se i dem dovessero riconquistare la maggioranza di Camera e Senato. Se poi, ipotesi molto improbabile, i liberal dovessero conquistare il Senato a stragrande maggioranza, allora l’impeachment avrebbe molte possibilità di passare. Ma mentre questo scenario appare, al momento…

NEW YORK – Cinque anni dopo aver tentato di ribaltare il risultato elettorale con ogni mezzo, Donald Trump ci riprova. Con il passare delle settimane e i segnali negativi che arrivano da sondaggi ed elezioni locali, il presidente degli Stati Uniti teme un tracollo alle elezioni di midterm, per il rinnovo del Congresso, in programma a novembre.

Il rischio di impeachment

In un inusuale appello pubblico lanciato ai deputati repubblicani la settimana scorsa, Trump ha chiesto di “vincere” perché in caso contrario, ha aggiunto, “i democratici troveranno il modo di mettermi sotto impeachment”.

L’ipotesi di venire incriminato dal Congresso diventerebbe reale se i dem dovessero riconquistare la maggioranza di Camera e Senato. Se poi, ipotesi molto improbabile, i liberal dovessero conquistare il Senato a stragrande maggioranza, allora l’impeachment avrebbe molte possibilità di passare. Ma mentre questo scenario appare, al momento, difficile, secondo il Washington Post Trump si sta organizzando per ostacolare la vittoria dell’opposizione. Il presidente ha chiesto agli Stati a maggioranza repubblicana (Ohio, Missouri, North Carolina, Texas e Florida) di ridisegnare le mappe dei collegi per togliere ai democratici seggi.

(reuters)

Il voto per posta

Al dipartimento di Giustizia ha chiesto di mettere sotto inchiesta i suoi oppositori e sta spingendo per restringere il diritto di voto, mettendo fine alla possibilità del voto per posta, strumento che statisticamente viene usato dagli elettori di sinistra. “Sono preoccupato riguardo al caos e all’incertezza di come verranno gestite le elezioni del 2026”, ha confessato al Washington Post Nathaniel Persily, docente alla scuola di legge di Stanford University. “C’è una valanga di potenziali cambiamenti e questo avviene in un momento in cui le persone hanno perso fiducia nelle infrastrutture elettorali e tutti sono sul filo dei nervi”, ha aggiunto.

Ice e soldati ai seggi

In passato Trump, tra il tono scherzoso e quello provocatorio, non ha escluso la cancellazione delle elezioni di novembre, ma è possibile che per intimidire gli elettori possano essere impiegati nei collegi a maggioranza democratica i soldati della Guardia nazionale e gli agenti dell’immigrazione. Con la scusa di presidiare le aree per motivi di sicurezza, potrebbero tenere lontane le persone dai seggi.

I collegi elettorali

Ogni voto, quest’anno, sarà ancora più importante, considerato che attualmente alla Camera i repubblicani hanno una maggioranza ridotta, 218 a 213. La Corte Suprema, formata da sei giudici conservatori (di cui tre nominati da Trump) e tre liberali, ha appoggiato ancora una volta l’amministrazione Trump, riconoscendo al Texas il diritto di ridisegnare i collegi per cercare un proprio vantaggio elettorale.

Entro l’estate i giudici supremi potrebbero reinterpretare il Voting Rights Act, riconoscendo ai repubblicani il diritto di ridisegnare a proprio favore i collegi a maggioranza afroamericana e ispanica. La decisione, in questo caso, potrebbe non arrivare in tempo per le elezioni di novembre, ma tornare utile in vista delle presidenziali del 2028. Nel frattempo il dipartimento di Giustizia sta cercando di ottenere la lista degli elettori registrati da almeno quaranta Stati. Dieci hanno consegnato gli elenchi. Non è chiaro come potrebbero venire usati i nomi, ma c’è un precedente inquietante: anche nel 2020 l’amministrazione Trump ci aveva provato. Cinque anni fa, però, il tentativo era fallito.

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