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Gaza, oggi l’esordio del governo tecnico. Witkoff: “È la fase 2”

(agf)

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L’organismo ha ricevuto il via libera sia dall’Anp che da Hamas e dovrebbe sovrintendere ai lavori di ricostruzione della Striscia
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Si riunirà per la prima volta questa mattina al Cairo, nell’ambasciata americana, il comitato di quindici tecnici che – nelle intenzioni degli Stati Uniti – sarà chiamato a governare Gaza nella fase post-guerra. La scelta dei membri del gruppo è stata annunciata da Steve Witkoff, inviato speciale degli Usa per il Medio Oriente, come l’inizio ufficiale della “fase due” del piano di Trump che a ottobre ha portato al cessate il fuoco nella Striscia: «Passiamo alla smilitarizzazione, alla governance tecnocratica e alla ricostruzione», ha scritto Witkoff in un post su X. Sorvolando sul come Hamas - che da ottobre ha ripreso il controllo di ampie zone della Striscia – dovrebbe essere smilitarizzata.

Witkoff non ha fatto nomi, ma la lista annunciata dalla Reuters – e confermata a Repubblica da fonti palestinesi – comprende una serie di tecnocrati di Gaza: alla testa del governo tecnico c’è Ali Shaath, ex vice ministro dei Trasporti nel governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). …

Si riunirà per la prima volta questa mattina al Cairo, nell’ambasciata americana, il comitato di quindici tecnici che – nelle intenzioni degli Stati Uniti – sarà chiamato a governare Gaza nella fase post-guerra. La scelta dei membri del gruppo è stata annunciata da Steve Witkoff, inviato speciale degli Usa per il Medio Oriente, come l’inizio ufficiale della “fase due” del piano di Trump che a ottobre ha portato al cessate il fuoco nella Striscia: «Passiamo alla smilitarizzazione, alla governance tecnocratica e alla ricostruzione», ha scritto Witkoff in un post su X. Sorvolando sul come Hamas - che da ottobre ha ripreso il controllo di ampie zone della Striscia – dovrebbe essere smilitarizzata.

Witkoff non ha fatto nomi, ma la lista annunciata dalla Reuters – e confermata a Repubblica da fonti palestinesi – comprende una serie di tecnocrati di Gaza: alla testa del governo tecnico c’è Ali Shaath, ex vice ministro dei Trasporti nel governo dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). E poi esperti di sicurezza, sanità, agricoltura, acqua: nomi graditi sia a Hamas (con la quale tutti coloro che in questi anni hanno lavorato a Gaza hanno dovuto riferire o comunque rapportarsi) che al governo di Ramallah: non a caso, entrambi i centri del potere palestinese hanno dato il gradimento ai nomi della lista. Nell’elenco, c’è un nome di donna: Hana Tarzi, avvocatessa e attivista, a cui è affidato il portafoglio della società civile e delle donne.

Una “tecnica” – come si direbbe in Italia – come lo sono molti dei prescelti: una scelta che, nella speranza di molti osservatori, indica la via che sarà intrapresa e che per ora ha soddisfatto chi chiedeva che nel futuro della Striscia fosse dato spazio a chi la conosce e ci ha già lavorato. «Gaza sta entrando in una fase che dà priorità alla ricostruzione rispetto alla militarizzazione, alle istituzioni rispetto alle fazioni, alla fornitura di servizi rispetto agli slogan, alla ripresa economica rispetto alla dipendenza, alla dignità, responsabilità e vita normale rispetto all’emergenza permanente», commenta l’analista palestinese Samer Sinijlavi.

(agf)

Quanto però queste persone potranno realmente fare è tutto da vedere: fra le incognite principali, il ruolo che Hamas chiederà di avere nel governo della Striscia, il controllo dei finanziamenti miliardari che serviranno per bonificare l’enclave e rimuovere le macerie prima di iniziare a ricostruire; e i rapporti con Israele, che ieri non ha commentato la lista diffusa dalla stampa.

A selezionare i componenti del comitato tecnico è stato Nickolay Mladenov, ex inviato Onu per il Medio Oriente che – secondo anticipazioni di stampa – nei prossimi mesi sarà chiamato a coordinare il Board of Peace, l’organismo internazionale che supervisionerà la ricostruzione di Gaza. I nomi dei componenti del Board saranno annunciati nei prossimi giorni da Trump: ne faranno parte i rappresentati di Paesi europei (Italia inclusa) e arabi, con tutta probabilità a livello di capi di Stato e di governo. La prima riunione dovrebbe avvenire nei prossimi giorni a Davos, in Svizzera.

(reuters)

La scelta di passare alla “fase due” del piano Trump è stata criticata dalle famiglie degli ex ostaggi israeliani che sono stati a lungo prigionieri a Gaza. A questo proposito, i genitori di Ran Gvili – il poliziotto il cui corpo è l’ultimo fra quelli degli ostaggi uccisi il 7 ottobre 2023 rimasto a Gaza – hanno avuto un colloquio con il premier Benjamin Netanyahu in cui è stato loro assicurato che non ci sarà alcun ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia né apertura del valico di Rafah - che collega l’enclave con l’Egitto - per l’entrata e l’uscita dei palestinesi fino a quando i resti del figlio non saranno restituiti. Un’altra nuvola sulla già complessa “fase due”.

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