Francia, Germania e Svezia inviano soldati in Groenlandia. E la Danimarca si blinda
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – Soldati europei in Groenlandia. La risposta del Vecchio continente a Trump è già arrivata. E quasi tutti i Paesi “artici” dell’Europa si stanno preparando a mandare truppe in difesa dell’isola dei ghiacci. Svezia, Norvegia, Germania e anche la Francia hanno infatti deciso di raccogliere l’appello della Danimarca inviando militari per difendere Nuuk. Il tutto mentre l’Ue si interroga se possa essere attivato l’articolo 42 del Trattato, quello che prevede la mutua assistenza bellica per uno Stato membro dell’Unione.
La sfida americana, dunque, sembra già assumere una deriva marziale. Una situazione del tutto imprevedibile e imprevista. Resta il fatto che ieri il governo di Copenaghen ha confermato che aumenterà in Groenlandia la pre…
BRUXELLES – Soldati europei in Groenlandia. La risposta del Vecchio continente a Trump è già arrivata. E quasi tutti i Paesi “artici” dell’Europa si stanno preparando a mandare truppe in difesa dell’isola dei ghiacci. Svezia, Norvegia, Germania e anche la Francia hanno infatti deciso di raccogliere l’appello della Danimarca inviando militari per difendere Nuuk. Il tutto mentre l’Ue si interroga se possa essere attivato l’articolo 42 del Trattato, quello che prevede la mutua assistenza bellica per uno Stato membro dell’Unione.
La sfida americana, dunque, sembra già assumere una deriva marziale. Una situazione del tutto imprevedibile e imprevista. Resta il fatto che ieri il governo di Copenaghen ha confermato che aumenterà in Groenlandia la presenza del suo esercito con tanto di esercitazioni. L’isola artica, infatti, è sì un territorio autonomo ma della Danimarca. L’esecutivo presieduto da Mette Frederiksen ha puntualizzato che si tratta comunque di un’operazione nell’ambito della Nato. Tuttavia la tempistica della decisione non lascia adito a dubbi. «L’obiettivo — ha precisato il ministero della Difesa danese — è addestrare le Forze armate per le operazioni nelle condizioni uniche dell’Artico e rafforzare la presenza dell’Alleanza nell’Artico, a vantaggio della sicurezza sia europea che transatlantica». Si potrebbe anche credere alla pura casualità se nelle stesse ore e su richiesta proprio della Danimarca, anche Svezia, Norvegia, Germania e Francia non avessero deciso di spedire soldati in quell’area.
La clausola europea
Al punto che dentro l’Unione europea si discute ormai apertamente della possibilità di ricorrere all’articolo 42 comma 7 del Trattato sull’Unione che prevede una clausola di difesa reciproca: «Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso». Ma l’interrogativo è: può scattare contro un Paese Nato? E può l’Ue fronteggiare gli Usa? Un dilemma amletico, è il proprio il caso di dire. Perché è chiaro a tutti che l’Europa non è in grado di resistere agli States ma anche che se la Danimarca invocasse questa clausola e fosse disattesa, potrebbe segnare l’implosione dell’Unione. Ieri mattina la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha per questo evitato una linea frontale sul punto: è una questione che al momento «non si pone». «La Groenlandia — ha aggiunto — appartiene al suo popolo ed è parte della Nato. Per me è importante che la Groenlandia sappia che noi rispettiamo la volontà dei suoi abitanti». Anche il Parlamento europeo è sceso in difesa di Nuuk. «Qualsiasi tentativo di minare la sovranità e l’integrità territoriale — ha sottolineato la conferenza dei capigruppo — viola il diritto internazionale» e le dichiarazioni di Trump sono «inaccettabili». Stessa linea del presidente francese, Emmanuel Macron: «Se la sovranità di un Paese europeo e alleato venisse violata, le conseguenze a cascata sarebbero senza precedenti». Del resto, ha osservato sconsolato il vicecancelliere tedesco, Lars Klingbeil, «il rapporto transatlantico così come lo conoscevamo si sta disintegrando».
I primi francesi e l’irritazione russa
E la presenza di soldati dell’Alleanza – i primi francesi sono arrivati oggi per partecipare all'operazione Artic Endurance "su richiesta della Danimarca" – allarma Mosca. "La situazione che si sta sviluppando alle alte latitudini è per noi motivo di massima preoccupazione”, ha detto l'Ambasciata russa in Belgio: “Invece di un lavoro costruttivo all'interno delle istituzioni specializzate esistenti, in primo luogo il Consiglio Artico, la Nato ha intrapreso un percorso di militarizzazione accelerata del Nord, aumentando la sua presenza militare con il falso pretesto di una crescente minaccia da parte di Mosca e Pechino”.