WASHINGTON – Maria Corina Machado ha consegnato la medaglia del Premio Nobel per la pace a Donald Trump. Ma il presidente non ha cambiato idea. L’incontro era ancora in corso quando la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato il giudizio espresso nei giorni scorsi, secondo cui Machado non ha il sostegno e gli strumenti per diventare la nuova leader del Venezuela dopo l’arresto di Nicolás Maduro.
Al termine del colloquio il presidente Usa ha lodato il gesto su Truth: "È stato per me un grande onore incontrare oggi María Corina Machado, del Venezuela. È una donna straordinaria che ha affrontato tante difficoltà. María mi ha consegnato il suo Premio Nobel per la Pace in riconoscimento del lavoro che ho svolto. Un gesto meraviglioso di reciproco rispetto. Grazie, María!".
Ma Trump ha detto di essere molto soddisfatto di come sta procedendo il suo lavoro con la nuova presidentessa Delcy Rodriguez e pur volendo prima o poi le elezioni a Caracas, non ha una scadenza preci…
WASHINGTON – Maria Corina Machado ha consegnato la medaglia del Premio Nobel per la pace a Donald Trump. Ma il presidente non ha cambiato idea. L’incontro era ancora in corso quando la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato il giudizio espresso nei giorni scorsi, secondo cui Machado non ha il sostegno e gli strumenti per diventare la nuova leader del Venezuela dopo l’arresto di Nicolás Maduro.
Al termine del colloquio il presidente Usa ha lodato il gesto su Truth: "È stato per me un grande onore incontrare oggi María Corina Machado, del Venezuela. È una donna straordinaria che ha affrontato tante difficoltà. María mi ha consegnato il suo Premio Nobel per la Pace in riconoscimento del lavoro che ho svolto. Un gesto meraviglioso di reciproco rispetto. Grazie, María!".
Ma Trump ha detto di essere molto soddisfatto di come sta procedendo il suo lavoro con la nuova presidentessa Delcy Rodriguez e pur volendo prima o poi le elezioni a Caracas, non ha una scadenza precisa in mente per la transizione verso la democrazia. Quello che gli interessa è la stabilità del paese, la fine del narcotraffico e dell’immigrazione illegale, e soprattutto l’accesso al petrolio e alle altre risorse naturali. La libertà della popolazione e la democrazia possono attendere, se nel frattempo lui potrà soddisfare le sue priorità.
Machado aveva incontrato papa Leone prima di venire a Washington, per convincere la Santa Sede che lei può guidare il Venezuela, anche perché il suo candidato aveva vinto le ultime elezioni, nonostante Maduro avesse usato un pretesto legale per impedirle di correre personalmente. Secondo documenti pubblicati dal Washington Post, dopo l’arresto di Nicolás il segretario di Stato Parolin aveva incontrato l’ambasciatore americano presso la Santa Sede, proprio per esprimere i suoi dubbi sul fatto che Machado possa guidare la transizione verso la democrazia, perché è troppo a destra per poter riunificare il paese e condurlo verso la riconciliazione. Oggi Maria Corina è andata alla Casa Bianca con lo stesso obiettivo, ossia cambiare la percezione di Trump e convincerlo ad appoggiarla come prossima presidentessa del Venezuela.
Solo un paio di giorni fa, il capo della Casa Bianca aveva pubblicato questo messaggio sul suo social: «Questa mattina ho avuto una chiamata molto interessante con la Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez. Stiamo facendo progressi enormi, mentre aiutiamo il paese a stabilizzarsi e a riprendersi». Quindi era sceso nei dettagli pratici: «Abbiamo discusso molti argomenti, tra cui petrolio, minerali, commercio e, naturalmente, sicurezza nazionale. Questa partnership tra Stati Uniti d’America e Venezuela sarà spettacolare per tutti. Il Venezuela sarà presto di nuovo grande e prospero, forse più che mai!».
Durante il briefing, i giornalisti hanno chiesto a Leavitt se nel frattempo Trump ha cambiato idea, ma la risposta è rimasta la stessa: «La collaborazione procede bene. Il governo di Caracas sta facendo tutto quello che ci aspettavamo». Ha iniziato a cedere il suo petrolio a Washington e segue le indicazioni su narcotraffico e sicurezza. Ieri la Guardia Costiera americana ha sequestrato nei Caraibi la sesta petroliera, la Veronica, che era stata di proprietà russa ed era accusata di trasportare illegalmente il greggio di Caracas. La scelta quindi rimane quella di lavorare con quanto resta del regime chavista, a partire da Rodriguez, il ministro della Difesa Padrino e quello dell’Interno Cabello. «Il presidente vuole ancora la transizione verso la democrazia», ha assicurato Leavitt, ma non ci sono urgenza o scadenze per questo processo.
Dopo il pranzo con Trump, Machado è andata al Congresso, dove i senatori e deputati sono più interessati al cambio di regime. Secondo fonti democratiche, alla Casa Bianca non è stato discusso nulla di vera sostanza. Uscendo dal Parlamento, però, Maria Corina ha incontrato i giornalisti esprimendo ottimismo: «Il colloquio con il presidente è andato molto bene. Noi contiamo su Trump per riportare la libertà in Venezuela».