Gaza, Blair nel board per la pace con Rubio e Kushner. E Israele protesta
di Massimo BasileNEW YORK - Donald Trump ha annunciato la formazione dell’esecutivo per rendere “operativa la visione del Board of Peace” per Gaza. Ci sono il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il genero del presidente, Jared Kushner. Nell’elenco figura anche l’ex premier britannico Tony Blair, sul cui nome c’erano state divisioni nel mondo arabo ma imposto alla fine da Trump, che si è detto "onorato" di essere stato nominato nel board. In una dichiarazione pubblicata sul sito web dell'istituto che porta il suo nome, Blair ha affermato: "Ringrazio il presidente Trump per la sua leadership nella creazione della Peace Administration e sono onorato di essere stato nominato nel suo board".
Chi c’è nel Board of Peace
Presenti il finanziere e amico di Trump Marc Rowan, Ceo di Apollo Global Management, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga e il viceconsigliere economico Robert Gabriel. Del Consiglio esecutivo faranno parte anche il ministro degli Esteri turco…
NEW YORK - Donald Trump ha annunciato la formazione dell’esecutivo per rendere “operativa la visione del Board of Peace” per Gaza. Ci sono il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il genero del presidente, Jared Kushner. Nell’elenco figura anche l’ex premier britannico Tony Blair, sul cui nome c’erano state divisioni nel mondo arabo ma imposto alla fine da Trump, che si è detto "onorato" di essere stato nominato nel board. In una dichiarazione pubblicata sul sito web dell'istituto che porta il suo nome, Blair ha affermato: "Ringrazio il presidente Trump per la sua leadership nella creazione della Peace Administration e sono onorato di essere stato nominato nel suo board".
Chi c’è nel Board of Peace
Presenti il finanziere e amico di Trump Marc Rowan, Ceo di Apollo Global Management, il presidente della Banca Mondiale Ajay Banga e il viceconsigliere economico Robert Gabriel. Del Consiglio esecutivo faranno parte anche il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, la coordinatrice Onu per il Medio Oriente Sigrid Kaag, l'immobiliarista israeliano-cipriota Yakir Gabay, la ministra emiratina per la Cooperazione Internazionale Reem Al-Hashimy, il capo dei Servizi segreti egiziani Hassan Rashad e il diplomatico qatarino Ali Al-Thawadi.
Il comitato, ha dichiarato la Casa Bianca in un comunicato, è composto da "leader con esperienza in diplomazia, sviluppo, infrastrutture e strategia”. Altri nomi verranno comunicati in futuro, tra questi dovrebbero esseri anche quelli della premier italiana Giorgia Meloni e di altri leader europei.
“E’ per me un grandissimo onore annunciare che il board of Peace è stato costituito”, ha scritto Trump sul social Truth . “Posso dire con certezza - ha aggiunto - che si tratta del Board più grande e prestigioso mai assemblato in qualunque momento e in qualunque luogo”. Ogni membro supervisionerà un “portafoglio definito di competenze cruciali per la stabilizzazione di Gaza e il successo a lungo termine”. Nickolay Mladenov, ex ministro degli Esteri e della Difesa bulgaro, fungerà da Alto rappresentante per Gaza.
Il generale Jasper Jeffers, comandante dello US Special Operations Command Central, sarà il comandante della Forza internazionale di stabilizzazione di cui faranno parte militari inviati da alcuni Paesi. Il Board of Peace è un organismo internazionale istituito nel quadro della Fase Due del piano di pace per Gaza promosso dall’amministrazione americana e sostenuto dal Consiglio di sicurezza. Il suo compito sarà quello di supervisionare la ricostruzione e lo sviluppo economico, coordinare gli aiuti internazionali, supportare la governance e la stabilizzazione dopo il conflitto. E’ una struttura di alto livello politico, economico e diplomatico sotto la presidenza di Trump.
Tra i nominati figura anche Ali Sha’ath, appena diventato capo del governo tecnico palestinese della Striscia. In passato ha ricoperto l’incarico di vice ministro dei Trasporti e riferirà direttamente al Board presieduto da Trump. Nella serata di ieri alcuni media Usa avevano riportato l’intenzione di Trump di estendere il mandato del Board anche al Venezuela e all’Ucraina accompagnandolo con altre nomine. L’idea, riferivano le stesse fonti, sarebbe però osteggiata dai leader dei Paesi arabi perché lo renderebbe meno efficace nella gestione e nella ricostruzione di Gaza.
Le reazioni
Il governo della Turchia ha confermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a diventare membro fondatore del Consiglio di pace responsabile della sicurezza e della ricostruzione nella Striscia di Gaza. Lo aveva rivelato Haaretz secondo cui erano stati invitati anche gli altri leader degli stati mediatori, Egitto e Qatar. Il ministero degli Esteri egiziano ha annunciato che il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha ricevuto un invito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per entrare a far parte del “Board of Peace” e che Al-Sisi sta ora valutando l'offerta.
"E' il momento di trasformare i sogni in realtà". E' uno dei passaggi della lettera di invito al Board of Peace firmata da Trump ai leader che ne faranno parte. La missiva è stata pubblicata su X dal presidente dell'Argentina Javier Milei, che l'ha ricevuta e ha ringraziato il presidente americano. "È per me un grande onore invitarvi a unirvi a me in uno sforzo storico e grandioso per consolidare la pace in Medio Oriente e, allo stesso tempo, intraprendere un nuovo e audace approccio alla risoluzione del conflitto globale", scrive Trump nella lettera. "E' un onore aver ricevuto l'invito", ha commentato Milei. A ricevere l’invito anche il premier canadese Mark Carney che, secondo i media canadesi, ha intenzione di accettare.
La protesta di Israele
L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu rende noto che "l'annuncio sulla composizione del comitato direttivo di Gaza, che è subordinato alla Conferenza di Pace, non è stato coordinato con Israele ed è contrario alla sua politica. Il primo ministro ha incaricato il ministro degli Affari Esteri di sollevare la questione con il Segretario di Stato degli Stati Uniti".