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Reza Pahlavi: “Pronto a tornare a Teheran”

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Il figlio dello Scià: “La gente mi riconosce come leader, è possibile restaurare la monarchia ma dopo un iter costituzionale”
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WASHINGTON – «Donald Trump è un uomo di parola», e per mantenerla dovrebbe difendere gli iraniani massacrati dal regime degli ayatollah nelle strade, iniziando con «attacchi mirati contro le basi della Guardia rivoluzionaria e tutte le formazioni paramilitari che conducono la repressione». Quanto ai paesi europei, Italia inclusa, dovrebbero smetterla di essere così timidi, magari nel timore di rappresaglie da parte di Teheran, e fare la propria parte, cominciando con la chiusura delle ambasciate della Repubblica islamica e la rottura delle relazioni diplomatiche. Sono le sollecitazioni venute da Reza Pahlavi, principe ereditario dell’Iran, incontrando ieri i giornalisti a Washington.

Pahlavi ha fatto proiettare un video sulle violenze commesse dal regime, che poi ha definito «una forza di occupazione anti iraniana». Ha chiesto alla comunità internazionale di mobilitarsi, facendo sei cose: proteggere il popolo iraniano; applicare la massima pressione economica possibile; spezzare il bl…

WASHINGTON – «Donald Trump è un uomo di parola», e per mantenerla dovrebbe difendere gli iraniani massacrati dal regime degli ayatollah nelle strade, iniziando con «attacchi mirati contro le basi della Guardia rivoluzionaria e tutte le formazioni paramilitari che conducono la repressione». Quanto ai paesi europei, Italia inclusa, dovrebbero smetterla di essere così timidi, magari nel timore di rappresaglie da parte di Teheran, e fare la propria parte, cominciando con la chiusura delle ambasciate della Repubblica islamica e la rottura delle relazioni diplomatiche. Sono le sollecitazioni venute da Reza Pahlavi, principe ereditario dell’Iran, incontrando ieri i giornalisti a Washington.

Pahlavi ha fatto proiettare un video sulle violenze commesse dal regime, che poi ha definito «una forza di occupazione anti iraniana». Ha chiesto alla comunità internazionale di mobilitarsi, facendo sei cose: proteggere il popolo iraniano; applicare la massima pressione economica possibile; spezzare il blocco dell’informazione da parte del governo; cacciare i rappresentanti diplomatici; chiedere la liberazione dei prigionieri politici; preparare la transizione democratica impegnandosi a riconoscere il governo di transizione.

Pahlavi ha detto che «la gente mi riconosce come leader», garantendo una transizione democratica, che però potrebbe anche portare al ritorno della monarchia, se così deciderà il popolo attraverso il processo costituzionale e un referendum. Comunque il prince ereditario è sicuro: «Il regime cadrà e io tornerò. Sta già cadendo, è solo questione di tempo. Se la comunità globale ci aiuterà, finirà prima e moriranno meno persone. Se lo farà, andremo comunque avanti».

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