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Ue, messaggio alla Casa Bianca: “L’obbligo di difesa reciproca vale anche per la Groenlandia”

(afp)

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Bruxelles sottolinea le clausole del Trattato e prepara la risposta in caso di aggressione
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BRUXELLES – «La Groenlandia è come l’Ucraina». Questa frase viene ormai ripetuta costantemente nelle istituzioni europee e in particolare ai piani alti della Commissione. È un modo per dire che un’eventuale occupazione dell’isola artica da parte degli Stati Uniti comporterebbe la difesa da parte della Ue, anche per una «questione di principio».

Quel principio è tutto contenuto in tre articoli del Trattato sull’Unione europea: 42,43 e 46. E di questi tre, il caposaldo è il comma 7 dell’articolo 42: «Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite». È l’equivalente dell’articolo 5 della Nato, una clausola di difesa reciproca. Si tratta di un obbligo, non di una possibilità. E la Commissione europea ha specificato che questa norma si applica anche alla Groenlandia. L’isola tecnicamente non fa parte…

BRUXELLES – «La Groenlandia è come l’Ucraina». Questa frase viene ormai ripetuta costantemente nelle istituzioni europee e in particolare ai piani alti della Commissione. È un modo per dire che un’eventuale occupazione dell’isola artica da parte degli Stati Uniti comporterebbe la difesa da parte della Ue, anche per una «questione di principio».

Quel principio è tutto contenuto in tre articoli del Trattato sull’Unione europea: 42,43 e 46. E di questi tre, il caposaldo è il comma 7 dell’articolo 42: «Qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata nel suo territorio, gli altri Stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite». È l’equivalente dell’articolo 5 della Nato, una clausola di difesa reciproca. Si tratta di un obbligo, non di una possibilità. E la Commissione europea ha specificato che questa norma si applica anche alla Groenlandia. L’isola tecnicamente non fa parte dell’Unione europea ma ne rappresenta un Territorio d’oltremare sotto la giurisdizione danese. Soprattutto, i suoi cittadini hanno la cittadinanza della Danimarca e quindi andrebbero difesi in quanto cittadini dell’Unione.

Ma è evidente che l’attivazione di questo articolo sta suscitando imbarazzo e preoccupazione. Si tratterebbe di un conflitto contro l’alleato storico e all’interno dell’Alleanza Atlantica. Un vero e proprio paradosso. Eppure, come ha spiegato la viceministra alla difesa francese, Alice Rufo, la presenza di militari europei in Groenlandia punta a «inviare un segnale a tutti», inclusi gli Stati Uniti. Eppoi, potrebbero i 27 disattendere una prescrizione tanto evidente quanto esistenziale? Rinunciare a quel comma equivarrebbe alla dissoluzione della Ue e alla sua esposizione a qualsiasi attacco nemico. Anche perché lo stesso articolo 42 inizia con una frase molto netta: «La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune».

È altrettanto palese che alcuni Stati membri, come l’Ungheria, difficilmente accetterebbero di imboccare una strada di questo tipo. Anche perché l’avvio di una missione militare va approvata dal Consiglio europeo all’unanimità, su proposta dell’Altro Rappresentante per la Politica estera. I “tecnici” di Palazzo Berlaymont e dell’Eurobuilding, però, stanno già studiando un escamotage: le cooperazioni rafforzate. Il comma 5 dello stesso articolo 42 stabilisce infatti che «il Consiglio può affidare lo svolgimento di una missione, nell’ambito dell’Unione, a un gruppo di Stati membri allo scopo di preservare i valori dell’Unione e di servirne gli interessi». E in questo caso non servirebbe l’unanimità ma la maggioranza qualificata. Tutto il fronte sovranista-trumpiano dentro la Ue verrebbe così bypassato.

Certo, si tratta di uno scenario ai limiti dell’inverosimile. O meglio: solo pochi mesi fa sarebbe stato definito incredibile. Eppure in questo momento sembra molto più vicino alla realtà che alla fantasia. Basti pensare che lunedì prossimo si terrà a Bruxelles un summit d’emergenza tra il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il ministro della Difesa della Danimarca, Troels Lund Poulsen, e la ministra degli Affari esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt. L’oggetto dell’incontro è esclusivamente il destino dell’isola artica. E se perfino il premier canadese Mark Carney, il cui Paese è molto più vicino alla Groenlandia di quanto non lo siano gli Stati Uniti, sottolinea che «siamo partner Nato della Danimarca, la nostra piena collaborazione e i nostri obblighi nei confronti degli articoli 5 e 2 restano invariati e li sosteniamo pienamente», allora vuole dire che il livello di tensione è ormai alle stelle.

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