NEW YORK – La caccia agli immigrati irregolari negli Stati Uniti si è trasformata in una strategia del terrore: il governo federale mette sotto inchiesta i suoi oppositori, mentre gli agenti conducono i raid con cinismo, facendosi servire a tavola dalle persone che poi arresteranno. E’ quanto succede in Minnesota, diventato il cuore della svolta autoritaria dell’amministrazione Trump, che con una decisione senza precedenti ha messo sotto inchiesta il governatore Tim Walz, e il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, entrambi democratici, accusati di «ostacolare le attività dell’Ice». I loro nomi si aggiungono al lungo elenco di oppositori del governo finiti nel mirino del dipartimento di Giustizia e del Pentagono, e in cui figurano tra gli altri il presidente della Banca Centrale Jerome Powell e l’ex direttore dell’Fbi James Comey.
NEW YORK – La caccia agli immigrati irregolari negli Stati Uniti si è trasformata in una strategia del terrore: il governo federale mette sotto inchiesta i suoi oppositori, mentre gli agenti conducono i raid con cinismo, facendosi servire a tavola dalle persone che poi arresteranno. E’ quanto succede in Minnesota, diventato il cuore della svolta autoritaria dell’amministrazione Trump, che con una decisione senza precedenti ha messo sotto inchiesta il governatore Tim Walz, e il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, entrambi democratici, accusati di «ostacolare le attività dell’Ice». I loro nomi si aggiungono al lungo elenco di oppositori del governo finiti nel mirino del dipartimento di Giustizia e del Pentagono, e in cui figurano tra gli altri il presidente della Banca Centrale Jerome Powell e l’ex direttore dell’Fbi James Comey.
I raid nei ristoranti etnici hanno aggiunto un capitolo in più alla stretta dell’anti-immigrazione. Quando quattro agenti dell’Ice sono entrati nel “diner” a gestione familiare El Tapatio, a Willmar, Minnesota, in sala è calato il silenzio. Erano le tre di pomeriggio. Gli uomini in divisa si sono sistemati a un tavolo, hanno ordinato piatti di tacos, fajitas e carne e hanno mangiato. Le cameriere che servivano erano spaventate. Gli addetti alla cucina ogni tanto facevano capolino alla porta, osservando gli agenti da lontano. Una situazione raggelante che ad alcuni ha ricordato l’incontro nel caffè di Parigi tra il colonnello nazista Hans Landa e la partigiana Shosanna nel film “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino. Dopo aver finito di cenare, i quattro agenti dell’immigrazione sono andati via, per poi attendere all’esterno i dipendenti, una volta usciti per fine turno. Mentre camerieri e cuochi stavano andando verso le loro macchine, gli agenti dell’Ice hanno chiesto loro i documenti e poi hanno arrestato tre persone, mentre la folla attorno ha cominciato a protestare. Poche ore dopo il dipartimento di Sicurezza interna ha fornito la propria versione dei fatti: «Gli agenti stavano sorvegliando un obiettivo, Jose Rosario Gomez Gallardo, entrato illegalmente dal Messico. Hanno visto che l’auto era parcheggiata fuori dal ristorante e hanno deciso di entrare per identificare l’immigrato. Con lui sono state arrestate altre due persone, di cui una aveva avuto un ordine d’espulsione».
I ristoranti messicani sono diventati un obiettivo dei raid. A St. Paul, vicino a Minneapolis, il proprietario di El Burrito Mercado, definito dalla gente del posto come un «piccolo impero della cucina messicana», ha raccontato di aver visto per giorni auto dell’Ice girare in circolo attorno al locale, finendo per spaventare la clientela. «L’Ice ha usato la mia attività come terreno di caccia», ha detto la Ceo, Milissa Silva-Diaz. Il proprietario di un altro locale, Miguel Lopez, ha confessato di essere passato a ordini online: «Non mi sento sicuro né a casa né al ristorante, non voglio che i miei dipendenti si sentano a rischio», ha detto.
Le colonne di Suv, pickup e minivan scuri dell’Ice attraversano da giorni Minneapolis, dove il governo ha inviato duemila agenti, alimentando l’inquietudine tra i residenti. Ma anche gli attivisti si organizzano e si presentano di mattino presto lungo le strade per protestare. Walz ha annunciato la mobilitazione della Guardia nazionale statale.