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Bremmer: “Ma quale geopolitica. Sulla Groenlandia Trump è mosso solo dall’ego”

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L’analista politico: “Dietro questa battaglia non c’è nessuna necessità. È vecchio e ha l’urgenza di mettere il suo nome su ogni cosa. Dopo Caracas si sente invincibile”
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«È profondamente stupido alzare in questo modo il livello di conflitto con Paesi amici: Danimarca, Francia, Germania e tutti gli altri sanzionati per il sostegno alla Groenlandia sono seri alleati degli Stati Uniti. Trump pensa che in questo modo li convincerà a fare marcia indietro pur di non avere problemi con lui. Ma questo è un ragionamento a breve termine. Non una strategia. Sulla lunga distanza gli Stati Uniti ne usciranno a pezzi». Ian Bremmer è l’analista esperto di rischi globali, fondatore del think tank Eurasia Group, considerato uno dei più influenti di Washington.

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Cosa le fa pensare che i nuovi dazi agli alleati europei possano danneggiare gli Stati Uniti?

«Diventare l’elemento inaffidabile di un’alleanza significa trasformare la geopolitica in legge della giungla. Trump è convinto che i più forti possano fare quel che vogliono. Ma nonostante la potenza americana, non è lui il p…

«È profondamente stupido alzare in questo modo il livello di conflitto con Paesi amici: Danimarca, Francia, Germania e tutti gli altri sanzionati per il sostegno alla Groenlandia sono seri alleati degli Stati Uniti. Trump pensa che in questo modo li convincerà a fare marcia indietro pur di non avere problemi con lui. Ma questo è un ragionamento a breve termine. Non una strategia. Sulla lunga distanza gli Stati Uniti ne usciranno a pezzi». Ian Bremmer è l’analista esperto di rischi globali, fondatore del think tank Eurasia Group, considerato uno dei più influenti di Washington.

(reuters)

Cosa le fa pensare che i nuovi dazi agli alleati europei possano danneggiare gli Stati Uniti?

«Diventare l’elemento inaffidabile di un’alleanza significa trasformare la geopolitica in legge della giungla. Trump è convinto che i più forti possano fare quel che vogliono. Ma nonostante la potenza americana, non è lui il più forte: ma Xi Jinping. Perché in Cina non ci sono elezioni di Midterm, né vincoli da parte della magistratura, e perché, qualunque cosa pensi di fare, fra quattro anni non sarà più alla Casa Bianca. Il suo atteggiamento sta già spingendo diversi Paesi fra le braccia di Pechino: guardate il canadese Mark Carney che ha appena stretto un accordo con la Cina su soia e automobili».

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Perché Trump vuole la Groenlandia a tutti i costi?

«Ego e vecchiaia, non certo necessità. Se gli Stati Uniti avessero davvero bisogno della Groenlandia, a Trump basterebbe alzare il telefono e mettersi d’accordo con la premier danese. La verità è che a Washington, l’altro giorno, noi americani non abbiamo nemmeno provato a negoziare con i ministri di Danimarca e Groenlandia . L’unico piano è giocare al rialzo davanti a qualunque cosa gli si offra. Il fatto è che Trump ha quasi 80 anni, hanno provato ad ucciderlo due volte, e sente l’urgenza di completare quel che si è messo in testa. Vuol mettere il suo nome sulle cose, come ha già fatto con gli edifici di New York o con il Kennedy Center a Washington. E ora che gli è riuscito il colpo in Venezuela si sente invincibile».

(afp)

Nuuk come Caracas?

«Un mese fa, la Groenlandia non era quella priorità che è oggi. Ma il successo venezuelano ha dato a Trump nuova carica. Si è convinto di poter usare la potenza americana per cambiare le sorti di qualsiasi Paese più debole. Pensa di poter costringere tutti a fare ciò che vuole lui, con le buone o con le cattive, come ripete spesso. Il documento di Strategia per la sicurezza nazionale pubblicato a novembre era un’impalcatura: ecco, la sta decorando. Il Venezuela è stato il primo trofeo. Ora vuole Cuba e, appunto, la Groenlandia. Per questo l’isola ghiacciata è diventata più importante di Nato, Ucraina, Taiwan e qualsiasi altra questione che ha storicamente impegnato i governi statunitensi. Non la vuole per una questione di deterrenza strategica o per le terre rare del suo sottosuolo: ampliare la sfera d’influenza americana è una pagina di Storia su cui scrivere il suo nome».

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