Tre cardinali Usa vicini a Leone criticano Trump: una politica estera “distruttiva”
di Iacopo ScaramuzziTre cardinali statunitensi vicini a papa Leone XIV, gli arcivescovi di Washington, Chicago e Newark, hanno pubblicato un inusitato comunicato congiunto per criticare l’aggressiva politica estera di Donald Trump.
Venezuela, Ucraina, Groenlandia
“Gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia hanno sollevato interrogativi fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace”, scrivono i cardinali Robert McElroy, Blase Cupich e Joseph Tobin nella dichiarazione rilanciata anche da Osservatore Romano e Vatican News. “I diritti sovrani delle nazioni all’autodeterminazione appaiono fin troppo fragili in un mondo di conflagrazioni sempre più grandi. Il bilanciamento tra l'interesse nazionale e il bene comune viene inquadrato in termini assolutamente polarizzati. Il ruolo morale del nostro Paese nell'affrontare il male in giro per il mondo, nel sostenere il diritto alla vita e la dignità umana e nel favorire la libertà religiosa sono tutti sotto esame. E la costruzione di un…
Tre cardinali statunitensi vicini a papa Leone XIV, gli arcivescovi di Washington, Chicago e Newark, hanno pubblicato un inusitato comunicato congiunto per criticare l’aggressiva politica estera di Donald Trump.
Venezuela, Ucraina, Groenlandia
“Gli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia hanno sollevato interrogativi fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace”, scrivono i cardinali Robert McElroy, Blase Cupich e Joseph Tobin nella dichiarazione rilanciata anche da Osservatore Romano e Vatican News. “I diritti sovrani delle nazioni all’autodeterminazione appaiono fin troppo fragili in un mondo di conflagrazioni sempre più grandi. Il bilanciamento tra l'interesse nazionale e il bene comune viene inquadrato in termini assolutamente polarizzati. Il ruolo morale del nostro Paese nell'affrontare il male in giro per il mondo, nel sostenere il diritto alla vita e la dignità umana e nel favorire la libertà religiosa sono tutti sotto esame. E la costruzione di una pace giusta e sostenibile, così cruciale per il benessere dell'umanità ora e in futuro, viene ridotta a categorie partigiane che incoraggiano polarizzazione e politiche distruttive”.
Il magistero di Leone XIV
"Nel 2026, gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e scottante sui fondamenti morali delle azioni americane nel mondo dalla fine della Guerra Fredda”, scrivono i tre porporati che, per esporre la propria presa di posizione, fanno riferimento al magistero di Leone XIV, e in particolare al recente discorso rivolto dal Papa al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede per gli auguri di inizio anno. “Papa Leone ci ha dato una direzione chiara e dobbiamo applicare i suoi insegnamenti alla condotta della nostra nazione e dei suoi leader”, spiega il cardinal Cupich, “non possiamo restare inerti mentre vengono prese decisioni che condannano milioni di persone a vivere intrappolate per sempre ai margini dell'esistenza”. La dottrina sociale cattolica, afferma il cardinale McElroy, “testimonia che quando l'interesse nazionale concepito in modo restrittivo esclude l'imperativo morale della solidarietà tra le nazioni e la dignità della persona umana, porta immense sofferenze al mondo e un assalto catastrofico alla pace giusta di cui beneficia ogni nazione e che rappresenta la volontà di Dio”. Bisogna “sottolineare la visione di papa Leone per relazioni giuste e pacifiche tra le nazioni”, dice da parte sua il cardinal Tobin, “altrimenti l'escalation di minacce e conflitti armati rischiano di distruggere le relazioni internazionali e di far sprofondare il mondo in sofferenze incalcolabili”.
“Una politica estera autenticamente morale”
I tre cardinali statunitensi citano in modo circostanziato la preoccupazione del Papa per l’indebolimento del multilateralismo, ma anche le sue critiche a aborto e eutanasia, l’appello per l’aiuto internazionale, le violazioni della libertà di coscienza e di religione. Il Papa “ci ha fornito una bussola etica duratura per definire il percorso della politica estera americana negli anni a venire”, affermano i cardinali arcivescovi di Washington, Chicago e Newark: “Come pastori e cittadini”, scrivono, “abbracciamo questa visione per l'istituzione di una politica estera autenticamente morale per la nostra nazione. Cerchiamo di costruire una pace veramente giusta e duratura, quella pace che Gesù ha proclamato nel Vangelo. Rinunciamo alla guerra come strumento per ristretti interessi nazionali e proclamiamo – affermano – che l'azione militare deve essere vista solo come ultima risorsa in situazioni estreme, non come un normale strumento di politica nazionale”. La politica estera, scrivono McElroy, Cupich e Newark, dovrebbe rispettare e promuovere “il diritto alla vita umana, la libertà religiosa e l'accrescimento della dignità umana in tutto il mondo, soprattutto attraverso l'assistenza economica. Il dibattito nazionale sul fondamento morale della politica americana è afflitto da polarizzazione, faziosità e ristretti interessi economici e sociali. Papa Leone ci ha fornito il prisma attraverso il quale elevarlo a un livello molto più alto. Nei prossimi mesi predicheremo, insegneremo e ci impegneremo per rendere possibile questo livello più alto”.