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Ad Adamuz tra chi cerca i dispersi dello scontro tra treni: “I morti potrebbero essere il doppio”

(reuters)

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Il bilancio delle vittime è salito a 40. Una bambina di 5 anni ha visto morire tutta la famiglia. E l’estrema destra di Vox soffia sul fuoco: “Tutta colpa del governo mafioso”.
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ADAMUZ (SPAGNA) – All’arrivo ad Adamuz, piccolo centro spagnolo di circa 4mila abitanti chiuso tra la Serra Morena e il fiume Guadalquivir, il silenzio è rotto soltanto dal rumore dei mezzi di soccorso che in fondo alla valle continuano senza sosta a operare per cercare nella “zona zero” i dispersi dell’incidente ferroviario che meno di 24 ore prima ha trasformato il placido comune andaluso, a pochi chilometri da Cordova, nel centro del mondo. Il tramonto rosa, le palme, gli ulivi e le arance cadute a terra dai tanti alberi che costeggiano le case bianche e basse contrastano con l’aria immobile e le insolite temperature rigide che hanno reso la notte di domenica ancora più drammatica.

(afp)

L’incidente di Adamuz

Una cartolina andalusa inedita che restituisce il groviglio di lamiere accartocciate di due treni ad alta velocità rimasti immobili dopo l’impatto: un convoglio, il treno della compagnia pri…

ADAMUZ (SPAGNA) – All’arrivo ad Adamuz, piccolo centro spagnolo di circa 4mila abitanti chiuso tra la Serra Morena e il fiume Guadalquivir, il silenzio è rotto soltanto dal rumore dei mezzi di soccorso che in fondo alla valle continuano senza sosta a operare per cercare nella “zona zero” i dispersi dell’incidente ferroviario che meno di 24 ore prima ha trasformato il placido comune andaluso, a pochi chilometri da Cordova, nel centro del mondo. Il tramonto rosa, le palme, gli ulivi e le arance cadute a terra dai tanti alberi che costeggiano le case bianche e basse contrastano con l’aria immobile e le insolite temperature rigide che hanno reso la notte di domenica ancora più drammatica.

(afp)

L’incidente di Adamuz

Una cartolina andalusa inedita che restituisce il groviglio di lamiere accartocciate di due treni ad alta velocità rimasti immobili dopo l’impatto: un convoglio, il treno della compagnia privata Iryo (partecipata da Fs International) partito da Malaga in direzione Madrid con circa 300 passeggeri a bordo è deragliato facendo crollare in appena 20 secondi gli ultimi vagoni su un treno Alvia, della compagnia nazionale spagnola Renfe, che viaggiava nella direzione opposta in direzione di Huelva con circa 100 passeggeri. Nell’impatto alcuni vagoni di quest’ultimo sono caduti in un terrapieno facendo un volo di circa 4 metri. Ed è qui che in questa seconda notte si concentrano i soccorsi con la speranza che quelli che si credono essere circa 30 dispersi non siano rimasti schiacciati. «Ci sono ancora zone opache a cui i tecnici non sono per ora riusciti ad avere accesso, e dove potrebbero ancora esserci delle vittime», ha spiegato arrivando ad Adamuz il governatore dell’Andalusia, Juanma Moreno.

Le vittime

Intanto il bilancio dei morti è salito a 40 mentre sono 43 i feriti, dei quali nove in gravi condizioni tra i quali anche un minore, che sono stati smistati tra gli ospedali della zona. A Cordova, nel centro civico Poniente, i familiari delle vittime sono assistiti dagli psicologi delle Croce Rossa e tra le storie di chi nell’impatto ha perso la vita emergono quelle del giornalista Oscar Toro e della fotoreporter María Clauss, una coppia sposata di Huelva, e e la famiglia della bambina di 6 anni che ha visto morire madre, padre, fratello 12enne e cugino. È uscita dalle lamiere miracolosamente, sulle sue gambe, come tanti altri passeggeri che fuori dai vagoni ribaltati, tra freddo, terrore e buio hanno trovato ad aspettarli decine di residenti di Adamuz diventati eroi per una notte.

«Quando abbiamo iniziato a sentire l’andirivieni delle sirene delle ambulanze, sui gruppi WhatsApp dei residenti hanno iniziato a circolare appelli. C’era chi chiedeva automobili e gruppi elettrogeni, chi diceva di portare cibo e stufe. Ci chiedevano di scendere in strada e non abbiamo esitato: io e mia madre siamo venute e abbiamo portato coperte e acqua. I feriti meno gravi venivano portati tutti qui», racconta la 30enne Marisol davanti a una montagna di materassi e coperte che sono rimasti impilati nel centro sociale. Ma è soprattutto la storia di Gonzalo Sanchez, 46 anni, venditore ambulante di biglietti della lotteria, a essere diventata paradigmatica del paese che si è fatto comunità al punto da ricevere i complimenti di re Felipe (che domani insieme alla regina Letizia sarà a Cordova). «Ero a casa e stavo per cenare, ho iniziato a sentire le sirene, leggere le notizie che arrivavano dai vicini e mi sono precipitato giù con il mio quad – racconta Gonzalo, posando vicino al suo mezzo ancora macchiato su un lato dal sangue della dozzina di feriti che ha trasportato facendo da sponda senza sosta – man mano che ci avvicinavamo vedevano morte e distruzione, c’erano un braccio a terra e una testa decapitata. Tiravo i passeggeri fuori dai vagoni, li caricavo sul quad e li portavo fino a dove arrivavano le ambulanze. Per quello che ho visto laggiù i morti potrebbero essere anche il doppio».

Le polemiche

Il sindaco di Adamuz, Rafael Ángel Moreno, loda il coraggio della sua gente, ha il volto stravolto, ieri è stato il primo ad arrivare subito dopo l’impatto definendo la «scena dantesca» ma ora non vuole raccontare quello che ha visto. «E’ troppo», dice. E glissa anche le domande sui dispersi e sull’inchiesta. Ora è il momento di completare i soccorsi e qui nessuno vuole polemiche anche se nel bar del paese c’è chi conferma le indiscrezioni fatte uscire da Reuters da fonti vicine alla commissione di inchiesta. «E’ vero, hanno trovato un giunto rotto. Qualcuno ha lavorato male», sentenzia Daniel nel tribunale improvvisato di Adamuz tra qualche birra di troppo. Eppure oggi qui sono arrivati sia il primo ministro Pedro Sánchez, dopo aver annullato la partecipazione a Davos e aver annunciato tre giorni di lutto nazionale, che il leader dell’opposizione Alberto Núñez Feijóo. Il messaggio è chiaro e condiviso: ora bisogna restare uniti nel dolore, la verità arriverà. Ma il tempo delle polemiche, come questa Spagna sempre più polarizzata ha dimostrato negli ultimi tempi, non tarderà ad arrivare. E qualcuno ha già cominciato: «Tutta colpa del governo mafioso», è la versione del leader dell’estrema destra di Vox Santiago Abascal.

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