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Starmer attacca Trump: “La sicurezza dell’Artico è una priorità per gli alleati Nato”

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Il premier britannico: “La Groenlandia appartiene solo alla Danimarca e alla Groenlandia”
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LONDRA - L'attacco di Donald Trump all'Europa è "completamente sbagliato". Keir Starmer unisce la propria voce a quella dei Paesi dell'Unione Europea, colpiti come la Gran Bretagna dall'aumento del 10 per cento dei dazi annunciato dal presidente americano come ritorsione per il simbolico invio di truppe in difesa della Groenlandia. In un discorso questa mattina a Downing Street e in una telefonata domenica sera al capo della Casa Bianca, il premier laburista compie una rara presa di distanze dal tycoon di Washington, con il quale ha finora sempre cercato di mantenere rapporti armoniosi, nonostante posizioni spesso differenti sull'Ucraina e sulla guerra di Gaza.

Nella conversazione telefonica di ieri, Starmer ha sottolineato che "la sicurezza nell'Artico è una priorità per tutti gli alleati della Nato al fine di proteggere gli interessi euro-atlantici" dalla minaccia di Russia e Cina. Ma ha aggiunto che "aumentare i dazi agli alleati degli Stati Uniti per garantire la sicurezza collett…

LONDRA - L'attacco di Donald Trump all'Europa è "completamente sbagliato". Keir Starmer unisce la propria voce a quella dei Paesi dell'Unione Europea, colpiti come la Gran Bretagna dall'aumento del 10 per cento dei dazi annunciato dal presidente americano come ritorsione per il simbolico invio di truppe in difesa della Groenlandia. In un discorso questa mattina a Downing Street e in una telefonata domenica sera al capo della Casa Bianca, il premier laburista compie una rara presa di distanze dal tycoon di Washington, con il quale ha finora sempre cercato di mantenere rapporti armoniosi, nonostante posizioni spesso differenti sull'Ucraina e sulla guerra di Gaza.

Nella conversazione telefonica di ieri, Starmer ha sottolineato che "la sicurezza nell'Artico è una priorità per tutti gli alleati della Nato al fine di proteggere gli interessi euro-atlantici" dalla minaccia di Russia e Cina. Ma ha aggiunto che "aumentare i dazi agli alleati degli Stati Uniti per garantire la sicurezza collettiva della Nato è un errore". Downing Street non ha fornito immediati dettagli sulla reazione di Trump, ma lascia intendere che una trattativa è possibile. Stamani il primo ministro britannico è tornato con forza sull'argomento, parlando in diretta tv dalla sua residenza ufficiale.

"La sicurezza dell'Artico va rafforzata nell'interesse d tutta la Nato, ma c'è un principio che non può essere messo da parte, ogni decisione sul futuro della Groenlandia appartiene soltanto alla Groenlandia e alla Danimarca, un nostro stretto alleato", ha insistito, dopo avere ricordato gli storici legami della cosiddetta "relazione speciale" fra Regno Unito e Stati Uniti, basata su cooperazione militare, nel campo dell'intelligence, della diplomazia ed economica. "Ogni altra strada è completamente sbagliata", ha osservato il premier. "Una guerra commerciale non è nell'interesse di nessuno. Questo è il motivo per cui ho parlato con Trump alla ricerca di una soluzione basata sul rispetto reciproco".

Essere alleati, ha concluso, "non vuol dire essere d'accordo sempre su tutto, ma lavorare insieme con calma e pragmatismo nell'interesse di tutti". Prima di parlare con Trump, domenica Starmer ha discusso al telefono la crisi fra Usa ed Europa anche con la premier danese Mette Frediksen, con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e con il segretario generale della Nato Mark Rutte.

Sull'argomento c'è totale unanimità fra governo e opposizione nel mondo politico di Londra. La ministra della Cultura Lisa Nandy ha ribadito la posizione governativa affermando che l'uso dei dazi da parte di Trump è "del tutto controproducente" e che serve "un dialogo fra adulti" per risolvere il problema, pur notando che il presidente americano ha l'abitudine di esprimere "opinioni molto forti" per "incoraggiare il dialogo", da cui risulta "un negoziato". È l'auspicio, espresso da vari commentatori inglesi, di poter trovare un compromesso sulla Groenlandia (aumentando la presenza militare americana, come del resto permesso da trattati esistenti, e coordinandola con un maggiore impegno di tutta la Nato), anziché scatenare una guerra commerciale che potrebbe segnare la fine dell'Alleanza Atlantica, con vantaggi soltanto per i suoi avversari.

Parole analoghe dal partito conservatore: "L'aumento dei dazi è sbagliato e controproducente", dice Priti Patel ministra degli Esteri nel governo ombra dell'opposizione. "Non credo che Trump finirà per annettere la Groenlandia", le fa eco il deputato Jeremy Hunt, "e un'invasione militare del territorio di un alleato della Nato significherebbe la fine dell'Allenza Atlantica, indebolendo l'America". Perfino Reform, il partito populista guidato da Nigel Farage, il più trumpiano dei politici britannici, critica la Casa Bianca: "L'obiettivo di proteggere meglio la Groenlandia è giusto, ma il modo in cui Trump vuole farlo è completamente sbagliato", commenta il vice leader Richard Tice . Ancora più duri i giornali, compresi quelli di destra, tradizionalmente più schierati con Washington, che definiscono le minacce di Trump "un ricatto", "gangsterismo", "un atto di guerra": qualcuno suggerisce addirittura a re Carlo di cancellare la propria prevista visita di stato negli Usa.

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