La Cina avrà una nuova ambasciata a Londra: il via libera del governo Starmer tra le polemiche
di Enrico FranceschiniLONDRA – La Cina avrà una mega ambasciata a due passi dal Tamigi. Dopo mesi di polemiche, dubbi e incertezze, il governo laburista britannico ha approvato stamane la costruzione della nuova sede diplomatica di Pechino a Londra. Sarà situata nell’ex-Zecca Reale, fra la City, lo storico quartiere della finanza, e la Tower of London, il castello in cui Enrico VIII rinchiuse Anna Bolena, una delle sue sei mogli. Avrà venti volte le dimensioni dell’ambasciata cinese odierna, diventando così la più grande ambasciata della Cina in Europa e una delle più grandi in assoluto nel mondo.
Perché Pechino vuole avere proprio in quel punto di Londra una rappresentanza diplomatica così grande? È questo il punto che fa discutere da tempo, suscitando numerose critiche al progetto. La Cina ha acquistato il terreno nel 2018 per 255 milioni di sterline (quasi 300 milioni di euro), insieme all’edificio che in passato ospitava la Royal Mint, la Zecca di stato britannica, quando al governo c’erano i conserva…
LONDRA – La Cina avrà una mega ambasciata a due passi dal Tamigi. Dopo mesi di polemiche, dubbi e incertezze, il governo laburista britannico ha approvato stamane la costruzione della nuova sede diplomatica di Pechino a Londra. Sarà situata nell’ex-Zecca Reale, fra la City, lo storico quartiere della finanza, e la Tower of London, il castello in cui Enrico VIII rinchiuse Anna Bolena, una delle sue sei mogli. Avrà venti volte le dimensioni dell’ambasciata cinese odierna, diventando così la più grande ambasciata della Cina in Europa e una delle più grandi in assoluto nel mondo.
Perché Pechino vuole avere proprio in quel punto di Londra una rappresentanza diplomatica così grande? È questo il punto che fa discutere da tempo, suscitando numerose critiche al progetto. La Cina ha acquistato il terreno nel 2018 per 255 milioni di sterline (quasi 300 milioni di euro), insieme all’edificio che in passato ospitava la Royal Mint, la Zecca di stato britannica, quando al governo c’erano i conservatori. Sulle prime non ci sono state obiezioni da parte delle autorità locali: l’investimento sembrava una conferma del boom edilizio della capitale. Gli interrogativi sono iniziati quando i diplomatici cinesi hanno sottoposto il mastodontico progetto. Anche perché, nel frattempo, i rapporti la Cina è apparsa assai più ostile e aggressiva nei confronti dell’Occidente.
I timori dello spionaggio
Un timore è che la mega ambasciata contenga al suo interno una prigione, per incarcerare i numerosi dissidenti di Hong Kong rifugiatisi nel Regno Unito. Un altro è che sia perfettamente posizionata per intercettare i cavi sotterranei da cui passano tutte le informazioni di banche e broker della vicina cittadella finanziaria. In generale c’è il sospetto che la nuova ambasciata serva allo scopo di ampliare lo spionaggio cinese in questo Paese, un’attività che secondo il controspionaggio britannico è già in rapido aumento.
All’ultimo giorno fissato per dare una risposta, oggi Downing Street ha dato via libera all’iniziativa. Fonti governative assicurano che tutti i servizi segreti britannici sono stati interpellati e coinvolti nella decisione, e hanno garantito contromisure per proteggere i dati dei cavi sotterranei o ogni altro possibile bersaglio delle spie cinese, elettroniche o in carne ed ossa: “Sono state predisposte varie cose per difendere la sicurezza nazionale”, dice il sottosegretario agli Esteri Seema Malhotra, senza specificare di cosa si tratta.
Il viaggio di Starmer a Pechino
Ma nel sì del primo ministro Keir Starmer ci sono anche altre ragioni. Il Regno Unito vuole allargare la propria ambasciata a Pechino: e la Cina non dava il permesso fino a quando non ne riceveva uno analogo per la sua sede diplomatica a Londra. Starmer, inoltre, stava cercando di organizzare un viaggio a Pechino, che sarebbe la prima visita di un premier britannico da otto anni (l’ultima ad andarci fu Theresa May nel 2018): la missione era condizionata alla questione dell’ambasciata cinese a Londra, dei cui ritardi Pechino si è molto lamentata. Adesso i portavoce di Starmer dicono che il viaggio si farà, probabilmente alla fine della prossima settimana.
Ed è un viaggio importantissimo per il leader laburista, che spera di trarne accordi benefici per l’economia del suo Paese e per il suo prestigio personale, entrambi zoppicanti. Ma l’approvazione della mega ambasciata rilancia le critiche dell’opposizione: “E’ un vergognoso atto di codardia da parte di un governo laburista totalmente privo di spina dorsale”, reagisce il conservatore James Cleverley, un ex-ministro degli Esteri. “E’ la prova del disperato desiderio di Starmer di essere benvoluto dalla Cina”. L’ambasciata insomma si farà, ma le polemiche non sono finite.