La voce di Nasrin Sotoudeh arriva come luce nella notte. La muraglia digitale costruita intorno all’Iran comincia a frantumarsi, nell’attesa che la rete torni a riconnettere un Paese intero. «Siamo stati sequestrati come nazione da un governo che pensa di avere il diritto di chiudere le arterie necessarie alla vita di un popolo», ci dice in una rara testimonianza da Teheran la donna che per molti…