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La guerra dello champagne: Trump moltiplica i dazi per vendicarsi di Macron

(afp)

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Il rifiuto francese di aderire al Board della pace scatena le ire della Casa Bianca. “Tariffe al 200%, così cambierà idea”. Poi pubblica i suoi messaggi privati
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NEW YORK – Comincia con la guerra dello champagne la missione di Donald Trump a Davos, ma potrebbe finire con uno scontro epocale all’interno della Nato, se il vertice d’emergenza sulla Groenlandia infilato nell’agenda all’ultimo minuto finisse senza una soluzione condivisa alla crisi per l’annessione dell’isola artica. Il tutto sullo sfondo del lancio del Board of Peace, che era nato come lo strumento per gestire l’accordo a Gaza ma nella mente del capo della Casa Bianca dovrebbe allargarsi fino a diventare una specie di Onu al servizio dei suoi ordini.

La lunga vigilia di Trump è cominciata nel cuore della notte, quando ha iniziato a pubblicare una raffica di messaggi sul suo social, inclusa un’immagine fatta con l’intelligenza artificiale in cui pianta la bandiera americana sul territorio della Groenlandia, nei suoi desideri parte degli Stati Uniti dall’anno 2026. Poi ha ingannato il rivale francese Macron, pubblicando un messaggio privato che gli aveva mandato: «Amico mio, siamo …

NEW YORK – Comincia con la guerra dello champagne la missione di Donald Trump a Davos, ma potrebbe finire con uno scontro epocale all’interno della Nato, se il vertice d’emergenza sulla Groenlandia infilato nell’agenda all’ultimo minuto finisse senza una soluzione condivisa alla crisi per l’annessione dell’isola artica. Il tutto sullo sfondo del lancio del Board of Peace, che era nato come lo strumento per gestire l’accordo a Gaza ma nella mente del capo della Casa Bianca dovrebbe allargarsi fino a diventare una specie di Onu al servizio dei suoi ordini.

La lunga vigilia di Trump è cominciata nel cuore della notte, quando ha iniziato a pubblicare una raffica di messaggi sul suo social, inclusa un’immagine fatta con l’intelligenza artificiale in cui pianta la bandiera americana sul territorio della Groenlandia, nei suoi desideri parte degli Stati Uniti dall’anno 2026. Poi ha ingannato il rivale francese Macron, pubblicando un messaggio privato che gli aveva mandato: «Amico mio, siamo in perfetta sintonia sulla Siria e possiamo fare grandi cose in Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia. Posso organizzare un vertice dei G7 subito dopo Davos e invitarti a cena giovedì a Parigi», aveva scritto il capo dell’Eliseo. Macron non intende entrare nel Board of Peace, che Trump lancerà domani in Svizzera, perché non vuole diventare un vassallo, perdendo il vantaggio del seggio permanente con potere di veto che ha nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Perciò Trump lo ha attaccato così: «Imporrò dazi del 200% sullo champagne, e vedrete che accetterà l’invito nel Board. Se non lo farà non importa, perché tanto è irrilevante e perderà le prossime elezioni».

Stesso trattamento per il segretario generale della Nato, Mark Rutte, che gli aveva mandato un altro messaggio privato allo scopo di sedurlo: «Signor Presidente, caro Donald. Quello che hai realizzato in Siria oggi è incredibile. Userò i miei impegni con i media a Davos per mettere in luce la tua opera qui, a Gaza e in Ucraina. Sono impegnato a trovare una via d’uscita sulla Groenlandia. Non vedo l’ora di incontrarti. Tuo, Mark». A lui è andata relativamente meglio, perché poi Trump ha rivelato di aver accettato di tenere un incontro in Svizzera sul futuro del territorio artico. Il suo inviato per i commerci, Jamieson Greer, ha aperto uno spiraglio, ammettendo che l’offensiva retorica potrebbe creare lo spazio per un accordo.

Macron invece non l’ha presa bene, e da Davos a ha sferrato un duro attacco al collega-rivale: «È uno spostamento verso un mondo senza regole. Dove il diritto internazionale viene calpestato, l’unica legge che sembra contare è quella dei più forti, e le ambizioni imperiali stanno riemergendo».

Qualche ora dopo, in una conferenza stampa fiume dedicata in larga parte a rivendicare i successi del suo primo anno alla Casa Bianca in tema di lotta alla criminalità ed economia, Trump ha risposto che non ci sarà un G7: «Incontrare Macron è inutile, perché non resterà presidente a lungo».

Alla domanda su fino a dove è intenzionato a spingersi per prendere la Groenlandia, il presidente americano ha risposto così: «Lo scoprirete». Però ha negato di voler distruggere la Nato: «Succederà qualcosa di molto buono per tutti, che farà felici noi e la Nato. Ci serve per la sicurezza». Il suo Board of Peace, invece, potrebbe veramente ambire a rimpiazzare le Nazioni Unite: questo perché, sostiene Trump, l’Onu, è un organismo che «avrebbe grandi potenzialità, ma non le ha realizzate». Infine, il tycoon si è soffermato sul confronto-scontro con Teheran: l’opzione militare sull’Iran, ha detto, resta sul tavolo. Concludendo con la certezza di avere una missione messianica da svolgere: «Dio è orgoglioso di me».

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