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Trump celebra il primo anno con le foto dei migranti arrestati

(reuters)

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Nella conferenza stampa alla Casa Bianca rivendica la linea dura, ma ammette che in alcuni casi possono esserci stati errori dell’Ice
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NEW YORK – Pensa che «Dio sia molto orgoglioso» di quello che ha fatto nel suo primo anno del secondo mandato da presidente degli Stati Uniti. Donald Trump lo ha detto, rispondendo a una domanda, dopo aver parlato per un’ora e mezzo alla Casa Bianca, aver magnificato i suoi successi e lanciato un nuovo duro attacco contro gli immigrati. Tornando alla tradizione del suo primo mandato, quando si presentava ogni giorno in conferenza stampa, Trump ha incontrato i giornalisti là dove avrebbe dovuto parlare la sua portavoce, Karoline Leavitt, ma lo ha fatto con un’aggressività diversa.

Il presidente ha cominciato mostrando foto segnaletiche di immigrati, definendoli «criminali»,«membri di gang», «stupratori», e «tra i peggiori del mondo», per poi attaccare gli attivisti che ogni giorno protestano contro i raid dell’Ice e del Border Patrol, le agenzie federali dell’immigrazione. «Questi sono i criminali che qualcuno vuole difendere», ha aggiunto. Per la prima volta Trump ha ammesso che qual…

NEW YORK – Pensa che «Dio sia molto orgoglioso» di quello che ha fatto nel suo primo anno del secondo mandato da presidente degli Stati Uniti. Donald Trump lo ha detto, rispondendo a una domanda, dopo aver parlato per un’ora e mezzo alla Casa Bianca, aver magnificato i suoi successi e lanciato un nuovo duro attacco contro gli immigrati. Tornando alla tradizione del suo primo mandato, quando si presentava ogni giorno in conferenza stampa, Trump ha incontrato i giornalisti là dove avrebbe dovuto parlare la sua portavoce, Karoline Leavitt, ma lo ha fatto con un’aggressività diversa.

Il presidente ha cominciato mostrando foto segnaletiche di immigrati, definendoli «criminali»,«membri di gang», «stupratori», e «tra i peggiori del mondo», per poi attaccare gli attivisti che ogni giorno protestano contro i raid dell’Ice e del Border Patrol, le agenzie federali dell’immigrazione. «Questi sono i criminali che qualcuno vuole difendere», ha aggiunto. Per la prima volta Trump ha ammesso che qualche errore è stato commesso. «A volte gli agenti sono andati forse un po’ giù duri, forse qualche sbaglio può essere stato fatto, ma succede», ha detto. Il presidente ha anche parlato della morte di Renee Good, la donna uccisa a Minneapolis da un agente dell’Ice, che le ha sparato a sangue freddo. «Uno può sentirsi male per quella cosa, tra l’altro il padre è, spero lo sia ancora, un tremendo sostenitore di Trump, mi amava molto, è stato terribile», ha commentato. Poi è tornato a parlare di «agitatori professionisti», a insultare la Somalia, di cui ha detto «non è neppure un Paese, non hanno nulla che assomigli a un Paese. E se lo è, è considerato il peggiore al mondo». Per poi attaccare di nuovo il Minnesota, dove c’è la maggiore comunità somala, parlando di «oltre diecimila criminali».

L’uomo di mezza età portato via in mutande nella neve, con addosso la coperta su cui dormiva poco prima il nipote di 4 anni, non rientra nell’identikit del criminale evocato da Trump: è ChongLy Scott Thao, 56 anni, arrivato in Usa dal Laos a 4 anni e diventato cittadino americano nel ’91. Non ha precedenti penali. La sua storia è diventa virale perché è stato arrestato in modo brutale dagli agenti, che lo hanno portato via da casa a St. Paul, città gemella di Minneapolis, trascinato seminudo nella neve, con le sole Crocs ai piedi, per poi essere rilasciato un’ora dopo, senza neanche chiedergli scusa.

Sarà probabilmente uno degli “errori” dell’Ice. Ma il Minnesota sta reagendo. Gli attivisti hanno risposto finora non con la violenza, ma lanciando acqua che trasforma le strade dei raid in piste di ghiaccio. Mentre in migliaia hanno risposto all’appello della chiesa locale e si sono offerti volontari per portare la spesa a casa delle famiglie di immigrati che temono di finire nelle retate dell’Ice. «Quello che sta succedendo - ha ammesso al New York Times Sergio Amezcua, pastore della chiesa cristiana Dios Habla Hoy - è letteralmente razzismo in nome del patriottismo, e lo dice un conservatore. Mi sento tradito da Trump».

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