LONDRA – “Cam caminì, cam caminì, spazzacamin, allegro e felice pensieri non ho”. I versi mielosi cantati dall’attore Dick Van Dyke in Mary Poppins, il film del 1964 diventato un classico, evocano la Londra vittoriana: uomini dalla faccia sporca, case riscaldate da un fuoco scoppiettante e cielo inquinato. Dopo il Grande Smog del 1952, una catastrofe ambientale che avvolse per giorni la città in una nube di fumo maleodorante, causando fra 4 mila e 12 mila morti per malattie respiratorie, una legge considerata la pietra miliare del movimento ambientalista limitò le emissioni nocive derivanti da impianti di riscaldamento e produzione di energia elettrica, spingendo la maggioranza di fabbriche e abitazioni private a passare dal carbone e dalla legna al gas. Il mestiere di spazzacamino sembrava consegnato alla storia: come quello di maniscalco per mettere i ferri ai cavalli. Ma basta alzare gli occhi verso i tetti delle tipiche case di tre o quattro piani della capitale britannica, molte …
LONDRA – “Cam caminì, cam caminì, spazzacamin, allegro e felice pensieri non ho”. I versi mielosi cantati dall’attore Dick Van Dyke in Mary Poppins, il film del 1964 diventato un classico, evocano la Londra vittoriana: uomini dalla faccia sporca, case riscaldate da un fuoco scoppiettante e cielo inquinato. Dopo il Grande Smog del 1952, una catastrofe ambientale che avvolse per giorni la città in una nube di fumo maleodorante, causando fra 4 mila e 12 mila morti per malattie respiratorie, una legge considerata la pietra miliare del movimento ambientalista limitò le emissioni nocive derivanti da impianti di riscaldamento e produzione di energia elettrica, spingendo la maggioranza di fabbriche e abitazioni private a passare dal carbone e dalla legna al gas. Il mestiere di spazzacamino sembrava consegnato alla storia: come quello di maniscalco per mettere i ferri ai cavalli. Ma basta alzare gli occhi verso i tetti delle tipiche case di tre o quattro piani della capitale britannica, molte delle quali vecchie di cento o duecento anni, per vedere che i camini sono ancora al loro posto. E ultimamente alcuni hanno ripreso a funzionare, generando un revival del lavoro necessario a tenerli puliti.
I nuovi strumenti
La National Association of Chimney Sweeps, che nel 2021 annoverava 590 spazzacamini, oggi ne ha 750. Nei mesi invernali, ognuno riceve da 70 a 80 chiamate al giorno per pulire camini. Naturalmente la pulizia non avviene più come un tempo, quando per arrampicarsi negli stretti condotti venivano utilizzati i bambini, per lo più orfani, non pochi dei quali persero la vita rimanendo bloccati o soffocati nel camino. Ora si utilizzano potenti aspirapolvere, coadiuvati da droni, anche se la scopa è pur sempre un elemento insostituibile. E fra gli apprendisti spazzacamini si moltiplicano le donne. “Il mio bisnonno non crederebbe ai suoi occhi”, dice Josh Firkins, la cui compagnia di spazzacamini si tramanda da quattro generazioni, interpellato dal New York Times che dedica un ampio servizio al fenomeno.
Le ragioni
Il ritorno degli spazzacamini a Londra, scrive il quotidiano americano, ha tre motivazioni. Una è l’aumento delle bollette del gas. La seconda è la popolarità di moderne stufe a legna. E la terza è il timore che, nell’incerta situazione internazionale, le forniture di energia elettrica possano essere interrotte dall’attacco di uno stato ostile, come la Russia. Contribuisce alla tendenza l’evoluzione tecnologica di stufe e carburanti che non producono fumo, dunque inquinano meno: sebbene una certa quantità di fuliggine venga comunque prodotta.
“C’è indubbiamente un aumento della domanda di spazzacamini”, afferma Martin Glynn, presidente dell’associazione di categoria. “La gente riapre i caminetti, perlomeno per avere la possibilità di riscaldarsi e cucinare con il fuoco, se manca l’elettricità”. Altri sottolineano il piacere psicologico di sedersi davanti a un caminetto scoppiettante. Ma per quest’ultimo esiste l’alternativa: sintonizzarsi su Netflix e scegliere fra una decina di caminetti digitali, in cui la legna arde e scoppietta quanto si vuole, senza inquinare l’atmosfera. E senza bisogno di chiamare lo spazzacamino.