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Processo contro i tabloid, Harry si commuove difendendo Meghan

(afp)

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Il figlio di re Carlo racconta come i paparazzi abbiano rovinato la vita a sua moglie: “Voglio scuse pubbliche”
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LONDRA – «I tabloid hanno assolutamente… rovinato la vita a Meghan». Tra l’inizio e la fine della frase, la voce di Harry si è spezzata. Il momento di commozione, in cui è andato vicino alle lacrime, è stato il clou della sua deposizione di ieri al processo intentato dal principe e da un’altra mezza dozzina di accusatori contro l’Associated Newspapers, la casa editrice proprietaria del Daily Mail, il più ultraconservatore e più popolare quotidiano britannico. Definendo l’assedio a cui lo hanno sottoposto i giornali come «un’esperienza orribile per la mia famiglia», il figlio minore di re Carlo ha concluso così la sua testimonianza: «Tutto quello che voglio è ricevere scuse pubbliche e un’ammissione di responsabilità».

Il processo, che si è aperto a Londra lunedì e potrebbe durare più di due mesi, verte sull’accusa di intercettazioni illecite e intrusioni di detective al servizio dei cronisti per ottenere gossip su Harry e Meghan nel corso di due decenni, prima che la coppia decidesse…

LONDRA – «I tabloid hanno assolutamente… rovinato la vita a Meghan». Tra l’inizio e la fine della frase, la voce di Harry si è spezzata. Il momento di commozione, in cui è andato vicino alle lacrime, è stato il clou della sua deposizione di ieri al processo intentato dal principe e da un’altra mezza dozzina di accusatori contro l’Associated Newspapers, la casa editrice proprietaria del Daily Mail, il più ultraconservatore e più popolare quotidiano britannico. Definendo l’assedio a cui lo hanno sottoposto i giornali come «un’esperienza orribile per la mia famiglia», il figlio minore di re Carlo ha concluso così la sua testimonianza: «Tutto quello che voglio è ricevere scuse pubbliche e un’ammissione di responsabilità».

Il processo, che si è aperto a Londra lunedì e potrebbe durare più di due mesi, verte sull’accusa di intercettazioni illecite e intrusioni di detective al servizio dei cronisti per ottenere gossip su Harry e Meghan nel corso di due decenni, prima che la coppia decidesse di andare a stabilirsi in California, dove vivono dal 2020 insieme ai loro due bambini. È il terzo atto della campagna del principe contro i tabloid, da lui (e pure dal fratello maggiore William) ritenuti almeno parzialmente responsabili dell’incidente d’auto del 1997 a Parigi in cui perse la vita sua madre, la principessa Diana. Nel primo procedimento, nel 2023, Harry ha ottenuto un indennizzo di 140 mila sterline dal Mirror.

Nel secondo, lo scorso anno, Rupert Murdoch, editore del Sun, ha pagato una «cospicua somma» e pubblicato un messaggio di scuse nell’ambito di un accordo extragiudiziario concordato per evitare il rischio di una pena più grave. Ora, nella battaglia contro il Mail, il principe non è solo: al suo fianco, con accuse simili nei confronti del tabloid, ci sono il cantante Elton John, le attrici Elizabeth Hurley e Sadie Frost, l’ex deputato liberaldemocratico Simon Hughes e la madre di Stephen Lawrence, un ragazzo nero inglese assassinato in una aggressione razzista che sconvolse il Regno Unito. I giornalisti del Mail, afferma l’accusa, avevano messo i microfoni perfino a lei.

«Reporter e paparazzi ci seguivano ovunque, sembravano stalker», ha testimoniato Harry, descrivendo come «estremamente crudele» la decisione di pubblicare dettagli delle «discussioni confidenziali» con la sua famiglia dopo che una foto di Diana morente era apparsa sulla stampa italiana. Durante l’interrogatorio, un paio di volte il giudice dell’Alta Corte lo ha invitato a limitarsi a «rispondere alle domande» degli avvocati, invece di fare un’arringa. E poi, parlando di Meghan, il principe si è emozionato.

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