NEW YORK – Dopo il Venezuela, Cuba. L’amministrazione americana sta cercando all’Avana persone interne al governo cubano in grado di raggiungere un accordo per estromettere la leadership comunista entro fine anno. La storia, rivelata dal Wall Street Journal, indica anche la presenza di gole profonde a Washington, pronte a svelare i piani di Donald Trump, forse per aumentare la pressione psicologica sull’Avana o forse per sabotare il piano americano. Il governo cubano è ancora controllato da Raúl Castro, 94 anni, fratello minore di Fidel, mentre il presidente Miguel Díaz-Canel, 65, gestisce gli affari interni.
«Non è possibile alcuna resa o capitolazione basata sulla coercizione o sull’intimidazione», ha dichiarato Díaz-Canel, in divisa militare, durante una commemorazione degli agenti cubani della security di Nicolás Maduro uccisi durante il blitz americano del 3 gennaio.
Dopo il raid ,Trump…
NEW YORK – Dopo il Venezuela, Cuba. L’amministrazione americana sta cercando all’Avana persone interne al governo cubano in grado di raggiungere un accordo per estromettere la leadership comunista entro fine anno. La storia, rivelata dal Wall Street Journal, indica anche la presenza di gole profonde a Washington, pronte a svelare i piani di Donald Trump, forse per aumentare la pressione psicologica sull’Avana o forse per sabotare il piano americano. Il governo cubano è ancora controllato da Raúl Castro, 94 anni, fratello minore di Fidel, mentre il presidente Miguel Díaz-Canel, 65, gestisce gli affari interni.
«Non è possibile alcuna resa o capitolazione basata sulla coercizione o sull’intimidazione», ha dichiarato Díaz-Canel, in divisa militare, durante una commemorazione degli agenti cubani della security di Nicolás Maduro uccisi durante il blitz americano del 3 gennaio.
Dopo il raid ,Trump aveva avvertito Cuba, dicendo che il Paese sarebbe stato il prossimo bersaglio. Quella dichiarazione aveva fatto scattare il conto alla rovescia. L’11 gennaio, con un post pubblicato sui social, Trump aveva lanciato un nuovo avvertimento all’Avana: «Suggerisco che facciano un accordo. Prima che sia troppo tardi». «Non ci saranno più petrolio o soldi» destinati a Cuba, aveva aggiunto.