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Il segretario al Commercio Usa Lutnick: “La Groenlandia resta una questione di sicurezza nazionale”

Il ministro di Trump nega una marcia indietro da parte americana: “C’è una cornice, ora gli europei devono trattare”
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DAVOS – Intercettiamo il segretario al Commercio americano, Howard Lutnick, su un divanetto del World economic forum, di prima mattina. Nei giorni di Davos, e della crisi transatlantica sulla Groenlandia, la sua è stata una delle voci più aggressive dell’amministrazione contro l’Europa. Ma poi Trump è arrivato e ha fatto marcia indietro: niente dazi, e una cornice di accordo nell’ambito della Nato. Il solito Taco, hanno detto molti, la mossa del pollo.

Segretario Lutnick, perché Trump ha cambiato idea?

«Avete ascoltato cosa ha detto il presidente?».

Qui a Davos ha ripetuto che vuole acquisire la Groenlandia. Invece ora sembra accettare una soluzione diversa.

«Il punto è la sicurezza nazionale».

Non lo sfruttamento delle terre rare?

«Ripeto: sicurezza nazionale».

(afp)

Ora come procederà la trattativa?

«C’è un framework (una cornice, ndr) e la Nato la sottoporrà a tutti i suoi membri, compresi i Paesi europei, che poi potranno venire a negoziare con noi. Ora dovete fare la domanda ai vostri leader».

L’ipotesi di imporre dazi sui Paesi che non si accorderanno con voi è ancora sul tavolo?

«Nulla è sul tavolo e nulla è fuori dal tavolo. C’è una cornice».

Il suo attacco all’Europa, alla cena riservata del World economic forum, ha creato un bel trambusto. La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha addirittura lasciato la sala.

«C’è stata una sola persona che ha fischiato. Sa chi? Al Gore (l’ex vicepresidente democratico ai tempi di Bill Clinton, ndr). E nessuno ha lasciato la sala mentre parlavo. Io ho fatto un discorso di tre minuti e ho ripetuto le stesse cose che avevo già scritto in un articolo per il Financial Times».

Aveva scritto che siete qui per mostrare a tutti che c’è un nuovo sceriffo nella città del capitalismo: Donald Trump. Aggressivo, no?

«Vale quello che ho scritto».

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