LEOPOLI – Si scivola sulle strade ghiacciate «ma a casa mia è peggio», dice una signora fendendo il nevischio fine che spruzza Leopoli: «Siamo in tanti a non avere la luce». L’Ucraina negozia con i missili alla tempia, con l’incubo di un grande attacco — ritenuto imminente — all’energia superstite. Mentre la sua delegazione è negli Emirati a vedersela con russi e americani che pretendono la resa del Donbass, il segretario della Commissione parlamentare sicurezza, Kostenko, rileva «tutti i segnali preparatori di un nuovo possibile attacco missilistico massiccio nella notte».
Non è un’allerta isolata: «Tra sabato a lunedì» i russi «hanno in programma di distruggere completamente l’intero sistema energetico di Kiev e della regione, causando un blackout totale e il gelo: secondo le nostre fonti — dice un seguito canale Telegram — è previsto un attacco combinato con l’aviazione strategica, missili balistici» e anche «l’Oreshnik dal poligono di Kapustin Yar».
Il ministero degli Interni…
LEOPOLI – Si scivola sulle strade ghiacciate «ma a casa mia è peggio», dice una signora fendendo il nevischio fine che spruzza Leopoli: «Siamo in tanti a non avere la luce». L’Ucraina negozia con i missili alla tempia, con l’incubo di un grande attacco — ritenuto imminente — all’energia superstite. Mentre la sua delegazione è negli Emirati a vedersela con russi e americani che pretendono la resa del Donbass, il segretario della Commissione parlamentare sicurezza, Kostenko, rileva «tutti i segnali preparatori di un nuovo possibile attacco missilistico massiccio nella notte».
Non è un’allerta isolata: «Tra sabato a lunedì» i russi «hanno in programma di distruggere completamente l’intero sistema energetico di Kiev e della regione, causando un blackout totale e il gelo: secondo le nostre fonti — dice un seguito canale Telegram — è previsto un attacco combinato con l’aviazione strategica, missili balistici» e anche «l’Oreshnik dal poligono di Kapustin Yar».
Il ministero degli Interni ucraino diffonde il decalogo per sopravvivere: «Consigliamo una scorta per 3-5 giorni di acqua potabile e non, prodotti per la conservazione a lungo termine e medicinali. Preparate una valigia con documenti, vestiti caldi, un kit di pronto soccorso, prodotti per il riscaldamento, per l’igiene e denaro contante. Controllare la carica delle fonti di energia aggiuntive, le condizioni dell’auto e la disponibilità di carburante». Senza dimenticare «una scorta di cibo» per gli animaletti di casa.
La pace, le trattative, devono essere nascoste dietro nuvole gonfie di neve, da qui giù non si vedono: «Non cercare di riscaldare l’intero appartamento: rimani in una sola stanza, la più piccola. Vesti a strati e fai leggera attività fisica», suggerisce il ministero agli ucraini.
Per la seconda notte di fila gli allarmi sul tentativo di completare la distruzione della rete elettrica ucraina si affiancano a ondate di droni. I Mig russi si alzano in volo, minacciano di lanciare i Kinzhal e poi tornano a terra. Almeno così hanno fatto questi, i prossimi chissà: sono manovre volute, messaggi spediti da Mosca ai nervi tesi degli ucraini.
Mezzo Paese è al buio, e si campa con la certezza che «la situazione è estremamente difficile, ma potrebbe peggiorare». Sono parole di ieri del sindaco di Kiev, Vitali Klitschko: «Fate scorta di cibo, acqua e medicinali — esorta — e se avete ancora la possibilità di lasciare la città, non scartatela». I movimenti dei bombardieri Tu-95MS e Tu-22M sono stati letti dai siti di monitoraggio che ipotizzano le possibili direzioni di attacco: hanno avvertito i residenti di Kiev e delle regioni occidentali, «in particolare Leopoli, Ternopil e Ivano-Frankivsk». Sono arrivate anche nuove batterie di Iskander-M per la 26a Brigata russa di stanza nella regione di Kursk.
Il terrore, l’emergenza. I trasformatori esplodono tra le scintille quando si riaccende la luce dopo un distacco, e persino andare in bagno, con gli scarichi esplosi, in tanti condomini è impossibile. La gente esasperata scende in strada a protestare: a Kiev l’ex allenatore della Dinamo Oleksiy Mykhailychenko ha spedito l’idraulico condominiale in ospedale con lesioni, e nella regione di Vinnytsia un gruppo di manifestanti ha picchiato un elettricista. Per motivare i manutentori, il presidente Zelensky ieri ha promesso un’indennità di 500 euro «per ogni mese di lavori di ripristino». la situazione è già limite, un nuovo attacco sarebbe fatale. Il ministro dell’Energia Shmyhal dice che giovedì la rete elettrica ucraina ha vissuto la sua giornata peggiore dal blackout del novembre 2022. Stanislav Ignatiev, dell’Istituto ucraino del Futuro, avverte che «anche a guerra finirà dovremo vivere coi generatori per 3 o 5 anni. Le centrali non si riprendono rapidamente». «Andiamo verso una catastrofe umanitaria: abbiamo bisogno di fermare subito gli attacchi al settore energetico», dice il direttore di Dtek, Maxim Timchenko. Ma a notte inoltrata, ecco nuove nuvole di droni verso Kiev.