La “remuntada” di Macron: la battaglia anti-Trump (e gli occhiali) fanno volare il presidente
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Emmanuel Macron gode di una ritrovata popolarità in patria grazie alla battaglia contro quella che in Francia viene percepita come l’arroganza trumpiana. Il presidente sarà anche privo di una maggioranza all’Assemblée nationale e ormai nell’ultimo tratto del suo secondo mandato, come ha sottolineato con sarcasmo Donald Trump, ma proprio per questo ha scelto di investire ancora di più sul terreno internazionale. E in particolare si è messo alla guida del fronte che esprime la risposta più dura alle pressioni provenienti da Washington.
Negli ultimi giorni Macron ha evocato apertamente il possibile ricorso allo strumento anti-coercizione dell’Unione europea, il “bazooka” commerciale pensato per rispondere alle intimidazioni economiche. E si è smarcato dal “Board of Peace”, la nuova iniziativa trumpiana presentata a Davos come alternativa di fatto al multilateralismo delle Nazioni Unite, su cui diversi alleati occidentali hanno scelto di non salire. Il culmine è arrivato proprio …
PARIGI – Emmanuel Macron gode di una ritrovata popolarità in patria grazie alla battaglia contro quella che in Francia viene percepita come l’arroganza trumpiana. Il presidente sarà anche privo di una maggioranza all’Assemblée nationale e ormai nell’ultimo tratto del suo secondo mandato, come ha sottolineato con sarcasmo Donald Trump, ma proprio per questo ha scelto di investire ancora di più sul terreno internazionale. E in particolare si è messo alla guida del fronte che esprime la risposta più dura alle pressioni provenienti da Washington.
Negli ultimi giorni Macron ha evocato apertamente il possibile ricorso allo strumento anti-coercizione dell’Unione europea, il “bazooka” commerciale pensato per rispondere alle intimidazioni economiche. E si è smarcato dal “Board of Peace”, la nuova iniziativa trumpiana presentata a Davos come alternativa di fatto al multilateralismo delle Nazioni Unite, su cui diversi alleati occidentali hanno scelto di non salire. Il culmine è arrivato proprio a Davos, poche ore prima dell’arrivo del leader Usa. «Trump vuole un’Europa vassalla, preferiamo il rispetto ai bulli», ha detto Macron, denunciando la “legge del più forte” e il ritorno di ambizioni che a Parigi vengono lette come imperialiste. Nel frattempo Trump ha pubblicato messaggi privati scambiati con l’inquilino dell’Eliseo, accompagnandoli alla minaccia di tariffe fino al 200 per cento su vini e champagne francesi.
«Non lasciamoci impressionare» ha commentato Macron, rivendicando la linea della fermezza e chiedendo agli europei di non farsi intimidire. Se tra i leader Ue molti sono più prudenti rispetto al presidente americano, l'approccio di Macron ha conquistato un sostegno unanime e trasversale in patria, opposizioni comprese, e lo ha riallineato a un’opinione pubblica molto critica verso la Casa Bianca. All’Eliseo raccontano di aver ricevuto decine di messaggi di approvazione da francesi che dicono di non voler piegarsi al “bullo” Trump, ma anche da cittadini americani in dissenso con l’attuale presidente Usa. È un dettaglio che la presidenza valorizza come prova di un consenso che oltrepassa i confini e che, almeno sul piano simbolico, legittima l’idea di alzare la voce.
Nel suo piccolo, persino l’episodio degli occhiali da sole indossati da Macron per ragioni mediche si è trasformato in un fenomeno pop. Le immagini del presidente con gli Aviator della Maison Henry Jullien hanno fatto impennare l’interesse per il modello e, a cascata, il titolo della società italiana iVision Tech, proprietaria del marchio francese, è arrivato a guadagnare circa il 65 per cento in pochi giorni.
Sul fronte interno, l’Eliseo ha incassato anche una tregua. Il governo di Sébastien Lecornu ha infatti superato due mozioni di sfiducia legate alla Finanziaria 2026, passaggio decisivo per evitare l’ennesimo terremoto parlamentare e per chiudere una fase di instabilità che aveva già fatto cadere altri esecutivi sul nodo della manovra. Per Macron è ossigeno in un anno che è l’ultimo pieno prima del 2027, quando scadrà il suo secondo mandato. A Parigi molti leggono già queste mosse come l’inizio della partita successiva, quella del dopo-Eliseo.