“In Iran 30mila morti nei primi due giorni di proteste. Khamenei ordinò il massacro”
di Fabio TonacciUn massacro dieci volte più grave di quanto le autorità di Tehran stanno ammettendo. Secondo la rivista statunitense Time, che ha parlato con due alti funzionari del ministero della Salute iraniano, l’8 e il 9 gennaio le forze di sicurezza hanno ucciso più di 30 mila civili durante le proteste antigovernative. I corpi a terra erano talmente tanti che le scorte di sacche mortuarie sono esaurite in fretta e le ambulanze sono state sostituite da camion a diciotto ruote.
A conferma che la strage va ben oltre le 3.104 vittime riferite dal regime ci sono i report dei servizi segreti occidentali, basati sulle testimonianze degli agenti sotto copertura. E per il media di opposizione Iran International gli uccisi superano i 36.500, come stabilirebbero dei dossier dell’intelligence dei pasdaran. In particolare, la mattanza dell’8 gennaio viene descritta «di portata inimmaginabile», una delle più cruente dell’epoca moderna. Time la paragona all’eccidio di Babij Jar nel 1941, quando i nazisti tru…
Un massacro dieci volte più grave di quanto le autorità di Tehran stanno ammettendo. Secondo la rivista statunitense Time, che ha parlato con due alti funzionari del ministero della Salute iraniano, l’8 e il 9 gennaio le forze di sicurezza hanno ucciso più di 30 mila civili durante le proteste antigovernative. I corpi a terra erano talmente tanti che le scorte di sacche mortuarie sono esaurite in fretta e le ambulanze sono state sostituite da camion a diciotto ruote.
A conferma che la strage va ben oltre le 3.104 vittime riferite dal regime ci sono i report dei servizi segreti occidentali, basati sulle testimonianze degli agenti sotto copertura. E per il media di opposizione Iran International gli uccisi superano i 36.500, come stabilirebbero dei dossier dell’intelligence dei pasdaran. In particolare, la mattanza dell’8 gennaio viene descritta «di portata inimmaginabile», una delle più cruente dell’epoca moderna. Time la paragona all’eccidio di Babij Jar nel 1941, quando i nazisti trucidarono 33mila ebrei ucraini.
«Una grande bugia in stile Hitler», replica però il governo iraniano attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei.
In realtà quella la cifra risulta anche ai dottori e ai primi soccorritori. Secondo il chirurgo Amir Parasta, iraniano con passaporto tedesco, il numero dei morti registrato negli ospedali è 30.304 e non include né le vittime arrivate negli ospedali militari né i decessi nelle località periferiche. Inoltre il New York Times scrive che il 9 gennaio è stato Ali Khamenei in persona a ordinare alle forze di sicurezza di «sopprimere» le manifestazioni di massa «con ogni mezzo necessario». Alla polizia sarebbe stata data l’indicazione di «sparare per uccidere senza mostrare pietà».
L’aiuto in arrivo promesso da Donald Trump, come si sa, non è mai giunto a destinazione, tuttavia le parole del tycoon tengono in tensione il Medio Oriente. «La guerra può scoppiare da un momento all’altro», afferma Salar Velayatmadar, membro della Commissione per la Sicurezza nazionale del parlamento iraniano. La preoccupazione si è diffusa anche in Israele perché si teme che la Guida Suprema decida di anticipare una eventuale mossa militare americana attaccando lo Stato ebraico. Sabato sera, per organizzare il coordinamento difensivo, si è tenuto un vertice a Tel Aviv tra il capo del Comando centrale statunitense Brad Cooper e il Capo di Stato maggiore israeliano Eyal Zamir.
Intanto il governo Usa sta trasferendo soldati e mezzi: una portaerei, 6 navi da guerra, 2 sottomarini, oltre cento aerei da combattimento, decine di aerei di rifornimento e di intelligence, sistemi di intercettazione di missili balistici. Le guardie rivoluzionarie iraniane hanno pubblicato sui social una foto della portaerei Uss Abraham Lincoln con un annuncio: «Non vi avvicinate alle acque iraniane».