Esteri

Obama e la rivolta dem dopo la morte di Pretti: “Campanello d’allarme per ogni americano”

Obama e la rivolta dem dopo la morte di Pretti: “Campanello d’allarme per ogni americano”
(reuters)

L’ex presidente denuncia “l’attacco ai valori Usa”. Critiche anche dal repubblicano Scott del Vermont: “Inaccettabile”

L'ascolto è riservato agli abbonati premium

1 minuti di lettura

Barack Obama chiama a raccolta i democratici: «I nostri valori fondamentali sono sempre più sotto attacco. Dovere di ogni cittadino è opporsi all’ingiustizia, proteggere le libertà fondamentali, chiedere conto al governo», ha infatti scritto ieri in una dichiarazione dove definiva la morte di Alex Pretti «tragedia straziante». Accusando pure l’amministrazione Trump, di essere «ansiosa di aggravare la situazione». Riferimento alle parole incendiarie pronunciate poco prima dal vicepresidente JD Vance: che ha definito «caos pianificato» l’incidente che ha portato alla morte dell’infermiere di Minneapolis. «Agitatori di estrema sinistra in collaborazione con le autorità locali hanno creato le condizioni dello scontro tra Pretti e gli agenti dell’Ice», ha infatti accusato il numero due della Casa Bianca, che pure, pochi giorni fa aveva visitato quella città dicendo di voler «spegnere le tensioni».

I dem si erano già mobilitati prima dell’appello dell’ex presidente: dopo la notizia della sparatoria, il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, ha infatti annunciato la decisione del suo partito di votare contro il pacchetto di spesa che dovrebbe finanziare diversi settori del governo, compresi l’Homeland Security (64,4 miliardi) e l’Ice, cui ne sono destinati ben 10. Il voto è imminente e il provvedimento urgente: altrimenti a fine gennaio si rischia lo shutdown delle agenzie governative. Servono però 60 voti: non passa senza il sostegno bipartisan di almeno dieci senatori democratici: ma anche i più moderati e indecisi hanno annunciato che voteranno contro. Per evitare il blocco, i repubblicani del Senato stanno dunque già cercando una soluzione: provando a scorporare i finanziamenti alla Sicurezza Interna dal pacchetto, necessario a finanziare Pentagono e Dipartimento di Stato, insieme a Sanità, Istruzione, Lavoro e Trasporti. Preoccupati pure dal fatto che la campagna di Trump sulle deportazioni piace sempre meno alla loro base, come dimostra un recente sondaggio di Politico: lo trova eccessivo un elettore repubblicano su cinque.

Intanto, ieri anche le figure più eminenti del Pantheon dem hanno fatto sentire la loro voce. Il governatore della California Gavin Newsom – potenziale candidato alla Casa Bianca - ha chiesto pubblicamente le dimissioni della responsabile dell’Homeland Security Kristi Noem, la stessa che poco dopo la tragica sparatoria ha detto che Pretti «si è avvicinato agli agenti con una pistola semiautomatica calibro 9 mm». Newsom ha chiesto pure il licenziamento del responsabile dell’Ice a Minneapolis,Gregory Bovino, chiedendo di «indagare e perseguire penalmente ogni singolo agente federale che infrange la legge».

Alcune critiche anche dai repubblicani, come Phil Scott, governatore del Vermont, che ha definito «inaccettabile» l’uccisione dell’infermiere

I commenti dei lettori