“Ucciso con 10 colpi mentre era a terra disarmato”: video smentiscono Trump sull’omicidio di Pretti
dal nostro inviato Paolo MastrolilliMINNEAPOLIS – Lora piange, davanti al memoriale, le candele e i fiori lasciati all’incrocio tra Nicollet Avenue e la Ventiseiesima strada, dove gli agenti federali hanno ammazzato Alex Pretti. Poi si rivolge così alla poliziotta Mays della forza di Minneapolis: «Grazie per essere qui, grazie per proteggerci».
Che differenza rispetto all’omicidio di George Floyd, quando Minneapolis era stata incendiata dalla rivolta contro le forze dell’ordine locali. Perché stavolta la sfida è tra gli uomini dell’Ice e la Border Patrol, che scaricano la colpa della loro ultima violenza sulla vittima; e le autorità cittadine, che li accusano di violare le regole basilari del mestiere e tenerle fuori dall’inchiesta per nascondere la verità. Il tutto sullo sfondo del vero motivo di questa offensiva, rivelato dalla segretaria alla Giustizia Pam Bondi, che ha offerto al governatore del Minnesota Walz di ritirare i suoi agenti se gli consegnerà le liste elettorali dello stato. Cosa c’entrano con la sparator…
MINNEAPOLIS – Lora piange, davanti al memoriale, le candele e i fiori lasciati all’incrocio tra Nicollet Avenue e la Ventiseiesima strada, dove gli agenti federali hanno ammazzato Alex Pretti. Poi si rivolge così alla poliziotta Mays della forza di Minneapolis: «Grazie per essere qui, grazie per proteggerci».
Che differenza rispetto all’omicidio di George Floyd, quando Minneapolis era stata incendiata dalla rivolta contro le forze dell’ordine locali. Perché stavolta la sfida è tra gli uomini dell’Ice e la Border Patrol, che scaricano la colpa della loro ultima violenza sulla vittima; e le autorità cittadine, che li accusano di violare le regole basilari del mestiere e tenerle fuori dall’inchiesta per nascondere la verità. Il tutto sullo sfondo del vero motivo di questa offensiva, rivelato dalla segretaria alla Giustizia Pam Bondi, che ha offerto al governatore del Minnesota Walz di ritirare i suoi agenti se gli consegnerà le liste elettorali dello stato. Cosa c’entrano con la sparatoria di sabato? Nulla, in apparenza, ma il gioco politico è tutto qui. Accusare i democratici di far votare gli immigrati illegali, magari somali, per poi decidere chi può andare alle urne la prossima volta e truccare le elezioni, ammesso che le midterm si tengano a novembre come stabilisce la legge.
Gregory Bovino, capo degli agenti federali a Minneapolis, aveva detto che Pretti era andato in strada per «massacrare» i suoi uomini prima ancora di sapere cosa fosse successo. Ieri ha insistito nel dire che Alex aveva l’intenzione di attaccare gli agenti e ha subito le conseguenze del proprio atto. Il diritto a portare un’arma, stabilito dal Secondo emendamento della Costituzione e venerato dai repubblicani, non si applica al suo caso perché voleva usarlo per aggredire Ice e Border Patrol. Stesso discorso per il Primo emendamento sulla libertà di parola e la possibilità di vedere e documentare le azioni degli agenti, perché stava interferendo con le loro attività finalizzate ad arrestare un immigrato illegale pericoloso. Il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, gli ha risposto che «stanno violando tutte le regole e non si comportano in maniera professionale», mentre Walz ha accusato l’amministrazione di mentire: «Trump deve ritirare i suoi 3.000 agenti non addestrati dal Minnesota, prima che uccidano un altro americano per strada».
I video dimostrano che Pretti non aveva in mano una pistola, ma solo il cellulare, con cui riprendeva le operazioni. Un agente lo aggredisce, mentre cerca di aiutare una donna caduta a terra, e gli spruzza lo spray urticante. Alex cade e resiste all’arresto, ma non si vede mai brandire la pistola. Un agente invece lo colpisce e toglie un’arma. Qualcuno grida “gun”, pistola, e gli spari iniziano dopo che Pretti era stato disarmato: in tutto dieci colpi. Così ha detto un testimone oculare anonimo, che ha registrato lo scontro.
Il giudice federale Eric Tostrud, nominato da Trump, su richiesta delle autorità locali ha ordinato al governo di Washington di preservare tutte le prove raccolte, in modo da consentire anche agli investigatori di Minneapolis di vederle. L’amministrazione Trump non vuole perché ha già la sua versione pronta, da usare forse per giustificare l’invocazione dell’Insurrection Act, occupare le città, e soprattutto sfruttare la crisi che ha provocato per truccare le prossime elezioni. «La verità - dice Lora - è che ci odiano. Perciò ci ammazzano».