Germania, Cdu divisa sul part-time: l’ala economica presenta mozione per limitarlo
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Il dibattito è partito col piede sbagliato, con un’espressione che da sola ha suscitato un’ondata di reazioni indignate. La potente ala “economica” della Cdu, il partito del cancelliere Friedrich Merz, vuole presentare al prossimo congresso una mozione per abolire “l’orario ridotto da lifestyle”, cioè la giornata corta per chi vuole lavorare meno per ragioni personali, ad esempio per garantirsi una migliore qualità della vita.
Gitta Connemann, la capa della corrente cristianodemocratica che rappresenta molte piccole e medie aziende, ha spiegato al settimanale Stern che “chi può, deve lavorare di più”. Il part-time, nella proposta del cosiddetto “Wirtschaftsfluegel”, l’ala economica della Cdu, dovrà essere consentito soltanto nei casi in cui ci si debba occupare dei figli o dei genitori o ci si voglia dedicare a un aggiornamento professionale. Alla luce della drammatica carenza di lavoratori specializzati di cui la Germania soffre da anni, Connemann è convinta che “il part-t…
BERLINO – Il dibattito è partito col piede sbagliato, con un’espressione che da sola ha suscitato un’ondata di reazioni indignate. La potente ala “economica” della Cdu, il partito del cancelliere Friedrich Merz, vuole presentare al prossimo congresso una mozione per abolire “l’orario ridotto da lifestyle”, cioè la giornata corta per chi vuole lavorare meno per ragioni personali, ad esempio per garantirsi una migliore qualità della vita.
Gitta Connemann, la capa della corrente cristianodemocratica che rappresenta molte piccole e medie aziende, ha spiegato al settimanale Stern che “chi può, deve lavorare di più”. Il part-time, nella proposta del cosiddetto “Wirtschaftsfluegel”, l’ala economica della Cdu, dovrà essere consentito soltanto nei casi in cui ci si debba occupare dei figli o dei genitori o ci si voglia dedicare a un aggiornamento professionale. Alla luce della drammatica carenza di lavoratori specializzati di cui la Germania soffre da anni, Connemann è convinta che “il part-time volontario, basato su ragioni personali che riguardino lo stile di vita” vada abolito.
In Germania l’orario ridotto è sfruttato ormai dal 40% dei lavoratori, la quota doppia rispetto agli anni Novanta secondo i dati dell'Institut für Arbeitsmarkt- und Berufsforschung (IAB). Ma la proposta di Connemann ha suscitato una bufera anzitutto nel suo stesso partito. Il ministro del Lavoro della Bassa Sassonia Andreas Philippi si è detto “senza parole” e ha sottolineato che “la riduzione del diritto di ricorrere al tempo ridotto sarebbe qualcosa di molto lontano dalla realtà in cui vivono tanti lavoratori, soprattutto donne e madri". Philippi teme che tante potrebbero rinunciare tout court a lavorare.
Al momento la quota delle donne che lavorano in Germania è a livelli record: il 74%. E metà di loro sfrutta l’orario ridotto. Come ha fatto notare la Tageszeitung, "non perché vogliano andarsi a fare le unghie", ma spesso e volentieri perché su di loro grava la cura di figli e di genitori anziani.
I segnali che arrivano dalla Cdu restituiscono l’immagine di un Paese di pelandroni e nullafacenti, segnali che non sono piaciuti anzitutto all’ala sociale del partito ma neanche al segretario generale Carsten Linnemann. E’ giusto che la Cdu discuta del part-time al prossimo congresso, ma non attraverso divieti, piuttosto creando incentivi: “Dobbiamo discutere di come creare condizioni migliori per favorire un passaggio dall’orario ridotto a quello pieno”, ha dichiarato Linnemann. Anche l’alleato storico del partito di Merz, la Csu, si è detta contraria alla proposta.
La polemica, peraltro è scoppiata quasi in contemporanea a un’altra, suscitata dal cancelliere Merz, che qualche giorno fa si è lamentato dei presunti giorni eccessivi di malattia accumulati dai tedeschi. In media sono 14,5 giorni, ossia “quasi tre settimane in cui cittadini tedeschi non lavorano per motivi legati alla salute”, ha sbottato il leader Cdu: “è proprio giusto? E’ proprio necessario?”. Merz ha annunciato l’intenzione di voler introdurre la dichiarazione elettronica per i giorni di malattia.