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Polemiche per la prima del film su Melania: “Festa in stile Versailles mentre gli Usa sprofondano”

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Il documentario dedicato alla first lady è stato presentato in anteprima nella East Room della Casa Bianca per pochi e selezionati invitati – da Tim Cook a Rania di Giordania – a poche ore dall’uccisione di Alex Pretti a Minneapolis e durante la tempesta artica che sta paralizzando gli Stati Uniti
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NEW YORK – A quattro giorni dall’uscita mondiale, in programma venerdì, il docufilm “Melania” ha fatto parlare finora di sé per molti motivi, ma nessuno di questi è legato al valore artistico dell’opera. L’ultima polemica riguarda il gran gala della premiere del film dedicato alla first lady, Melania Trump, e andato in scena nella East Room della Casa Bianca.

Sabato sera settanta invitati, gli uomini in smoking, hanno partecipato alla proiezione, celebrando l’evento in un salone stile Versailles, con popcorn serviti in coni di carta, biscotti in bianco e nero, maccheroni e pretzel al cioccolato. Gli invitati sono stati ricevuti da una banda militare che ha intonato “Melania’s Waltz”, brano creato apposta per il docufilm dal compositore hollywoodiano Tony Neiman. Molti sui social hanno contestato la scelta di festeggiare poche ore dopo la morte di un americano, Alex Pretti, ucciso a Minneapolis dagli agenti dell’immigrazione. E mentre più di centocinquanta milioni di americani erano al…

NEW YORK – A quattro giorni dall’uscita mondiale, in programma venerdì, il docufilm “Melania” ha fatto parlare finora di sé per molti motivi, ma nessuno di questi è legato al valore artistico dell’opera. L’ultima polemica riguarda il gran gala della premiere del film dedicato alla first lady, Melania Trump, e andato in scena nella East Room della Casa Bianca.

Sabato sera settanta invitati, gli uomini in smoking, hanno partecipato alla proiezione, celebrando l’evento in un salone stile Versailles, con popcorn serviti in coni di carta, biscotti in bianco e nero, maccheroni e pretzel al cioccolato. Gli invitati sono stati ricevuti da una banda militare che ha intonato “Melania’s Waltz”, brano creato apposta per il docufilm dal compositore hollywoodiano Tony Neiman. Molti sui social hanno contestato la scelta di festeggiare poche ore dopo la morte di un americano, Alex Pretti, ucciso a Minneapolis dagli agenti dell’immigrazione. E mentre più di centocinquanta milioni di americani erano alle prese con l’emergenza della tempesta polare.

Le immagini postate sui social dagli invitati hanno mostrato come la tragedia fosse lontana dall’East Room. Un uomo è stato ucciso, ha scritto la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, “e il presidente cosa fa? Movie night alla Casa Bianca”. Tra gli invitati c’erano il ceo di Apple, Tim Cook; quello di Zoom, Eric Yuan; l’ex pugile Mike Tyson; la regina Raina di Giordania; Erika Kirk, vedova dell’attivista di destra ucciso a settembre, Charlie Kirk; la ceo del New York Stock Exchange Lynn Martin e Azzi Agnelli, filantropa e figlia di Giovannino. Gli ospiti sono diventati sui social il simbolo di quel contrasto tra un Paese ferito e la sua leadership lontana.

La stessa presenza del regista del film, Brett Ratner - tornato sotto i riflettori dopo un decennio di esilio da Hollywood a causa di numerose accuse di molestie sessuali - ha alimentato proteste e indignazione. Ratner, tra l’altro, è apparso il mese scorso a torso nudo in una foto contenuta nei file di Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019.

Il docufilm racconta i venti giorni della vita di Melania Trump prima del ritorno alla Casa Bianca del marito. Prodotto da Amazon, costato 40 milioni di dollari a cui sono stati aggiunti altri 35 milioni per aiutarne la distribuzione e il lancio in più di 1700 sale in tutto il mondo, al momento il film sta registrando un’accoglienza fredda. E questo nonostante il grande lancio pubblicitario della Casa Bianca. Intanto Melania giovedì, il giorno prima dell’uscita nelle sale, suonerà la tradizionale campanellina che a Wall Street dà inizio alle contrattazioni, prima di rientrare a Washington in vista della proiezione ufficiale in programma al Kennedy Center.

Trump si sta occupando della promozione quotidiana. Ieri ha pubblicato un post sui social in cui ha parlato di “film assolutamente da vedere”. E ha invitato gli americani a correre al cinema: “I biglietti si stanno esaurendo in fretta”, ha detto. Non è così: centinaia di sale risultano ancora semivuote, anche negli Stati Maga come Kentucky e Ohio e nonostante il prezzo sia più basso della media degli altri film. Gli esperti prevedono un incasso al botteghino di cinque milioni di dollari. Se fosse così, sarebbe un gigantesco flop per una produzione che ha speso quasi ottanta milioni pur di lusingare il presidente. Ma è possibile che la base Maga corra al cinema, per non deludere le aspettative di Trump e della moglie. In ogni caso, il film verrà poi proiettato in streaming su Prime Video.

Sulla qualità del prodotto non sono emersi ancora commenti, anche se qualcuno, sui social, ha causticamente chiesto se Trump avesse fatto mettere una colla a presa rapida nelle poltrone dell’East Room, per evitare che qualcuno, a metà proiezione, si fosse ricordato di un impegno improvviso.

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