✕

Bruce Springsteen canta l’orrore di Minneapolis: "Il mio brano una risposta al terrore di Stato”

Milano, Bruce Springsteen si esibisce in concerto durante il 2025 World Tour allo Stadio di San Siro. Nella foto: Bruce Springsteen (Cantautore), Steven Van Zandt (Chitarrista) 

Ascolta l'audio

La canzone, intitolata “Street of Minneapolis”, è stata scritta sabato dal Boss, subito dopo la morte di Alex Pretti, e pubblicata oggi sui suoi canali social
2 minuti di lettura

Pure Bruce Springsteen dice basta alla violenza dell’Ice: e pubblica sui social un brano intitolato “Streets of Minneapolis” che denuncia "i criminali federali di Trump", "le sporche bugie di Stephen Miller e Kristi Noem" e chiede alla polizia anti migranti di Trump di “lasciare immediatamente la città”. Il brano è apparso poco fa, pubblicato sull’account Instagram ufficiale del Boss accompagnato da un breve messaggio del celebre rocker americano. Un democratico di provata fede e grande amico di Barack Obama, con cui nel 2021 condusse pure una serie di podcast di successo intitolata Renegades: Born in the Usa.

“Ho scritto questa canzone sabato” - ovvero il giorno dell’uccisione di Alex Pretti - “l'ho registrata ieri e la pubblico oggi in risposta al terrore di Stato che sta colpendo la città di Minneapolis”, scrive dunque Springsteen nella nota che accompagna il brano. "È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good…

Pure Bruce Springsteen dice basta alla violenza dell’Ice: e pubblica sui social un brano intitolato “Streets of Minneapolis” che denuncia "i criminali federali di Trump", "le sporche bugie di Stephen Miller e Kristi Noem" e chiede alla polizia anti migranti di Trump di “lasciare immediatamente la città”. Il brano è apparso poco fa, pubblicato sull’account Instagram ufficiale del Boss accompagnato da un breve messaggio del celebre rocker americano. Un democratico di provata fede e grande amico di Barack Obama, con cui nel 2021 condusse pure una serie di podcast di successo intitolata Renegades: Born in the Usa.

“Ho scritto questa canzone sabato” - ovvero il giorno dell’uccisione di Alex Pretti - “l'ho registrata ieri e la pubblico oggi in risposta al terrore di Stato che sta colpendo la città di Minneapolis”, scrive dunque Springsteen nella nota che accompagna il brano. "È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Rimanete liberi, Bruce Springsteen”. Il brano è nel tipico stile delle ballate del Boss, ben iscritto pure nella tradizione della canzone di protesta. Non è infatti solo un tributo ma un testo di cronaca, che parla in modo molto specifico di quanto accaduto a Minneapolis e nel resto del Minnesota durante l'operazione Metro Surge: "Attraverso il ghiaccio e il freddo dell'inverno / Lungo Nicollet Avenue”. Inizia, cioè nel luogo dove Pretti è stato ucciso.

Non è la prima volta che il musicista denuncia le violenze dell’Ice. La settimana scorsa era apparso a sorpresa all'evento benefico Light of Day nella cittadina di Red Bank, nel New Jersey dove vive, denunciando ancora una volta la polizia speciale e parlando dell'insensato omicidio di Renee Good. "Se credete nel potere della legge e che nessuno possa esserne superiore” aveva detto, per poi proseguire: “Se vi opponete a truppe federali mascherate e pesantemente armate che invadono una città americana, usando tattiche da Gestapo contro i nostri concittadini, se credete di non meritare di essere assassinati per aver esercitato il vostro diritto americano a protestare, allora mandate un messaggio a questo presidente, e ripetete quel che ha detto il sindaco della città: l'ICE deve andare a farsi f.... via da Minneapolis".

Il brano "Streets of Minneapolis" nasce da quello stesso senso di dolore e rabbia. “I criminali federali di Trump lo hanno picchiato in faccia e sul petto”, canta ancora il Boss. "Poi abbiamo sentito gli spari e Alex Pretti giaceva morto nella neve/Ora sostengono che era di legittima difesa, signore/Non credete ai vostri occhi/È il nostro sangue e le nostre ossa/E questi fischietti e telefoni/Contro le sporche bugie di Miller e Noem/Oh nostra Minneapolis, sento la vostra voce". Conclude esprimendo solidarietà alla causa. "Prenderemo posizione per questa terra". Concludendo: "E per lo straniero in mezzo a noi/Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti/Per le strade di Minneapolis/Ricorderemo i nomi di coloro che sono morti/Per le strade di Minneapolis."

Fra i primi a commentare e ad applaudire nei commenti, ci sono Tom Morello, il chitarrista dei Rage Against the Machine. Pete Souza, già fotografo ufficiale della Casa Bianca ai tempi di Barack Obama e Alyssa Milano, l’attrice che lanciò l’hashtag #MeToo.

Leggi i commenti