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Politico: “Fico traumatizzato dalla salute mentale di Trump”. Il premier costretto a smentire

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Il sito cita cinque funzionari che avrebbero avuto contatti con il primo ministro al ritorno dal suo viaggio in Florida
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BERLINO – Robert Fico è un uomo senza freni. Ma stavolta “Red Bullo”, come è soprannominato in patria, si è superato. A margine dell’ultimo Consiglio europeo, il leader slovacco ha formulato giudizi piuttosto espliciti sulle condizioni mentali del suo idolo, Donald Trump. Un pugno di diplomatici interpellati da Politico sostengono sia rimasto «scioccato» dallo «stato psicologico» del presidente americano. Fico ha riferito ad esempio dell’incontro avuto con Trump a Mar-a-Lago lo scorso 17 gennaio definendo l’atteggiamento del capo della casa Bianca «pericoloso». L’incontro con il presidente Usa era avvenuto tra una sua minaccia e l’altra di invadere la Groenlandia.

L’uomo che si è fatto fotografare spesso raggiante accanto a Trump, che alla riunione dei conservatori Cpac dello scorso anno aveva detto ai Maga «il vostro presidente sta rendendo un grande servizio all’Europa», ultimamente è entrato in crisi. Come tanti leader dell’ultradestra europea, il premier slovacco è precipitato in…

BERLINO – Robert Fico è un uomo senza freni. Ma stavolta “Red Bullo”, come è soprannominato in patria, si è superato. A margine dell’ultimo Consiglio europeo, il leader slovacco ha formulato giudizi piuttosto espliciti sulle condizioni mentali del suo idolo, Donald Trump. Un pugno di diplomatici interpellati da Politico sostengono sia rimasto «scioccato» dallo «stato psicologico» del presidente americano. Fico ha riferito ad esempio dell’incontro avuto con Trump a Mar-a-Lago lo scorso 17 gennaio definendo l’atteggiamento del capo della casa Bianca «pericoloso». L’incontro con il presidente Usa era avvenuto tra una sua minaccia e l’altra di invadere la Groenlandia.

L’uomo che si è fatto fotografare spesso raggiante accanto a Trump, che alla riunione dei conservatori Cpac dello scorso anno aveva detto ai Maga «il vostro presidente sta rendendo un grande servizio all’Europa», ultimamente è entrato in crisi. Come tanti leader dell’ultradestra europea, il premier slovacco è precipitato in un cortocircuito micidiale quando Trump ha rapito il dittatore venezuelano Nicolas Maduro. Fico è da anni - anche - un convinto sostenitore di Vladimir Putin, e deve aver capito che la piratesca operazione in Venezuela è stato anche uno schiaffo al Cremlino. Prima di partire per Mar-a-Lago, a metà gennaio, lo storico leader comunista mutato in semiautocrate reazionario ha criticato dunque “aspramente” Trump, secondo le sue stesse parole. E ieri ha anche rivelato che dopo la sua intemerata pro-Maduro, temeva di essere cacciato da Mar-a-Lago. Invece quell’incontro gli ha consentito di farsi un’idea evidentemente spaventosa dello stato mentale del capo della Casa Bianca.

Fico ha smentito la ricostruzione di Politico. A caratteri cubitali ha scritto su X che «respingo fermamente le bugie dell’odioso portale liberal pro-europeo». È «uno sguardo triste quello sui media liberali e progressisti», ha premesso il premier che si divertì a definire la sua rivale ed ex presidente della Repubblica, Zuzana Caputova, una «cagna» e «marionetta di Soros». Anche dalla Casa Bianca è arrivato un sostegno pieno al premier slovacco: una portavoce ha definito l’articolo «una totale fake news di anonimi diplomatici europei». L’incontro sarebbe stato positivo e produttivo.

Su X, Fico ha cercato di smontare l’articolo evocando qua e là complotti brussellesi contro di lui. Al più recente Consiglio europeo «nessuno ha sentito niente, nessuno ha visto niente, non ci sono testimoni ma tutto ciò non ha impedito a Politico di inventarsi delle bugie». Nega insomma di aver avuto incontri a margine con altri leader europei: «Non ho parlato con nessuno della mia visita negli Stati Uniti». E tutta l’operazione, ha concluso, servirebbe solo a spezzare i rapporti che la Slovacchia coltiva «con i quattro angoli della terra». Due sono l’America di Trump e la Russia di Putin. Da Bruxelles, sostiene Fico, sarebbero partiti tentativi di impedire il suo viaggio a Mar-a-Lago. E di punirlo per il suo reiterato tentativo di far cacciare l’Alta rappresentante Kaja Kallas, rea di essere troppo filoucraina agli occhi del rodato gruppetto filorusso di Visegrad, ossia Fico, il premier ungherese Viktor Orbán e la recente new entry, il premier ceco Andrei Babis. Ma il dilemma di fondo resta un po’ per tutti gli autocrati europei; chi scegliere, tra Trump e Putin.

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