Venti minuti di grida, spari, sangue, corpi a terra, feriti che cercano la fuga, adrenalina, paura, lo choc di sentire per la prima volta colpi di mitragliatrice: “erano lì per ucciderci, e hanno quasi ucciso anche me”. La sera dell’8 gennaio Shohreh, 32 anni, psicologa iraniana, era in strada a Karaj, nella via principale del quartiere di Gohardasht. Le proteste iniziate a fine dicembre con la c…