Starmer incontra Xi in Cina: “Vitale migliorare le relazioni tra Londra e Pechino”
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO – Dopo otto anni un primo ministro britannico torna in Cina. Perché come dice Sir Keir Starmer è “vitale” migliorare le relazioni tra Londra e Pechino. Dopo l’arrivo ieri nel tardo pomeriggio nella capitale cinese e dopo una cena al ristorante Yi zuo yi wang (cucina della provincia dello Yunnan, specialità: i funghi), Starmer è stato accolto oggi da Xi Jinping nella Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen.
Continua così il pellegrinaggio di leader stranieri alla corte di Xi desiderosi di migliorare le relazioni con la seconda economia mondiale in questi tempi turbolenti con l’inquilino della Casa Bianca Donald Trump che continua a minacciare e irritare alleati e non. Pellegrinaggi che la leadership comunista cinese accoglie con piacere perché danno a Pechino sia la possibilità di porsi come la potenza ragionevole e affidabile (in contrapposizione all’America) sulla scena mondiale sia perché offrono alla Cina opportunità per provare a ricucire relazioni, soprattutto commerc…
PECHINO – Dopo otto anni un primo ministro britannico torna in Cina. Perché come dice Sir Keir Starmer è “vitale” migliorare le relazioni tra Londra e Pechino. Dopo l’arrivo ieri nel tardo pomeriggio nella capitale cinese e dopo una cena al ristorante Yi zuo yi wang (cucina della provincia dello Yunnan, specialità: i funghi), Starmer è stato accolto oggi da Xi Jinping nella Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen.
Continua così il pellegrinaggio di leader stranieri alla corte di Xi desiderosi di migliorare le relazioni con la seconda economia mondiale in questi tempi turbolenti con l’inquilino della Casa Bianca Donald Trump che continua a minacciare e irritare alleati e non. Pellegrinaggi che la leadership comunista cinese accoglie con piacere perché danno a Pechino sia la possibilità di porsi come la potenza ragionevole e affidabile (in contrapposizione all’America) sulla scena mondiale sia perché offrono alla Cina opportunità per provare a ricucire relazioni, soprattutto commerciali, con alcuni Paesi dopo anni complicati.
Un incontro durato un’ora e venti minuti quello tra Xi e Starmer, seguito poi da un pranzo: tre ore in tutto hanno trascorso i due assieme. Impegnandosi a costruire una partnership economica con accordi che includono, tra gli altri, un importante investimento da parte di AstraZeneca in Cina.
Un nuovo inizio
Il britannico assicura di voler costruire una “relazione sofisticata” con Pechino segnalando un nuovo inizio dopo anni di rapporti tesi. Focus sul commercio, con oltre 50 imprenditori ad accompagnare Starmer (il britannico annuncia che i dazi cinesi sul whisky verranno dimezzati dal 10 al 5 per cento), ma c’è stato tempo di scambiare due chiacchiere pure su calcio (Starmer ha regalato a Xi un pallone di una recente partita tra il Manchester United, per il quale simpatizza il cinese, e l'Arsenal, la squadra del premier) e Shakespeare. “La Cina è un attore fondamentale sulla scena globale ed è essenziale che costruiamo un rapporto più sofisticato in cui possiamo identificare opportunità di collaborazione, ma ovviamente anche consentire un dialogo significativo sulle aree in cui non siamo d’accordo”, le parole del leader di Londra.
Xi gli risponde che i rapporti con la Gran Bretagna hanno attraversato “alti e bassi che non hanno giovato a nessuno, ma la Cina è pronta ad aprire un nuovo capitolo nelle relazioni. In qualità di membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e grandi potenze economiche mondiali, la Cina e il Regno Unito devono rafforzare il loro dialogo e la loro cooperazione, sia nella salvaguardia della pace e della stabilità mondiale, sia nella promozione dello sviluppo economico e del benessere dei loro popoli”.
Xi ha invitato i due Paesi a intensificare la cooperazione nella finanza, nella sanità, nell'intelligenza artificiale, nelle energie rinnovabili. “Si spera che il Regno Unito fornisca alle imprese cinesi un ambiente commerciale equo, giusto e non discriminatorio”, dice. La Cina vuole che Londra rimanga un mercato di esportazione affidabile, soprattutto per i suoi prodotti di alto valore come veicoli elettrici, pannelli solari e batterie.
Oltre ai progressi per ridurre i dazi cinesi sul whisky annunciati da Starmer, la Cina conferma l’esenzione del visto per i cittadini britannici che vogliono recarsi nel Paese per meno di 30 giorni. L’accordo commerciale più importante finora lo mette a segno AstraZeneca che investirà 15 miliardi di dollari in Cina da qui al 2030 per espandere la produzione di medicinali e la ricerca e sviluppo. Segnali positivi anche in materia di cooperazione per combattere le organizzazioni di trafficanti che trasportano migranti attraversano la Manica su piccole imbarcazioni per raggiungere il Regno Unito. Secondo il governo britannico, oltre la metà dei motori proviene dalla Cina: l’accordo dovrebbe prevedere una collaborazione tra forze dell’ordine britanniche e autorità e produttori cinesi per impedire che i motori finiscano nelle mani di criminali.
Il caso Jimmy Lai
Sulle “aree in cui non siamo d’accordo”, per citare Starmer, c’è di certo Hong Kong. “Ho avuto una discussione rispettosa con Xi sul caso di Jimmy Lai”, l’ex tycoon dei media hongkonghese con passaporto britannico che a dicembre è stato ritenuto colpevole di collusione con forze straniere e sedizione e che rischia l’ergastolo. Relazioni tra Londra e Pechino che in questi anni si sono deteriorate anche a causa delle accuse di spionaggio cinese in Gran Bretagna e del sostegno della Cina alla Russia nella guerra in Ucraina. Il governo di Starmer ha trascorso mesi a preparare il terreno per questo viaggio, anche approvando il controverso progetto della nuova grande ambasciata cinese a Londra, che secondo i critici faciliterebbe le operazioni di spionaggio da parte di Pechino.
“La Cina ha sempre seguito la via dello sviluppo pacifico, non ha mai iniziato una guerra e non ha mai occupato un solo centimetro del territorio di un altro Paese. Indipendentemente dal modo in cui la Cina si svilupperà e diventerà più forte, non costituirà mai una minaccia per gli altri”, dice Xi. “Il diritto internazionale può essere veramente efficace solo se tutti i Paesi lo rispettano, e le grandi potenze in particolare devono dare l'esempio, altrimenti il mondo regredirà a un ordine simile a quello della giungla”. Riferimenti nemmeno troppo velati all’America di Trump.
E proprio l’imprevedibilità di Trump, le minacce di dazi e quelle di prendersi la Groenlandia, irritano gli alleati degli Stati Uniti. Le turbolenze commerciali globali hanno reso ancora più urgente per molti governi allargare nuovamente l’orizzonte. Starmer è il quarto leader di un Paese alleato degli Stati Uniti a visitare Pechino questo mese, dopo quelli di Corea del Sud, Canada e Finlandia, mentre il cancelliere tedesco Merz è atteso qui il mese prossimo. “Nel mezzo di grandi cambiamenti, alcuni Paesi occidentali, in particolare gli alleati degli Stati Uniti, hanno iniziato a cercare nuovi posizionamenti in linea con i propri interessi”, afferma sulla stampa statale Ding Chun, direttore del Centro Studi Europei dell'Università Fudan di Shanghai. “Questo è uno dei motivi principali per cui stanno rivolgendo la loro attenzione alla Cina”.