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Ok della Ue ai Pasdaran nella lista terroristi. Iran: “Errore strategico”. Nella regione 10 navi Usa

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I ministri degli Esteri europei hanno approvato nuove sanzioni individuando 21 soggetti coinvolti nella violenta repressione delle proteste. Tajani: “Carneficina paragonabile a Gaza”. L’esercito iraniano: “Decisione insensata dettata dal rancore”
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"I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica". Lo annuncia su X l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas. "La repressione non può restare senza risposta - sottolinea -. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina".

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto accusando l'Europa di contribuire all'escalation delle tensioni regionali e ha definito la decisione un "grave errore strategico". "Diversi Paesi stanno attualmente cercando di evitare lo scoppio di una guerra totale nella nostra regione. Nessuno di loro è europeo. L'Europa è invece impegnata ad alimentare il fuoco”, ha scritto il capo della diplomazia di Teheran su X.

I ministri degli Esteri dell'Ue hanno adottato nuove sanzioni contro l'Iran: nella lista delle misure restrittive – che includono il divieto di ingresso nel territorio europeo e il conge…

"I ministri degli Esteri dell'Ue hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica". Lo annuncia su X l'Alta rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas. "La repressione non può restare senza risposta - sottolinea -. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina".

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto accusando l'Europa di contribuire all'escalation delle tensioni regionali e ha definito la decisione un "grave errore strategico". "Diversi Paesi stanno attualmente cercando di evitare lo scoppio di una guerra totale nella nostra regione. Nessuno di loro è europeo. L'Europa è invece impegnata ad alimentare il fuoco”, ha scritto il capo della diplomazia di Teheran su X.

I ministri degli Esteri dell'Ue hanno adottato nuove sanzioni contro l'Iran: nella lista delle misure restrittive – che includono il divieto di ingresso nel territorio europeo e il congelamento dei beni – entrano 21 soggetti, tra individui ed entità, coinvolti nella violenta repressione delle proteste nel Paese e 10 soggetti legati alla fornitura di armi da parte di Teheran alla Russia per la guerra contro l'Ucraina.

Una "decisione insensata e dettata dal rancore", ha commentato l'esercito iraniano in una nota, parlando di "decisione infondata, irrazionale e dannosa". E aggiungono che è stata “presa sotto la pressione del delirante presidente degli Stati Uniti e del regime sionista terrorista e assassino di bambini", Israele.

In mattinata le forze navali dei Pasdaran avevano annunciato esercitazioni militari con navi di guerra nello Stretto di Hormuz i prossimi 1 e 2 febbraio. Manovre che potrebbero potenzialmente interrompere il traffico in una rotta attraverso la quale passa il 20 per cento di tutto il petrolio mondiale. Lo stretto di Hormuz è infatti la rotta di esportazione petrolifera più importante al mondo e collega i maggiori produttori di petrolio del Golfo, come Arabia Saudita, Iran, Iraq ed Emirati Arabi Uniti, con il Golfo di Oman e il Mar Arabico.

Le reazioni

L'Europa "è al fianco del popolo iraniano nella sua coraggiosa lotta per la libertà". Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, via social, salutando "con favore l'accordo politico sulle nuove sanzioni contro il regime omicida iraniano e sulla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica. Era atteso da tempo. "Terrorista” è il termine con cui si definisce un regime che soffoca nel sangue le proteste del proprio popolo", conclude.

A far cambiare linea all'Italia riguardo all'iscrizione dei Pasdaran sono state "le migliaia e migliaia di morti che ci sono stati, trenta mila forse non sappiamo. Si parla di una carneficina, se a Gaza sono ci sono stati sessanta mila morti e in Iran trenta mila allora è una situazione paragonabile a Gaza, e davanti a tutto questo per forza dovevamo avere un atteggiamento di condanna". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles.

Le dieci navi americane

Intanto un'altra nave da guerra statunitense è arrivata in Medio Oriente, come mostrano i dati di tracciamento delle navi, mentre continuano a crescere le speculazioni su un possibile nuovo attacco degli Stati Uniti contro l'Iran. Lo scrive la Bbc Verify. Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Delbert D Black è stato monitorato ieri mentre navigava attraverso il Canale di Suez verso il Golfo, come ha mostrato il sito di tracciamento MarineTraffic. Si ritiene che almeno 10 navi da guerra statunitensi si trovino ora in Medio Oriente, tra cui la portaerei USS Abraham Lincoln.

L’ipotesi dell’accordo

"Il governo si è definito pronto alla guerra fin dal primo giorno. La Repubblica islamica dell'Iran non inizierà mai una guerra, ma se imposta, si difenderà con forza e non saranno i nemici a determinare la sua fine". Lo ha affermato il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref.

"Hanno tutte le possibilità di raggiungere un accordo. Non dovrebbero perseguire capacità nucleari. Saremo pronti a fare tutto ciò che questo presidente si aspetta": lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth parlando dell'Iran alla riunione di governo presieduta da Donald Trump.

Iran convoca l'ambasciatore tedesco a Teheran

L'ambasciatore tedesco a Teheran, Axel Dittmann, è stato convocato presso il ministero degli Esteri iraniano, in seguito alle recenti dichiarazioni del Cancelliere tedesco Friedrich Merz, secondo cui la Repubblica islamica avrebbe "i giorni contati". Durante la convocazione, è stata trasmessa all'ambasciatore la ferma protesta della Repubblica Islamica dell'Iran in merito alle "posizioni interventiste e irresponsabili" dei funzionari tedeschi e il direttore generale del Ministero degli Esteri iraniano per l'Europa Occidentale, Alireza Yousefi, ha anche contestato l'inserimento dei Guardiani della rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea, definendola "una chiara violazione del diritto internazionale e della sicurezza e della sovranità nazionale dell'Iran" che incontrerà certamente una risposta.

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