Caso Epstein, il dipartimento di Giustizia pubblica nuovi file. “Non abbiamo protetto Trump”
a cura della redazione EsteriIl dipartimento di Giustizia ha annunciato la pubblicazione di nuovi file su Jeffrey Epstein. Si tratta, ha detto il vice procuratore generale Todd Blanche, di "oltre tre milioni di pagine", compresi circa duemila video e 180mila immagini, tra cui numeroso materiale pedopornografico. I documenti sono visibili sulla pagina dedicata ai file Epstein del sito di Dipartimento di Giustizia, con una novità: per accedere stavolta viene richiesta la maggiore età perché la natura dei contenuti non è idonea ai minori.
Tra i milioni di file ci sono almeno 3200 documenti in cui viene citato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riporta il New York Times. In alcuni casi, sono informazioni fornite agli investigatori perché indagassero. Blanche ha escluso che il suo dipartimento stia proteggendo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il cui nome è citato più volte nei file di Jeffrey Epstein, il pedofilo morto in carcere nel 2019. Ma ha anche fatto capire che non ci saranno rivelazi…
Il dipartimento di Giustizia ha annunciato la pubblicazione di nuovi file su Jeffrey Epstein. Si tratta, ha detto il vice procuratore generale Todd Blanche, di "oltre tre milioni di pagine", compresi circa duemila video e 180mila immagini, tra cui numeroso materiale pedopornografico. I documenti sono visibili sulla pagina dedicata ai file Epstein del sito di Dipartimento di Giustizia, con una novità: per accedere stavolta viene richiesta la maggiore età perché la natura dei contenuti non è idonea ai minori.
Tra i milioni di file ci sono almeno 3200 documenti in cui viene citato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riporta il New York Times. In alcuni casi, sono informazioni fornite agli investigatori perché indagassero. Blanche ha escluso che il suo dipartimento stia proteggendo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il cui nome è citato più volte nei file di Jeffrey Epstein, il pedofilo morto in carcere nel 2019. Ma ha anche fatto capire che non ci saranno rivelazioni sul presidente dai nuovi file rilasciati oggi. "Non abbiamo protetto il presidente, non abbiamo protetto nessuno, penso che ci sia una sete di informazione che non penso verrà soddisfatta da questi documenti", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti, dopo aver annunciato il rilascio delle nuove pagine sul caso.
Bill Gates e la malattia dopo il sesso con le ragazze russe
Tra le prime rivelazioni a emergere dai nuovi file ci sono quelle sul co-fondatore di Microsoft Bill Gates che avrebbe avuto rapporti sessuali con ragazze russe, contratto una malattia sessualmente trasmissibile e chiesto antibiotici da somministrare di nascosto a quella che era sua moglie, Melinda.
Epstein fece queste affermazioni sul miliardario in una mail che si era inviato a sè stesso il 18 luglio 2013. Il lungo messaggio attaccava Gates per aver interrotto la loro amicizia. "Per aggiungere un insulto alla ferita - aveva scritto Epstein - mi implori di cancellare le email riguardanti la tua malattia sessualmente trasmissibile, la tua richiesta che io ti fornisca antibiotici da poter dare di nascosto a Melinda e la descrizione del tuo pene".
In serata è arrivata una dura risposta da parte del portavoce di Bill Gates che respinge le accuse mosse da Epstein. “Queste affermazioni sono assolutamente assurde e completamente false”, ha dichiarato il rappresentante al Daily Mail. “L'unica cosa che questi documenti dimostrano è la frustrazione di Epstein per non aver avuto una relazione continuativa con Gates e fino a che punto fosse disposto ad arrivare per intrappolarlo e diffamarlo”.
Musk: “Quando posso venire sulla tua isola?”
"Sarò nella zona delle Isole Vergini Britanniche-Saint Barthélemy durante le vacanze. C'è un buon momento per venirci?", scrive Musk. Epstein gli rispose due giorni dopo, dicendo che l'inizio del nuovo anno sarebbe stato un buon momento, aggiungendo: "C'è sempre posto per te". Il giorno di Natale, Epstein scrisse in un'altra email: "Il 2 o il 3 sarebbero perfetti. Verrò a prenderti".
Musk ha risposto che sarebbe dovuto tornare a Los Angeles la notte del 2 gennaio, prima di dire che avrebbe potuto posticipare la partenza di un giorno. Dalle mail non è chiaro se Musk si sia effettivamente recato sull'isola, ma mostrano un livello di comunicazione tra i due che non era stato rivelato in precedenza.
Musk ha sempre negato qualsiasi legame con il finanziere. L'isola citata nella mail è probabilmente quella di Little Saint James, nelle isole Vergini, dove alcune vittime hanno raccontato di essere state abusate e utilizzate come prostitute.
"Il compagno di cella lo implorò di non impiccarsi”
Il compagno di cella di Jeffrey Epstein a New York lo implorò di non togliersi la vita nello spazio che condividevano. E' quanto emerge dai documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia, che includono anche l'intervista a Efrain Reyes pochi giorno dopo la morte dell'ex finanziere. Reyes era stato trasferito in un altro carcere il giorno prima della morte di Epstein. Il suo trasferimento era stato precedentemente concordato. Reyes disse a Epstein di non impiccarsi nella loro cella: "Non voglio svegliarmi e trovarti morto", aveva detto, secondo quanto riportato da Cnn. "Non preoccuparti, non ti causerò mai problemi", gli aveva replicato Epstein.
Tra i documenti anche l’accusa di stupro del 1994 poi ritirata
Tra le pagine diffuse c’è anche un modulo dell'Fbi che "parla della denuncia nel 1994 di una donna che accusa Donald Trump di averla violentata quando era minorenne". Questa donna il cui nome non viene pubblicato "ha poi successivamente ritirato l'accusa" nei confronti dell'attuale presidente degli Stati Uniti. E' quanto rivela la Cnn che sottolinea che questa donna"aveva in precedenza intentato cause legali contro Trump, per poi ritirarle. L'ultima denuncia è stata ritirata poco prima delle elezioni del 2016".
Il documento dell'Fbi "parla di diversi episodi di presunti abusi subiti da Jane Doe (un nome generico utilizzato nel sistema legale Usa per indicare una donna la cui identità è sconosciuta o che viene tutelata, ndr) da parte di Trump, incluso lo stupro". Accuse che sono state ritirate e che Trump aveva respinto.
Il Dipartimento di Giustizia che ha pubblicato i documenti spiega che queste pubblicazioni "possono includere immagini, documenti o video falsi o presentati in modo fraudolento, poiché tutto ciò che è stato inviato all'Fbi è stato incluso nella diffusione come previsto dalla legge". Jane Doe, ricorda la 'Cnn', "avrebbe dovuto comparire a una conferenza stampa a Los Angeles nel novembre 2016, ma l'evento fu annullato improvvisamente. Il suo avvocato dell'epoca, Lisa Bloom, dichiarò che la sua assistita era troppo spaventata per presentarsi.
“Lutnick invitò Epstein a un evento per Hillary Clinton"
Il segretario al commercio Usa Howard Lutnick invitò Jeffrey Epstein a una raccolta fondi che stava organizzando per la democratica Hillary Clinton. E' quanto emerge dai documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia, secondo quanto riportato da Cnn. Lutnick era vicino di casa di Epstein a New York e in passato ha raccontato che nel 2005, insieme a sua moglie, aveva visitato casa dell'ex finanziere ed era rimasto disgustato dalla sala massaggi che gli era stata fatta vedere.
I file oscurati
"Abbiamo oscurato tutte le donne raffigurate in qualsiasi immagine o video, ad eccezione di Ghislaine Maxwell. Non abbiamo oscurato le immagini di nessun uomo, a meno che non fosse impossibile oscurare la donna senza oscurare anche l'uomo - ha chiarito - A tal fine, tuttavia, e per garantire la trasparenza, se un membro del Congresso desidera esaminare qualsiasi parte della produzione in forma non oscurata, è invitato a prendere accordi con il dipartimento per farlo".
Blanche ci ha tenuto a ribadire l'impegno del Dipartimento di Giustizia per la tutela delle vittime. "Il procuratore generale, il direttore dell'Fbi e i nostri partner in tutta l'amministrazione lavorano duramente ogni giorno per proteggere i più vulnerabili tra noi con misure di protezione di questa portata - ha spiegato, ammettendo tuttavia che - gli errori sono inevitabili. Naturalmente, vogliamo correggere immediatamente eventuali errori di censura che il nostro team potrebbe aver commesso". Ha infine reso noto che il Dipartimento di Giustizia ha creato un indirizzo e-mail e una casella di posta elettronica per le vittime "per correggere le omissioni e qualsiasi dubbio, quando opportuno".